Per l’emergenza rifiuti non occorre la Provvidenza


Napoli: giochi sporchi sulla monnezza

Le immagini delle proteste, anzi di quella che è stata una vera e propria guerriglia a Terzigno, rimarranno negli annali della tv. E anche nella memoria degli italiani. Come l’attesa del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino di un intervento dall’alto, da molto in alto, perché ”Dio dovrebbe metterci una mano sulla testa, confidia­mo in lui”.

Ecco non il pragmatismo, il senso civico, la collaborazione tra istituzioni e cittadini, ma lo scontro, il darsi addosso gli uni con gli altri e, quindi, l’inevitabile appello alla divina provvidenza per risolvere un problema che riguarda, invece, un affare molto terreno: l’amministrazione di un territorio, lo Stato centrale, i responsabili regionali e locali.

Le parole più abusate per descrivere quanto sta accadendo (ed è accaduto due anni fa) nel Napoletano sono due: emergenza e normalità. La prima è una “difficoltà imprevista”, ma significa anche “venire in superficie”. E quello che risulta evidente all’opinione pubblica del Paese, oltre ai cumuli di rifiuti e ai camion incendiati, è l’incapacità da parte di un territorio di organizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Il governo, infatti, con un’azione straordinaria, nel senso letterale di “fuori dall’ordinario”, aveva messo in atto nel 2008 un piano per risolvere la questione rifiuti in Campania. Ma, come ha ammesso il governatore Stefano Caldoro (PdL), “basta un tassello fuori posto” per tornare come prima. Perché, ovviamente, allora si trattò di un intervento fuori dal comune e ci vorrà ancora tempo per far tornare la Campania al livello della altre regioni, visto che è rimasta “quindici anni indietro”.

“Non si sono costruiti impianti, non veniva fatta la differenziata”, ha aggiunto il governatore campano. Un’anomalia che pesa anche sulle casse regionali: non fare la raccolta differenziata (o farla male), per esempio, produce una perdita stimata attorno ai 90- 120 milioni di euro l’anno, secondo i calcoli del Sottosegrariato di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania.

E qui veniamo all’altra parola, ripetuta fino a stancare da politici e vari commentatori (esperti e non): “normalità”, che significa uno “stato consueto”, ossia “che costituisce un’abitudine”. Bertolaso ha detto che il piano del governo per risolvere questa nuova emergenza andrà avanti lo stesso, anche senza l’appoggio dei sindaci del Vesuviano. In tre o quattro giorni, ha poi assicurato, la situazione tornerà nella “normalità”. Le gente così potrà tornare a scuola e a lavorare.

Ma non bisogna illudersi: la gestione regionale dei rifiuti, infatti, è destinata a rimanere emergenziale in Italia ancora per molti mesi. Il governatore Caldoro ha detto che ci vorranno, se tutto va bene, dai due ai tre anni per tornare alla stabilità, il tempo necessario per costruire e avviare almeno altri due termovalorizzatori da affiancare a quello di Acerra: quello a Napoli Est e quello di Salerno.

Ma per raggiungere gli standard (per altro non elevatissimi) delle altre regioni del Centro Nord, fare la raccolta differenziata ed organizzare un efficiente smaltimento dei rifiuti dovranno diventare un’abitudine, nel senso di “stabile acquisizione di un comportamento”, per chi amministra e anche per chi vive nei comuni del Vesuviano. Ma nel frattempo, c’è da scommetterci, scoppieranno altre rivolte. Perché le (cattive) usanze sembrano essere altre.

LEGGI ANCHE: il retroscena su Panorama della battaglia dei rifiuti

GUARDA: la gallery degli scontri tra polizia e manifestanti a Terzigno

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 25 Ottobre 2010 alle 13:57 Napolibit »  Rifiuti, rischio infiltrazioni nelle proteste. Maroni: ”Basta … – Adnkronos/IGN ha scritto:

[...] Panorama (Blog) [...]

Il 25 Ottobre 2010 alle 16:43 cantastorione ha scritto:

Se il Padreterno non avesse sperperato tutte quelle bellezze naturali in Campania…. sarebbe stato un problema …secondario…

Il 25 Ottobre 2010 alle 18:40 pv21 ha scritto:

Emergenza rifiuti a Napoli? Ma va!!
Per il “governo del fare” l’emergenza in Campania è finita 10 mesi fa. Regione, provincia e comuni non ne vengono a capo? Eppure basta saper usar bene i normali strumenti di gestione. E cioè? Presto detto e fatto.
Basta che il Responsabile Protezione Civile (Bertolaso):
a) DISPONGA un raccolta “straordinaria” dei rifiuti di Napoli; b) AUTORIZZI gli autocompattatori della soc.Asia a “sversare” negli Stir di Tufino e di Giugliano.
In 3-4 giorni Napoli tornerà alla normalità. Dov’era l’emergenza? In mezzo ai rifiuti è finito anche il senso ed il valore di PAROLA e MERITO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

Il 29 Ottobre 2010 alle 0:26 Napolibit »  Rifiuti/ Caldoro: piano 2008 e’ quello che noi dobbiamo… -2- – Virgilio ha scritto:

[...] Panorama (Blog) [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101