

di Andrea Marcenaro
Il professor Valerio Onida si è candidato a sindaco di Milano. Dice: ma proprio il professor Onida? Lui. Lo stesso professor Onida che fece parte della Corte costituzionale dal 1996 al 2005? Esattamente. L’ex presidente, addirittura, della Corte, e tuttora presidente emerito della stessa? Quello, certo. Quello stesso professore, cioè, interpellato con compunzione e rispetto da tutti i giornali, allorché sorgeva qualche polemica o qualche controversia tra il centrodestra e il centrosinistra, dal momento che il suo autorevole parere tecnico si collocava freddamente al di sopra di qualsivoglia contesa e parzialità? Proprio lui. E si candida a sindaco di Milano? A sindaco di Milano. Voluto da tutte le forze politiche all’unanimità? Non esattamente. Allora, schierato con una parte sola? Col centrosinistra. Voluto da tutto il centrosinistra? No. Solo da un pezzo del centrosinistra? Sì. Ma come, un ancor recentissimo presidente della Corte costituzionale? Sì. È un suo diritto? Certo, ci mancherebbe altro. E non potrebbe alimentare, tutto ciò, l’indecente sospetto che anche nella Corte costituzionale ci si possa dividere, e per conseguenza decidere, sulla base di simpatie politiche? Questo va assolutamente escluso. Assolutamente? Assolutamente. E perché? Perché sì. Perepepé.
- Martedì 14 Settembre 2010
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