- Tags: divorzio, famiglia, figli, padri separati
- 2 commenti
«Gentile redazione,
sono la moglie separata del signor Mirko Fusaroli di cui avete pubblicato una lettera firmata sul vostro giornale n. 40 del 30 settembre 2010 che riguardava i padri scippati.
Come spesso succede vi siete comportati da “giornalisti”, e lo dico proprio in modo ironico». L’inchiesta sui padri separati pubblicata sul numero 40 di Panorama ha provocato molte reazioni. Ecco le lettere che abbiamo ricevuto.«Vi chiedo solo una cosa: perché prima di pubblicare certe cose che riguardano argomenti così delicati non andate ad informarvi fino in fondo o, quantomeno, non chiedete informazioni alle controparti? In allegato vi ho mandato una foto della “sberla” che lui dice di avermi dato, ma se volete ho a disposizione referto medico e radiografie della mia testa.
Volevo precisare che le denuncie sono state ritirate su consiglio degli avvocati perché arrivando a una separazione consensuale avremmo evitato le lungaggini e sofferenze di una separazione giudiziale. Per quanto riguarda il resto della lettera è vero che non lavoravo all’epoca, o perlomeno da quando ebbi una minaccia d’aborto all’inizio della prima gravidanza (sempre referti medici disponibili), ma è stato omesso di dire che lui prendeva di 2500 euro di stipendio e per non buttarne un altro (che sarebbe stato il mio) in asili nido, avevamo deciso di comune accordo che sarei stata a casa a crescere le bambine….Certo è la mia parola contro la sua.
Inoltre il signore dice di essere rimasto a casa in disoccupazione….peccato che la disoccupazione sia iniziata a ottobre quando ormai era da un mese che ero andata via da casa a seguito della sua “sberla”….In otto anni di matrimonio non era mai successo che lui stesse a casa in disoccupazione…. Mai!
Un’ ultima cosa, da madre, se mi fossi accorta, come dice lui, che il disaccordo era iniziato con la nascita delle bambine, mi sarei fermata prima, non ne avrei messe al mondo tre, avrei evitato loro tanta sofferenza. Resto a disposizione “nel caso” voleste qualche chiarimento (cosa per la quale ho poche speranze) o vogliate consultare la mia documentazione.
Certo sarebbe bello che tutti fossero corretti nei confronti degli altri, ma io non sono famosa e non credo la mia lettera verrà pubblicata su questo giornale, però non demordo, da madre è giusto che faccia sentire la mia voce e per questo interpellerò anche altri che fanno il vostro mestiere.
Distinti saluti.
Lisa Fiocchi
In un tempo in cui al centro dell’opinione pubblica c’è la figura dei padri separati, quali vittime di madri “aguzzine, mi sento di dar voce ai Diritti dei figli, per i quali spesso l’ Amore di una madre si scontra con gli individualismi esasperati dell’ ex coniuge.
Si tratta spesso di minori che vengono contesi con la pretesa di accampar dei “diritti d’usufrutto paritario”. Figli al centro di egoismi e orgogli strettamente personali. Non più protagonisti ma “oggetto del contendere”. Nel caso in cui la madre diventa portavoce dei disagi o dei rifiuti del figlio ad assecondare un Contratto stipulato tra le parti, scatta la colpevolizzazione della stessa, quale autrice di “plagi”. Tanti “papà” rivendicano il Diritto di Tener con sè i figli, ma quanti di loro hanno cercato di Veder la situazione con gli occhi delle loro stesse creature?
In quanti sono veramente pronti a mettersi in gioco o in discussione, con il timore di rimanere dietro le quinte? Tutto questo a scapito di qualche inutile beneficio o benessere dei propri figli.
Nessuno mai può destituire un genitore da tale funzione, ma questo non dipende solo da un fattore biologico. Ci sono tanti altri fattori concomitanti che accrescono la stima e la fiducia dei figli nei confronti dei genitori. Sono fattori insiti nella relazione stessa.Ogni singola relazione genitore-figlio è esclusiva e nessuno dall’esterno ( neppure l’altro genitore) potrebbe mai scalfire un simile rapporto. I bambini si saziano e crescono dell’amore che li circonda.
