Afghanistan: quattro militari italiani uccisi e uno gravemente ferito

afghanistanANSA - Quattro militari italiani sono stati uccisi in Afghanistan, un altro è rimasto ferito gravemente in un’imboscata nella Valle del Gulistan. I militari stavano rientrando da una missione nella provincia di Farah. Ci sarebbe stato sia un attacco con colpi di arma da fuoco, sia l’esplosione di un ordigno.

I quattro militari italiani, tutti alpini,  sarebbero stati vittime di una imboscata al ritorno di una missione mentre si trovavano nella valle del Gulistan nella provincia di Farah. Ci sarebbe stato sia un attacco con colpi di arma da fuoco,sia l’esplosione di un ordigno. Sarebbero gravi le condizioni del militare italiano ferito nell’attentato . Il militare avrebbe riportato numerosi traumi di vario genere, ed è stato “immediatamente evacuato con elicotteri di Isaf”, la missione della Nato, spiegano al comando del contingente

ORDIGNO POTENTISSIMO, IL BLINDATO E’ DISTRUTTO - Sarebbe stato un potentissimo ‘Ied’, un ordigno esplosivo improvvisato, a provocare la morte dei quattro militari italiani in Afghanistan. L’ordigno, rudimentale ma potentissimo, avrebbe investito in pieno un blindato ‘Lince’, che questa volta - a differenza di molte altre - non ha retto all’urto. Il mezzo, sul quale sembra viaggiassero tutti e quattro i militari uccisi e il ferito, è andato distrutto. All’esplosione sarebbero anche seguiti colpi di arma da fuoco.

Commenti

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Il 9 Ottobre 2010 alle 12:30 gratis ha scritto:

L’ho scritto più volte sui commenti riguardanti le nostre truppe in Afghanistan, è attualmente assurda la nostra presenza in qeui luoghi solo per permettere ai talebani di usarci da bersaglio.

La nostra presenza aveva senso se si voleva vincere la guerra assieme agli alleati ma, sotto l’amministrazione Obama che dirige le forze in quei luoghi, la strategia è cambiata.

Non stiamo lì per vincere a tutti i costi e usando tutti i mezzi possibili senza andare per il sottile, come si dovrebbe fare in ogni guerra per troncare con il minimo di morti tutta la faccenda, bensì per sbaraccare quando la cosa converrà ad Obama politicamente negli USA.

Ha già dichiarato stupidamente a mari e monti che vuole ritirarsi entro l’estate del 2011, ringalluzzendo praticamente i talebani che non devono far altro che vivacchiare fino a quel periodo.

Ha fatto di peggio, non ha concesso soldati sufficienti ai suoi generali, nè materiale bellico adeguato e già sta manovrando per far entrare i talebani nel nuovo governo.

In pratica è come se la guerra in Afghanistan, tutti i morti e i sacrifici fatti, venissero buttati a mare da questa ritirata “strategica”.

Di conseguenza i nostri soldati in quei posti ci stanno solo a fare da bersaglio e non per combattere e vincere, unica cosa in cui sarebbe accettabile che ci fossero dei morti.

Tuttavia si continua a parlare ipocritamente di missione di “pace”, praticamente come se fosse un missionarato armato o un azione di sorveglianza della polizia, mentre invece è evidente a tutti che di guerra si tratta.

Perciò se è guerra la si faccia con tutti i mezzi a disposizione e senza badare troppo per il sottile, cosa che Obama non vuole visto che ha progettato già la ritirata, altrimenti è meglio ritornare i nostri soldati subito a casa, evitando altre ulteriori morti inutili.

Il 9 Ottobre 2010 alle 14:47 carlo.tosi ha scritto:

Mi spiegate cosa ci rimaniamo a fare in quei disgraziati luoghi?

Il 10 Ottobre 2010 alle 12:26 p.a.d ha scritto:

Tosi, doveva essere una missione di protezione dei civili dalle decennali angherie talebane nonché uno scudo dalle ritorsioni degli stessi sulla medesima popolazione inerme!

A qualcuno (i soliti noti) nel mondo ma anche e soprattutto in Italia, ha fatto più comodo sputare su quegli intenti che tutto erano tranne che bellicosi. Tant’è che i primi ad essere attaccati sono stati proprio coloro che difendevanbo i civili piuttosto che i bellicosi marines, e non c’è da stupirsi vista l’arcinota vigliaccheria dei talebani che in uno scontro frontale e senza “trappole” avrebbero la peggio anche da un ragazzino abituato a combattere con la playstation!

