Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire da lunedì 18 ottobre 2010. È costata cara a Michele Santoro la puntata d’apertura del 23 settembre di Anno Zero, quando, con un monologo incentrato su un parallelismo tra il suo lavoro e quello di un’azienda che produce bicchieri, ha attaccato a testa bassa i vertici della Rai e il direttore generale Mauro Masi («Vaffan…bicchiere») per non aver rinnovato i contratti a due dei collaboratori di punta, Marco Travaglio e il vignettista Vauro. La lettera di richiamo consegnata stamane dai vertici della televisione pubblica costringerebbero ora il celebre conduttore a bloccare la puntata di giovedì 21 ottobre e, probabilmente, anche quella della settimana successiva.
Santoro: contro di me una punizione esemplare. Lui, il famoso Michele Chi?, parla apertamente di attentato alla tv pubblica e bolla, in una lettera inviata al CdA Rai, il provvedimento disciplinare come una «punizione esemplare» non solo contro la sua figura, ma anche contro il pubblico, la redazione, gli inserzionisti, la Rai. «Si spezzano le gambe – aggiunge - ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo già sottoposto a una partenza ad ostacoli» tra i quali la mancata firma del contratto di Vauro e Travaglio, «costretti a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta».
Masi: Nessuna censura. Nessuna censura, nessun attentato alla libera informazione. La risposta di Masi non si fa attendere. «Il provvedimento disciplinare non può essere in alcun modo considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise». Quali? «Il primo: l’uso del mezzo televisivo a fini personali. Punto due: un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale, per una circolare a garanzia dell’equilibrio all’interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione». «Nessuna censura, ribadisco - aggiunge il dg - nessun attentato alla libertà d’informazione. Le responsabilità di Michele Santoro sono esclusivamente di ordine disciplinare».
Garimberti: Non condivido. Il presidente della Rai Paolo Garimberti, a sua volta, prende le distanze da Masi. «Quello su Annozero è un provvedimento di esclusiva responsabilità del Direttore Generale che ho appreso come gli altri dalle agenzie. È quasi superfluo dire che non lo condivido perché, al di là di altre considerazioni, lo trovo manifestamente sproporzionato».
L’INTRODUZIONE CONTESTATA DAI VERTICI RAI
- Mercoledì 13 Ottobre 2010

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