La separazione di due genitori destabilizza un qualsiasi precedente menage familiare, quindi qual è la colpa che si può attribuire ad un figlio? Forse quella di ancorarsi al proprio ambiente familiare, di cercare delle certezze e dei punti di riferimento stabili?
Figli che raccolgono i cocci di una famiglia frantumata e che non potendo rimetterli insieme, vestono una corazza di difesa per non esser ulteriormente trascinati di qua e di là.
Chi può obbligare un figlio a stare con un genitore contro la sua volontà? Un padre dominato dal senso di egoismo e di orgoglio che improvvisamente dimentica le precedenti abitudini dei propri figli, pur di assecondare il suo frenetico desiderio. Arriva addirittura a non sentirli piangere, quando questi cercano disperatamente la madre, si addormentano piangendo e sperano che “tutto passi” al più presto, per ritornare dalla madre. E così si continua a parlare di DIRITTI DEI PADRI, ma vorrei che per una volta al centro della ribalta fossero i DIRITTI DEI FIGLI.
Quale crescita armonica può esserci se s’intende “spaccare a metà” la vita di un figlio?
Un figlio che non ricorderebbe più dove abita! E nel momento in cui reclama la propria stabilità, rende suscettibile l’animo di chi dovrebbe tutelarlo.
Questa è sicuramente una delle tante storie di separazioni difficili, un caso che rientra in una statistica numerica, in cui il reiterato appello al buon senso ha sortito scarsi risultati.
Una storia di sofferenze e pianti di bambini che nessuno ascolta.
Elisa
NON SO COME RINGRAZIARE IL DIRETTORE E IL GIORNALISTA CHE HA AVUTO IL CORAGGIO FINALMENTE DI SCOPERCHIARE LA BOTOLA DEL DRAMMA DEI PADRI ITALIANI FINO AD ORA PASSATA SOTTO SILENZIO DA TUTTI IN ITALIA. SO CHE FORSE ALLA BASE DELLA RICERCA C’E’ IL FATTO CHE I LETTORI DI PANORAMA
SONO PER LO PIU’ COME ME CIOE’ UOMINI DI ETA’ COMPRESA FRA I 35-50 LA GRANPARTE DEI QUALI CON PROBLEMI DI SEPARAZIONE QUASI SEMPRE CON FIGLI MA FORSE ANDREBBE STUDIATO IL FENOMENO ANCOR MENO APPARISCENTE DI COLORO CHE RESTANO IN FAMIGLIA SOLO PER POTER STARE CON I PROPRI FIGLI SPESSO SOPPORTANDO PROFONDE UMILIAZIONI. FORSE E’ IL TEMPO DI PENSARE AD UN ALTRA CATEGORIA PIU’ NUMEROSA DEI SEPARATI DI FATTO CIOE’A QUELLI CHE NON SONO SEPARATI NE’ IN FASE DI ROTTURA CON LE PROPRIE MOGLI MADRI DEI PROPRI FIGLI.
PERCHE? E’ PRESTO DETTO.L’ARTICOLO CHE SCRIVEREI IO SAREBBE “PADRI RICATTATI”, CIOE’ PER TUTTI QUEGLI UOMINI CHE PER NON CORRERE IL RISCHIO DI VEDERE I PROPRI FIGLI IN CARTOLINA 2 VOLTE AL MESE SUBISCONO QUOTIDIANAMENTE TUTTI I RICATTI DELLE PROPRIE CONVIVENTI CHE SANNO FIN TROPPO BENE CHE AD UN LORO CENNO SI TRASFORMEREBBERO IN POVERI MENTECATTI DALL’OGGI AL DOMANI E NON SOLO DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO(CHE CONTA) MA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA AFFETTIVO NEI CONFRONTI DEI PROPRI FIGLI. COSI’ SI TRASCINANO COME ZOMBI NELLA VITA PORTANDO AVANTI UNA VITA SENZA
SPERANZA E CON ACCANTO MOLTO SPESSO UNA PERSONA CHE TI DISPREZZA E PER LA QUALE TU RAPPRESENTI SOLO UNO STIPENDIO DA GESTIRE A SUO PIACIMENTO.
