Gesù, Aldo Moro e la Fiom: il manifesto postcomunista di Vendola


Nichi Vendola durante il suo intervento conclusivo al congresso di Sel, il 24 ottobre 2010 al teatro Saschall di Firenze (ANSA /CARLO FERRARO)

Nichi Vendola durante il suo intervento conclusivo al congresso di Sel, il 24 ottobre 2010 al teatro Saschall di Firenze (ANSA /CARLO FERRARO)

Del centrosinistra è il candidato leader in pole position. Nichi Vendola domenica ha lanciato la volata per la conquista di quella futura coalizione che dovrebbe andare dai partiti moderati fino alla sinistra radicale. E trainato dalla copertura mediatica del suo discorso al congresso di Sel, Sinistra e Libertà, dove è stato confermato alla guida del partito per acclamazione (come ha fatto sempre Di Pietro), ora si presenta come l’Obama italiano.

Oltre a governare la Puglia, infatti, Nichi trova anche il tempo per rilasciare dichiarazioni su quasi tutto lo scibile. Perché anche se il suo partito non è presente in Parlamento, i giornalisti gli chiedono lo stesso quale sarà il destino dell’Italia tra riforma elettorale, ripresa economica, manovra finanziaria e impegno militare in Afghanistan.

Anzi, da poche ore si è messo pure a dettare l’agenda all’alleato Bersani, anche lui in lizza per la guida della coalizione. Perché di Vendola ce ne sono uno, nessuno e centomila. C’è, infatti, un Vendola moderato che con toni messianici il giorno dopo il discorso a Firenze ha parlato di future alleanze: ”Gli uomini e le donne di buona volontà da Casini a Di Pietro hanno il dovere di trovare un codice comune e un’idea di futuro. E io penso che ce la possiamo fare”.

Poi c’è il Vendola cattolico, un religioso sui generis che nel suo discorso si è appropriato di Gesù (”Sì, Gesù e la sua croce sono stati la mia culla: date da mangiare, da bere, vestite i poveracci e gli stranieri”) e di Aldo Moro, “che avrebbe capito la piazza della Fiom“. E, infine, c’è il Vendola postcomunista che ha ammesso lo scandalo della tragedia dei gulag, ma ha riabilitato il ‘68, strizzando l’occhio alla Fiom: “Non abbiamo la tentazione di diventare il partito della Cgil, ma l’Italia ha bisogno della Cgil”, il suo indovinello a proposito della posizione di Sel (e della futura coalizione) nei confronti del sindacato di sinistra.

Insomma, una lenzuolata di idee, di buoni propositi e di ancor più puri sentimenti che sembrano usciti da una canzone di Jovanotti. A tratti il discorso di Vendola è addirittura sembrato uno di quei pot-pourri che l’ex segretario del Pd Veltroni rifilava ogni volta ai suoi elettori, senza abusare però di quei ma anche che sono entrati nel dna del centrosinistra.

E dal suo Olimpo postmoderno Nichi ha lanciato, ovviamente, il suo anatema contro il berlusconismo, colpevole di aver creato quella società dell’immagine che sta appiattendo l’Italia. E pensare che proprio di lui si dice che sia il più berlusconiano tra i politici di sinistra…

UN PASSAGGIO DEL DISCORSO DI VENDOLA A FIRENZE

Commenti

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Il 26 Ottobre 2010 alle 12:26 yahuwah ha scritto:

L’International Republican Institute (IRI) cerca di corrompere i partiti di destra, mentre la National Democratic Institute for International Affairs (NDI) tratta i partiti di sinistra. La prima è presieduta da John McCain, il secondo da Madeleine Albright. Queste due figure non dovrebbero essere considerate dei politici ordinari, un leader dell’opposizione e una decana in pensione, ma come i responsabili attivi dei programmi del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Per inquadrare i principali partiti politici del mondo, IRI e NDI hanno rinunciato al controllo delle internazionali liberale e socialista. Hanno creato delle organizzazioni rivali, l’Unione Democratica Internazionale (IDU) e l’Alleanza dei Democratici (AD). La prima è presieduta dall’australiano John Howard. Il russo Leonid Gozman di Just Cause ne è il vice-presidente. La seconda è guidata dall’italiano Gianni Vernetti e co-presieduto dall’italiano Francesco Rutelli.

L’IRI e NDI si basano anche sulle fondazioni collegate ai principali partiti politici in Europa (sei in Germania, due in Francia, uno nei Paesi Bassi e un altro in Svezia). Inoltre, alcune operazioni sono state esternalizzate a misteriose società private, come la Democracy International Inc. che ha organizzato le recenti elezioni truccate in Afghanistan.

Ex vice di Rahm Emanuel e attuale capo del NDI, Tom McMahon arriva in Francia per organizzare le primarie del Partito Socialista. Tutto questo lascia un sapore amaro. Gli Stati Uniti hanno danneggiato la maggior parte dei principali partiti politici e sindacati di tutto il mondo. In definitiva, la “democrazia” che promuovono consiste nel discutere di questioni locali in ogni paese, come le questioni sociali dei diritti delle donne o dei gay, e allinearsi a Washington su tutte le questioni internazionali. Le campagne elettorali sono diventate eventi di cui il NED sceglie il cast, fornendo ad alcuni, e non ad altri, le risorse finanziarie di cui hanno bisogno. Anche il concetto di alternanza ha perso il suo significato, dato che il NED promuove alternativamente una parte o l’altra, a patto che continui la stessa politica estera e di difesa. Ci si lamenta oggi, nell’Unione europea e altrove, della crisi della democrazia. Questo è causato dalla NED e dagli Stati Uniti. E come si può descrivere un regime come gli Stati Uniti, dove il leader dell’opposizione, John McCain, in realtà è un dipendente del Consiglio di sicurezza nazionale? Certamente non una democrazia

Il 26 Ottobre 2010 alle 16:19 cantastorione ha scritto:

L’Italia ha bisogno della CGIL? Caso mai sarà la CGIL ad aver bisogno dell’Italia….

Il 26 Ottobre 2010 alle 16:21 cantastorione ha scritto:

Gesù, Moro, la Fiom ….. praticamente parla di tutto ciò che non è più possibile modificare…..

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