Sarah: l’annuncio della sua morte in diretta tv. Quali limiti per la cronaca?


Concetta Spagnolo Scazzi, la mamma di Sara Scazzi, apprende in diretta tv nel corso di 'Chi l'ha visto?', Raitre, la notizia della morte della figlia. (ANSA/FERMO IMMAGINE SKY TG24)

Concetta Spagnolo Scazzi, la mamma di Sara Scazzi, apprende in diretta tv nel corso di 'Chi l'ha visto?', Raitre, la notizia della morte della figlia. (ANSA/FERMO IMMAGINE SKY TG24)

La morte di Sarah Scazzi ha sconvolto l’Italia non solo per la dinamica di un delitto efferato, forse commesso da uno zio di cui tutti si fidavano cecamente e che, invece, avrebbe compiuto atti indicibili, ma anche perché è stata vissuta in prima persona da milioni di telespettatori. Una morte annunciata in diretta su Raitre a Chi l’ha visto mercoledì sera dalla casa dell’assassino.

Lo sguardo di Concetta Spagnolo, la madre di Sara, nel momento in cui la conduttrice Federica Sciarelli leggeva il testo di alcuni lanci di agenzia rimarrà per sempre nella memoria di milioni di italiani e negli annali della tv. Poche frasi in cui la giornalista ha cercato di spiegare che da quelle parti si stava cercando un cadavere, che erano state fermate due persone, che lo zio di Sarah era sotto interrogatorio.

“Ha capito cosa sta succedendo? Se vuole possiamo interrompere la diretta”, ha chiesto la Sciarelli alla madre. La giornalista aveva letto pochi istanti prima un’Agi in cui, secondo alcune indiscrezioni che ancora non erano state confermate, Sarah era stata uccisa dallo zio che avrebbe confessato. Poi ha cercato di non pronunciare più quella frase che né i familiari né tanto meno i telespettatori avrebbero voluto sentire: “Stanno cercando il cadavere”. Ma Concetta ha avuto la conferma della notizia poco dopo dai militari al cellulare davanti alle telecamere.

Così è stata la prima volta in cui si è assistito a una madre che in diretta tv viene a conoscenza della morte della figlia per mano del cognato. Quasi un reality show dell’orrore. Ma non si trattava di spettacolo.

Una puntata choc. Tante le reazioni sui blog, in tv, sui quotidiani per tutte la giornata di ieri. Tutti a chiedersi se i media si siano spinti questa volta troppo in là. Ma è inevitabile che sia così, come ha sottolineato Aldo Grasso sul Corriere: la privacy è morta; i social network, le telecamere attive 24 ore su 24, i cellulari e la televisione ormai raccontano ogni attimo della nostra vita.

In molti si sono chiesti se sia stato opportuno proseguire con la diretta. Federica Sciarelli è finita sull’occhio del ciclone anche perché la sua trasmissione mercoledì sera ha fatto il boom di ascolti. L’accusa? Quello che si rimprovera sempre ai giornalisti, i quali pur di avere uno scoop rischiano di calpestare la vita privata delle persone.

Eppure, ragionando a freddo, è troppo facile prendersela solo con la conduttrice. Che cos’altro avrebbe dovuto fare? Probabilmente, capito che aria stesse tirando, avrebbe potuto interrompere la diretta. Ma la situazione era senz’altro difficile da gestire visto che le voci della morte di Sarah si erano fatte sempre più insistenti, ma non erano ancora certe.

A difesa della Sciarelli poi, se volessimo imbastire un processo alle sue intenzioni, c’è il fatto che la famiglia stessa aveva partecipato ad altre trasmissioni e aveva accettato giorni prima la diretta, addirittura dalla casa dello zio, che si era sempre mostrato collaborativo con gli inquirenti e con i giornalisti, nascondendo quello che in realtà aveva fatto.

La conduttrice e lo staff di Chi l’ha visto - una trasmissione “di servizio” che, con le sue inchieste, ha contribuito al ritrovamento di persone scomparse - non potevano  insomma prevedere quest’epilogo. Forse la Sciarelli ha commesso una sola ingenuità: “In realtà speravamo di poter dare la smentita di quanto stavamo apprendendo dalle agenzie”, ha raccontato ieri. Un’ingenuità, appunto. Perché mercoledì sera il mondo dei media si era già impadronito della notizia della morte di Sarah: i lanci di agenzia si susseguivano uno dietro l’altro nelle redazioni d’Italia; i siti internet, mentre era in onda la trasmissione, la pubblicavano in home page; la madre alla fine l’ha saputo al telefono. Ed era in diretta tv.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE DI PANORAMA

L’ANNUCIO DELLA MORTE DI SARAH IN DIRETTA SU ”CHI L’HA VISTO?”