ECCO PERCHE’ MOLTI PADRI SI TRASFORMANO IN ASSASSINI DI MOGLIE E FIGLI.PERCHE’ NON C’E’ VIA DI FUGA O SPERANZA.INVECE MOLTI LETTORI SUPERFICIALI E PARTIGIANI PENSANO CHE SIA LA NATURA DELL’UOMO AD ESSERE TENDENZIALMENTE E NATURALMENTE VIOLENTA MENTRE LA DONNA NO E’ SANTA E DI
NATURA AMOREVOLE. AD ULTERIORE ANALISI ANDREBBE CONSIDERATO CHE FORSE LA NASCITA DI FIGLI ESPONE CON QUESTE LEGGI LA COPPIA STESSA A RISCHIO DI ULTERIORI SEPARAZIONI IN QUANTO NATO UN FIGLIO L’UOMO SI TROVA AUTOMATICAMENTE CATAPULTATO IN UNA SITUAZIONE DI INFERIORITA’ L’ESISTENZA DELLA QUALE DIPENDE SOLAMENTE DAL VOLERE DELLA DONNA CHE COMUNQUE HA IN MANO LA TUA VITA POICHE’IL SOLO FATTO DI DIVENTARE RICATTABILE NON GIA’ RICATTATO E’ DI PER SE’ PESANTISSIMO.
QUANDO TI VA BENE INVECE TUA MOGLIE TI VUOLE BENE E NON LO FA. MA LO SAPPIAMO TUTTI CHE DOPO 5 ANNI LE COPPIE SI BASANO PIU’ SU MUTUI E FIGLI CHE
SULL’AMORE PRIMIGENIO.BASTA SENTIRE COME CAPITA A ME DISCORSI DI DONNE IN LUOGHI FEMMINILI QUANDO PENSANO DI NON ESSERE SENTITE E L’ARGOMENTO E’ IL MARITO:”MI SEPARO E LO ROVINO”,”PER MANGIARE DOVRA’ TORNARE DA SUA MADRE”ECC..
E HANNO RAGIONE.
SCUSATE LO SFOGO ANCORA GRAZIE E PENSATE ANCHE A NOI NON SEPARATI MA MASSACRATI UGUALMENTE PERCHE’ LO FACCIAMO SOLO PER STARE VICINO AI NOSTRI FIGLI.
ANDREA
Sono da anni abbonato a ”Panorama”
Mi spiace osservare che l’argomento trattato possa sembrare emblematico solo con Tiberio Timperi. Puzza di servizio a pagamento.
distinti saluti
Remo Padovani
Nel mio mondo di carta stampata (sono un’edicolante) mi capita spesso di leggere articoli sui padri separati,come il numero odierno. Begli articoli,corredati da foto ed interviste, che riassumono le varie difficoltà di un padre nell’incontrare i figli, nello stare insieme, del poco tempo concesso loro, delle varie associazioni che sono nate in favore di quest’ultimi. Cose vere,importanti. Condivido tutto, pensieri parole, emozioni, rabbia e dolore. Però mi chiedo: e chi un padre non lo ha mai visto? Di questi figli nessuno parla. Di questi che non hanno nè foto nè titoli di coda,nè virgole,nè punti. Di questi,che aspettano il bacio della buonanotte, che cercano spalle forti su cui salire, che non conoscono il profumo del dopobarba, che aspettano qualcun altro all’uscita della scuola, che sperano la mattina di Natale, che ti chidono quando? Perché?
