Dopo 20 anni, svolta nel giallo di via Poma?

Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta

Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta

Di Raffaella Fanelli

Salvatore Volponi è in grado di rendere testimonianza e ha buone capacità rievocative”. Ricorda.   Lo ha confermato nell’aula bunker di  Rebibbia Piero Rocchini, il neuropsichiatra che ha firmato la perizia sull’ex datore di lavoro di Simonetta Cesaroni,  uccisa il 7 agosto del 1990 in Via Poma, a Roma (qui il caso).

Sul banco dei testimoni dell’aula bunker di Rebibbia,  dove è in corso il processo contro Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, solo  Piero Rocchini e la sua perizia, depositata alla terza corte d’assise.   Pagine che riportano le dichiarazioni di Salvatore Volponi “… ho sempre sofferto di claustrofobia. Sentire ancora il mio nome nei telegiornali o sui giornali mi manderà sottoterra… Anche solo pensare di ritrovarmi in un’aula di tribunale con tutte quelle persone a darmi addosso mi provoca un attacco di panico, che ora controllo ma lì… che farò?”.

Perché l’ex datore di lavoro di Simonetta Cesaroni, figura chiave del processo,   finora ha sempre rinviato l’appuntamento con i giudici per motivi di salute. “Non sto bene, soffro di depressione bipolare…tante cose non le ricordo. Ma in quel posto, in via Poma non ci sono mai stato prima di quella sera”, questo ha sempre detto l’ex datore di  lavoro di Simonetta Cesaroni.

Eppure Mario Vanacore, il figlio dell’ex portiere di Via Poma  e Giuseppa De Luca, vedova di Pietrino Vanacore hanno ribadito nella loro testimonianza, lo scorso giugno, che Volponi conosceva quello stabile di via Poma, “c’era già stato negli  uffici degli Ostelli della Gioventù”.

Mario Vanacore, quella sera del 7 agosto 1990 era presente  alle ricerche di Simonetta e c’era quando Volponi entrò nell’ufficio e vide il cadavere: «Volponi è entrato, ha fatto un giro nella prima stanza senza accendere le luci … è andato giù per il corridoio, a destra. Dopo è tornato e ha detto: ‘bastardo’. Non so a chi si riferisse, ma sono sicurissimo, ha detto bastardo».  Ora Salvatore Volponi dovrà spiegare il perché di quell’imprecazione, lo farà il prossimo 12 novembre.  “Ha il dovere morale di dire quello che sa, ha dichiarato a margine dell’udienza l’avvocato Lucio Molinaro, “dopo il suicidio  di Pietrino Vanacore e davanti alla totale reticenza dell’avvocato Francesco Caracciolo di Sarno (presidente nazionale dell’Associazione Ostelli della gioventù, ndr) speriamo che Volponi racconti qualcosa di più”, ha concluso il legale della famiglia Cesaroni.  E per quella data è prevista anche un’altra testimonianza importante: sul banco dei testimoni salirà   Raniero Busco.    Secondo quanto anticipato dal legale di Busco, l’avvocato Paolo Loria, l’imputato non si avvarrà della facoltà di non rispondere. Il 17 novembre poi saranno sentiti gli otto testimoni della difesa e nelle udienze successive inizierà la discussione.

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