Ricorda Nassirya? Bene!

In un clima dove un pendaglio da forca come Diliberto arriva a gridare «Dieci, cento, mille Nassiriya», assieme al suo amicone di “Lotta Continua” Rizzo, e dove le masse ignoranti e facilmente indottrinabili sono cieche alla realtà ed alle necessità dei fatti non si può pretendere di più.

E con un governo che per “quieto vivere” da’ un colpo al cerchio ed uno alla botte mantenendo i nostri militari scarsamente armati “per non dare impressione d’esser lì per fare la guerra”, i primi a rimetterci sono i militari.

Gli Alpini in particolare sono gente bene addestrata e i talebani, incondizioni di normale armamento, non sarebbero in grado nemmeno di scalfire la vernice di un loro blindato! Se non che, mancando il benestare del ministro alla difesa italiano e gli armamenti adeguati, le cose non possono andare diversamente.

Non era una guerra, era una missine di pace a protezione di civili. Ovvio che in teatri simili non si mandino certo le crocerossine che verrebbero stuprate e poi magari anche lapidate.

Non sbaglia Gratis a dire che saranno state morti vane, se si ritirassero le truppe anzitempo. Quelli non aspettano altro per ribaltare il vigente governo “fantoccio” e riprendersi lo scettro da nimali disumani detenuto fino a qualche anno fa. Panni del resto mai smessi anche in condizione di esuli, come accaduto in Pakistan dove hanno trovato rifugio, nuovi adepti e forza di riorganizzarsi.

Io non sono per il ritiro. Sono per un invio di tecnologia bellica di rinforzo e per una
rapida decimazione di questa piaga talebana: non per noi, ma per gli afghani, quelli veri, quelli che vorrebbero vivere una vita “normale” e scevra dai soprusi di un gruppo di pazzi, utopisti della segregazione fisica, morale e culturale di un’intera popolazione!

Con buona pace per tutti i pacifinti scaldabanco e fancazzisti, sempre pronti a pontificare dal calduccio delle loro aule intellettuali o dalle piazze con i loro slogan da decerebrati.

Con il clown Obama alla ribalta non c’è comunque da sperare nulla di buono.

A sinistra, è noto, non credono che sia merda nemmeno quando gliela fai mangiare!

Mio nonno materno, ex partigiano ed a suo tempo “rosso” convinto, mi diceva sempre “Stai lontano da comunisti e sinistra in genere, gente inconcludente, infima, spiona e senza spina dorsale sempre pronta a mandarti in galera innocente!”
Per un toscano come lui doveva essere difficile dire cose simili, ma ho avuto modo di “toc

Il 10 Ottobre 2010 alle 12:44 p.a.d ha scritto:

…dicevo… ho avuto modo di “toccare con mano” la fondatezza di ogni sua parola.

Quando anche in America si renderanno conto dei danni che le politiche interne ed estere di Obama stanno facendo, spero per loro non sia troppo tardi.
Quanto a noi… ci sono ancora troppi anziani nullacapenti e giovani facilmente indotottrinabili perché la sinistra inutile possa definirsi “debellabile”. Ci vorrà tempo. Non dimentichiamoci che i furbetti che ora sventolano le bandierine arcobaleno sranno quelli che una volta subentrati nel mondo imprenditoriale tratteranno i loro operai peggio di chiunque altro, e della presenza o meno di truppe italiane in teatri di guerra se ne sbatteranno altamente!!!
Perché “loro”, mentre qualcuno si fa ammazzare per una giusta causa, saranno a Sharm, a Caracas, a L’Havana, a Playa del Carmen o all’aperitivo in centro e tassativamente con il Suv acquistato (inutilmente) per non pagare parte delle tasse, per poi pavoneggiarsi tra loro dimentichi delle loro antiche lotte contro un sistema che loro stessi stanno portando avanti.

Ma la disonestà intellettuale di “certi” italiani non mente… MAI!

Intanto “la fuori” si crepa anche grazie a loro, a causa delle frequenti frenate “indotte” al governo, e non solo per l’azione diretta dei talebani.

Patetici moralisti!

Il 10 Ottobre 2010 alle 12:54 carlo.tosi ha scritto:

PER P.A.D
Grazie per le osservazioni, nonostante le apparenze sono daccordo con te. Ho scritto solo una frase d’impulso, dettata dalla frustrazione. Certamente la missione è importante, ma come vengono trattati dal governo, questi ragazzi, di certo sono disorientati e demoralizzati, e quindi maggiormente esposti ai pericoli. Speriamo in meglio…

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