Da Grillo ai centri sociali, il Pd è ostaggio degli ultras


Un momento della contestazione  al segretario della Cisl Raffaele Bonanni alla festa nazionale del PD a Torino (Ansa)

Un momento della contestazione al segretario della Cisl Raffaele Bonanni alla festa nazionale del PD a Torino (Ansa)

Forse c’è un filo rosso, come ha sottolineato il ministro Sacconi, che lega i fischi al presidente del Senato alla contestazione contro il segretario della Cisl, sfiorato da un fumogeno lanciatogli contro. A cominciare dalla platea, la festa del Pd di Torino, e dagli autori delle proteste, il popolo viola, i grillini e i centri sociali. Proteste che forse è meglio chiamare con un altro termine: aggressioni.

In entrambi i casi si è voluto impedire a un cittadino di esprimere il proprio pensiero in pubblico. Un linciaggio. E nel caso di Bonanni si è superato il limite: perché l’intenzione, lanciando un fumogeno (l’autrice pare sia una studentessa fiorentina, figlia di un pm), è quella di colpire, e quindi di eliminare, quello che si considera un nemico e non un normale interlocutore nell’arena politica e sindacale. Tanto che Sacconi ha puntato il dito contro un’aggressione “verbale e fisica” nei confronti del segretario generale della Cisl, che ”costituisce un atto gravissimo perché può rappresentare il ritorno di una stagione di violenza politica”. Un giudizio esagerato? Forse no, visto che il segreteraio del Pd Bersani si è affrettato a bollare i contestatori come squadristi.

Il Pd, infatti, vuole prendere le distanze da questi episodi. Che però vengono da un mondo che non può far finta di ignorare: quello degli “ultras” della politica. Ultras che la sinistra conosce bene, con cui ha sempre oscillato tra dialogo e linea dura, e che usano metodi propri dei tifosi più violenti. Un universo composito, che va dai ben più pacifici (si limitano a fischiare) grillini e popolo viola - erede di quei girotondini nati appunto per protesta contro la classe dirigente del centrosinistra -  fino al mondo dei centri sociali più duri, attorno al quale gravitano anche simpatizzanti del Pd, soprattutto studenti.

E da due anni a questa parte, da quando la sinistra radicale è scomparsa dal parlamento, il Pd non sa più che pesci pigliare quando si rivolge alle frange più estreme. Da una parte, infatti, a sinistra manca un partito come la Lega, di piazza e di governo, che funga da catalizzatore e moderatore delle istanze più radicali. Dall’altra è andata aumentando la distanza tra la classe dirigente del centrosinistra, impegnata più nei giochi di Palazzo che ad ascoltare il suo popolo, e i suoi elettori. Che delusi non di rado simpatizzano per i “facinorosi”. E che magari di fronte a un lancio di un fumogeno fanno spallucce. Quando addirittura non gli scappa l’applauso.

Commenti

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Il 9 Settembre 2010 alle 20:08 La giornata in pillole: il PdL cerca 20 deputati. Per sostituire i finiani - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] studentessa, figlia di un pm in servizio alla procura di Prato, le immagini scattate durante il blitz dei no global di mercoledì [...]

Il 10 Settembre 2010 alle 19:42 La giornata in pillole: Berlusconi, il governo va avanti. E Bossi fa marcia indietro sul voto - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il giudice Sergio Affronto, padre di Rubina, la ragazza di 24 anni denunciata per aver tirato un fumogeno contro il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, mercoledì alla festa del Pd. “Mia figlia [...]

Il 11 Settembre 2010 alle 8:24 boghero ha scritto:

… Hanno detto.. cosa vuoi… un fumogeno non ha mai fatto male a nessuna… la camicia.. se la può ricomprare…

.. una sana manganellata non ha mai fatto proprio tanto male..

.. se cominciamo così… vediamo chi mena più forte o è meglio tornare a parlare e tornare alla ragione.

Questo vuole dire lasciare parlare Bonanni e qualsiasi altro interlocutore, opporre un ragionamento ad un ragionamento. Urla e strilli non sono ragionamenti sono solo rumore… mi tornano in mente le scimmie primordiali del 2001 di Kubrik.. prima appunto che arrivasse “la ragione”..
Tutto questo fa un danno pazzesco soprattutto al PD, che proprio si deve scrollare la fama di ricettacolo di tutti i balordi di sto mondo, quelli soprattutto che politicamente hanno già dimostrato di aver abbondantemente fallito.

Il 1 Ottobre 2010 alle 12:32 Attentato a Belpietro: fare il giornalista in Italia è diventato sempre più rischioso - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] non è l’unico caso che dovrebbe far scattare il campanello d’allarme. Il clima politico e sociale è avvelenato, basti pensare alla statuetta gettata contro il Cavaliere in piazza Duomo lo scorso [...]

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