Di questi che conoscono un solo timbro di voce, un solo sguardo, che conoscono un solo abbraccio, un solo sorriso, di questi tra cui mia figlia,c he da 22 anni aspetta di sentirsi dire “Ti voglio bene bambina mia”. Di questi che nessuno conosce.
M.88
- Mercoledì 6 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 7 Ottobre 2010 alle 18:48 pv21 ha scritto:
Contestato il divieto di fecondazione “eterologa”. Motivazioni infondate e speciose di una presunta discriminazione. (1) Richiamo a conclusioni Corte Europea basate su norme Statali inerenti rapporti di coppia “inusuali” ed inconciliabili con nostro diritto di famiglia. (2) La fecondazione “eterologa” si differenzia da quella “omologa” perché presuppone un rapporto di scambio (gameti) con soggetti esterni ed estranei alla vita di coppia. Salterebbe ogni principio di distinzione (art.30) tra membri di famiglia legittima e figli nati al di fuori del matrimonio. (3) Pari risultato procreativo può essere ottenuto da un soggetto singolo e senza alcun tipo di rapporto sessuale. Non è il diritto alla salute conseguibile con un trapianto d’organi. E’ l’avvio di una “fabbrica” per la produzione “asettica” di figli.
Dietro a certo imperante “buonismo” si rischia solo di scivolare verso una nuova specie umana GENERE EUGENOMA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd3.html
Il 25 Ottobre 2010 alle 18:27 eb63 ha scritto:
E adesso che facciamo?
Mi riferisco alla vicenda di Tiberio Timperi e di tanti altri padri, come me, derubati della possibilità di rivolgersi ad una giustizia. Che in questi casi è insesistente. Affido condiviso: due termini che non hanno significato per un padre.
Espongo la mia situazione. Sono separato dal 2002 e successivamente divorziato nel 2008. La madre delle mie tre figlie (che vivono con lei) si è sempre opposta in tutte le forme che le era possibile al mio diritto di visita. Inizialmente, quando erano più piccole, ha strumentalizzato la sua situazione di “donna sola”, creando così alle mie figlie enormi sensi di colpa, non facendole sentire libere di alcun rapporto con me. Non riuscivo nemmeno a comunicare con loro telefonicamente.
Dopo il divorzio c’è stata una specie di riavvicinamento e un tentativo di “convivenza” quindicinale tra le mie figlie (a turno, quando una quando due, mai tutte e tre insieme). Questo periodo è stato molto breve. Nel frattempo le figlie crescevano e due di loro raggiungevano la maggiore età. Attualmente la più grande ha 22 anni, la seconda 21 e la terza 17, presto 18.
Da due anni e mezzo non ho più contatti con loro.
Nel periodo tra la fine del 2009 ed i primi del 2010 mi sono trovato in difficoltà, dovute al calo di lavoro conseguente la crisi economica (lavoro nel settore edile).
Dopo 6 mesi ho dovuto trovare un nuovo lavoro.
In questo frattempo, ho fatto i salti mortali per continuare a pagare il mantenimento. E qualche rata è saltata.
Dalle mie figlie nessun cenno di interessamento.
Ora la mia ex-moglie vuole colpirmi per gli arretrati di mantenimento che devo per le mie figlie, usando le armi che la legge le consente: atti di precetto, pignoramenti a casa della mia attuale compagna, pignoramenti dello stipendio.
E quando vado dall’avvocato a chiedere come mai non posso fare alcun ricorso perchè non vedo le mie figlie, mi viene risposto che non c’è alcuna legge che mi tutela.
Alla richiesta di motivazioni per questo atteggiamento, la ex-moglie risponde che “non sono cose che la riguardano”.
E allora chiedo, ancora: adesso che faccio?
Devo prendere atto che la volontà delle mie figlie è quella di non vedermi, di non avere contatti con me? Devo prendere atto che da maggiorenni che sono (ma questo era anche quando erano più piccole) la loro volontà non può essere sottoposta ad imposizioni? E quindi mi deve solo rimanere di pagare il mantenimento per delle figlie che non vedo?
E’ questa la legge italiana?
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