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 8 Ottobre 2010 alle 14:30 nondisinistra ha scritto:

E’ troppo , stiamo esagerando con queste trasmissioni e con certi giornali che sbattono subito “il mostro” in prima pagina ,Federica Sciarelli non ha nessuna responsabilità ma ce l’hanno i milioni di telespettatori che continuano a guardare con curiosità morbosa queste trasmissioni e certi direttori TV che pure di fare “share”….venderebbero anche le loro madri….l’importante è “fare soldi” non importa a che prezzo e su quanti cadaveri passi …..

Il 8 Ottobre 2010 alle 18:18 pv21 ha scritto:

Sono “piovute” dal soffitto dello studio le veline dei lanci di agenzia che annunciavano la morte di Sarah? Cosa ci sta a fare redazione e regia? Si chiama “ingenuità” quella di una conduttrice che “spera” di dare la smentita della tragedia appena comunicata alla madre? Questa è stata solo l’ennesima riprova di cosa può aspettarsi un pubblico di TRAVOLTI DALLE INFORMAZIONI …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc3.html

Il 9 Ottobre 2010 alle 11:12 teocos ha scritto:

MAMMA RAI

In Rai si straparla di capacità e competenza professionale ma quando al giornalista capita inaspettatamente di essere messo alla prova, di fronte all’imprevisto, allora dimostra di che pasta è fatto. Gentile signora Sciarelli complimenti per la sua livida performance! Diceva il buon Flaiano” L’evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.”

Il 9 Ottobre 2010 alle 13:14 giulietta42 ha scritto:

L’informazione, in genere, dovrebbe ritrovare un’etica e fare un serio distinguo tra ciò che è dovere d’informazione e ciò che è solo scoop .. i giornalisti dovrebbero essere preparati, anche nella considerazione che i nostri giovanissimi vengono inevitabilmente bombardati e seriamente diseducati da chi propaga morbosità senza farsi scrupoli di alcun tipo.
E poi ci si meraviglia dell’indifferenza degli adolescenti?

Il 9 Ottobre 2010 alle 16:43 pv21 ha scritto:

Ai soloni de L’Ultima Parola. Quanti matrimoni, fino a 50 anni fa, sono stati “combinati” da genitori italiani? Quante figlie sono rimaste “zitelle” perchè destinate ad assistere i genitori? Quante sono state le vittime (madri e figli) di mariti italiani che non hanno accettato la separazione chiesta dalla moglie? La madre uccisa per difendere la figlia Nosheen è pakistana e la madre della povera Sarah è testimone di Geova. Cosa c’entra la religione? Ogni occasione è buona per dettare RIFLESSI e RIFLESSIONI su un pubblico sensibile alla fascinazione mediatica …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

Il 10 Ottobre 2010 alle 17:24 gratis ha scritto:

Ritengo che il problema sia duplice, uno riguarda indubbiamente i media e il loro utilizzo ma l’altro riguarda anche i familiari di una vittima.

Al posto dei genitori di una vittima, di cui non si sa la sorte, non andrei mai in una televisione ad esibire i miei problemi e i miei dolori, me li terrei nel mio privato o, al più, manderei un legale o un parente alla lontana, sia mio che della vittima, a rappresentarmi, ammesso che la trasmissione possa servire ad aiutare le ricerche.

Non vedo questa necessità d’esibirsi in prima persona, facendo diventare il fatto un esibizione personale a scapito tanto personale che della vittima in sé stessa che viene usata come un prodotto da vendere, e non più come una persona che ha diritto alla sua dignità personale qualunque cosa accada.

In quanto ai media ormai usano le persone come numeri in cui dignità e rispetto personale non contano più nulla che quel velo formale e ipocrita che serve solo a scusare e coprire la loro azione degenerativa.

Fin tanto che si scherza e la televisione serve allo svago collettivo è un conto, ma sempre badando a non ridere degli altri, cosa che invece è orami invalso l’uso per sentirsi più furbi e intelligenti degli esempi derisi.

Una volta si rideva su cose oggettive e impersonali adesso si ride sui difetti altrui di persone ben precise.

Quando dal divertimento accettato e ricambiato la cosa passa all’utilizzo della tragedia allora si passa definitivamente il limite del rispetto delle persone e della dignità umana anche nel dolore, che deve essere privato e non pubblico.

Si cercano emozioni forti per fare share e in questo tutti coloro che sono coinvolti in questa operazione sono colpevoli, sia pure in maniera differenziata a seconda delle loro responsabilità decisionali e senso dei limiti che posseggono individualmente e a cui devono porre una responsabile decisione, più o meno grave per loro, ma necessaria se non vogliono scadere in questo immondezzaio umano.

Il “scherza con i fanti ma non scherzare con i santi” è un detto sempre valido e presente.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101