Messina, choc in sala parto: neonato in coma

n'altra lite tra due medici, questa volta all'ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro

Un'altra lite tra due medici, questa volta all'ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro

Messina, seconda lite in sala parto in meno di un mese. Dopo l’episodio del piccolo Antonio Molonia avvenuto il 28 agosto scorso al Policlinico della città dello Stretto, il diverbio tra due medici sarebbe scoppiato questa volta nel reparto Ginecologia dell’ospedale «Papardo» durante il travaglio di Ivana Rigano, già in avanzata fase di travaglio. La dinamica, ricostruita dalla denuncia del padre del nascituro, Nicola Mangraviti, è quasi la fotocopia di quella avvenuta un mese  fa che quasi costò la vita al piccolo Antonio Molonia. E anche questa volta il neonato, rimasto senza ossigeno per qualche interminabile secondo, rischia di aver subito lesioni cerebrali  irreparabili.

L’episodio La puerpera, alla sua prima gravidanza, era in attesa del taglio cesareo deciso dal ginecolgo Rosario Pino quando sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate ed il suo aiuto Saverio Eposito che avrebbero addirittura strappato i moduli del consenso già firmato dai genitori ordinando che si procedesse invece col parto naturale. Risultato, come nel caso precedente: il bambino, ricoverato ora al Policlinico e tenuto in coma farmacologico, ha avuto una sofferenza post ischemica le cui conseguenze sono ancora tutte da valutare. «Il bambino - spiega il professor Ignazio Barberi, direttore dell’unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina  - ha sofferto perché gli è mancato l’ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potrà dire tra una settimana». Quando si è reso conto della gravità della situazione il padre del neonato, in stato di choc, avrebbe aggredito il primario. Il quale, oerò, avrebbe  smentito l’episodio della lite: «Ho parlato al telefono con il primario Francesco Abate, che smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici» ha spiegato il presidente dell’Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo.

Proprio per le sue dimensioni, quattro chilogrammi, il piccolo sarebbe rimasto incastrato, al momento di venire al mondo, e quei secondi di mancanza di ossigenazione avrebbe creato lesioni cerebrali, ma anche agli arti. Il parto è avvenuto dopo molte ore di travaglio della 24enne.

Commenti

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Il 20 Settembre 2010 alle 19:43 pasalaam ha scritto:

54000 é il numero di decessi per malasanità repertoriati in Italia, nel 2008, altro che pulizia etnica.

Non sarà che il ministro recluta i medici trà i serial killers?

Il 20 Settembre 2010 alle 19:56 pasalaam ha scritto:

Secondo le statistiche, il numero di morti accidentali causato dalla “malasanità” sarebbe di 54.000 l’anno! Tutti gli anni. Malgrado questo, nessuno sembra farci caso. In un Paese dove per pisciare devi avere il codice fiscale e se parcheggi di traverso a Bisuschio dopo tré giorni ti recapitano la multa anche se abiti a Bruxelles, spariscono cinquantaquattromila codici fiscali e nessuno se ne accorge.
Difficile crederlo.
Gli studi di medicina sono i più lunghi e costosi. Inoltre, se c’é una sola cosa che non é cambiata da trentamila anni é il corpo umano. Quindi chi passa cinque anni a studiare una tibia o un perone non ha diritto all’errore. Non puo’ scusarsi dicendo che si tratta del nuovo modello e non ha ancora ricevuto il manuale. Porca vaca. Se si sbaglia o é drogato oppure un imbecille. Che ci sia un margine di errore in ogni umana attività é inevitabile, pero’ non vedo perché: il camionista che travolge un pedone debba essere indagato per omicidio colposo, mentre il chirurgo che ti storpia possa metterlo sul conto dei rischi professionali. La professione del medico non é una maledizione divina. Coloro che la scelgono sono ben felici di goderne i privilegi, che sono enormi, sarebbe pure giusto che sopportassero la conseguenza dei propri errori. Come il camionista, l’ingegnere, l’imbianchino, ecc. Tutte le testimonianze raccolte e confermate durante i rari processi, mettono in evidenza una complicità indiscutibile trà tutti i servizi coinvolti. Sostituzione di reperti, sparizioni di cadaveri, occultamento o manipolazione di prove e via imbrogliando. E’ difficile non intravvedere il fili di un’organizzazione monolitica e capillare volta a proteggere i propri affiliati. Infine, il comportamento dei ministri e dei presidenti di associazioni che non si preoccupano neppure di conoscere il numero dei crimini commessi dai loro amministrati o affiliati, mi terrorizza. O sono tutti criminali oppure sono cretini.
Poveri noi.

Il 21 Settembre 2010 alle 10:55 Litigiosità in sala parto: quali sono le cause? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Papardo a Messina? La domanda è legittima, perché nelle prima si è parlato di un caso fotocopia a quello accaduto al Policlinico di Messina il 28 agosto. Poi con l’andare del tempo - e [...]

Il 21 Settembre 2010 alle 11:21 Litigiosità in sala parto: quali sono le cause? | " NONSOLOFOLE " ha scritto:

[...] dell’ospedale Papardo a Messina? La domanda è legittima, perché prima si è parlato di un caso fotocopia a quello accaduto al Policlinico di Messina il 28 agosto. Poi con l’andare del tempo – e [...]

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