

Un campo rom abusivo a Roma (Ansa)
Il ministro Maroni ha accusato, ieri sera alla festa dei giovani del PdL Atreju, certa sinistra di “falsificare la realtà ”. Soprattutto quando incolpa il governo di voler “cacciare i nomadi e chiudere i campi rom”.
Certo, la questione rom è complessa e riguarda molti stati della Ue. Parliamo di milioni di persone, che spesso fanno difficoltà ad integrarsi con lo stile di vita dominante in Europa e che non di rado sono vittime di episodi di razzismo. Ma al di là delle differenti tradizioni e delle condizioni di povertà , uno Stato deve garantire il rispetto di standard minimi per la convinvenza civile.
Non si possono, infatti, tollerare campi dove i bimbi “dividono gli spazi con i topi”, come ha ricordato il ministro dell’Interno, o dove le baracche vengono allestite addirittura “su una discarica abusiva che copriva una fognatura rotta”. E non sono esagerazioni. Per questo le polemiche alimentate dal centrosinistra contro gli sgomberi ordinati a Roma, da Alemanno, e a Milano, dal sindaco Moratti, appaiono strumentali. Perché le decisioni di entrambe le giunte di centrodestra condividono e applicano i princìpi illustrati da Maroni: il rispetto della legalità e l’integrazione sociale.
Princìpi che, in realtà , sono condivisi anche dal centrosinistra. Che però ha la memoria corta, soprattutto quando deve sparare a zero contro gli avversari. Basta tornare al 2005, quando l’allora sindaco di Bologna, Sergio Cofferati (ex leader della Cgil, poi nei Ds e ora nel Pd), ordinò lo sgombero di un campo nomade abusivo e di tutte le baracche lungo il fiume Reno. Cofferati fu bollato subito come un sindaco “sceriffo” dalla sinistra radicale che chiese spiegazioni. E questa fu la sua risposta, in nome del rispetto della legalità : “Negli interventi da voi contestati i servizi sociali si sono attivati per assistere donne e bambini, e le polizie per colpire le illegalità note, tante volte segnalate dai cittadini e per troppo tempo sopportate”. Insomma, tolleranza zero contro i campi abusivi, quella di Cofferati. Proprio come Alemanno e la Moratti.
Un discorso analogo, per concludere, vale per l’accoglienza degli stranieri. E quindi anche dei cittadini dei paesi membri della Ue, per i quali Maroni chiede a Bruxelles norme per il rimpatrio, qualora non rispettino le regole e non abbiano i mezzi a sufficienza per vivere in Italia.
La solita boutade leghista per inseguire i provvedimenti di Sarkozy, come è stata dipinta spesso sui quotidiani? Affatto, perché è stabilito proprio dalla Ue nella direttiva 38 (aprile 2004): chiunque, se cittadino della Ue, può soggiornare più di tre mesi in un altro stato membro a condizione - si legge nell’articolo 7 - “di essere un lavoratore subordinato o autonomo nello stato ospitante” o ”di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, affinché non divenga un onere a carico dell’assistenza sociale dello stato ospitante durante il periodo di soggiorno”.
Ecco perché è strumentale (di nuovo) etichettare come xenofoba - lo hanno fatto certi esponenti del centrosinistra - la richiesta di introdurre norme affinché queste condizioni siano rispettate. Perché così va in Italia: certi provvedimenti, se adottati dal centrosinistra, sono norme per il ”contrasto all’illegalità ”; se a firmarli è il centrodestra, è semplicemente razzismo.
- Venerdì 10 Settembre 2010
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Commenti
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Il 12 Settembre 2010 alle 19:20 pv21 ha scritto:
Siamo in crisi occupazionale in tutta Europa. Tutti gli italiani che in Francia, Germania, Spagna, ecc hanno perso il lavoro da 3 mesi saranno riavviati in Italia? I Rom hanno usi particolari, alcuni leciti, altri non accettabili. Bisogna tenere ben distinta la differenza altrimenti si torna ai ben noti LANCI IN CADUTA LIBERA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd3.html
Il 27 Settembre 2010 alle 20:44 La giornata in pillole: Santoro come Brunetta, pubblica il Cud 2010 online - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] - I rom allontanati nei giorni scorsi dal campo di via Triboniano, campo regolare di cui si è deciso lo [...]
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