Milano: se Vendola benedice l’avvocato Pisapia


Giuliano Pisapia - Letizia Moratti: se Vendola irrompe a Milano

Giuliano Pisapia, il primo candidato del centrosinistra per le elezioni a sindaco di Milano, sta preparando il «colpo gobbo» della sua campagna. Sabato 6 novembre, a otto giorni dalle primarie che il Partito democratico ha organizzato per domenica 14, Nichi Vendola salirà sul palco di un teatro milanese e gli annuncerà il suo appoggio ufficiale.

Sarà una vera investitura, perché a Pisapia, avvocato penalista ed ex parlamentare di Rifondazione, Vendola di fatto augurerà una replica della vittoria ottenuta nella primavera del 2009, quando nelle primarie per le regionali pugliesi riuscì a battere il candidato ufficiale del Pd, Francesco Boccia, e si avviò alla conquista della poltrona di governatore. Con le sue esplicite ambizioni di leadership sul Pd, tra l’altro, Vendola oggi è uno «sparring partner» di primo peso, capace di spostare molti consensi a sinistra.

A Pisapia, cui la segreteria cittadina del Pd un mese fa ha preferito come candidato ufficiale l’architetto Stefano Boeri, i sondaggi danno comunque le maggiori chance nella competizione diretta con il sindaco uscente, Letizia Moratti. L’Ispo di Renato Mannheimer, alla metà di ottobre, ha calcolato uno scarto di appena sei punti: Pisapia al 35 per cento contro il 41 della Moratti. Pisapia si fa forte di un altro sondaggio, che a sorpresa lo dà come il candidato di opposizione più apprezzato fra gli elettori di centro: tra loro in uno scontro diretto raccoglierebbe il 27 per cento di consensi (contro il 35 di Moratti), mentre Boeri si fermerebbe al 23 (ma con lui Moratti arriverebbe al 32).

Certo, se dopo la Puglia anche a Milano un esterno  come Pisapia riuscisse a battere il candidato ufficiale del Pd, la sconfitta del partito sarebbe cocente. Per questo l’apparato si sta impegnando al massimo: ha perfino regalato al comitato elettorale di Boeri i 60 mila indirizzi email incassati da quanti avevano votato alle primarie nel 2006. La decisione ha causato attriti perché anche Pisapia ha chiesto di poterne fare uso. Ma gli è stato risposto: «Il Pd non è un centro servizi».

Il sindaco, intanto, non sta a guardare. Tra il 17 e il 18 ottobre ha incassato i superpoteri per gestire con mano libera l’Expo del 2015 e la formale promessa che i ministri lombardi del Pdl, d’ora in poi, s’impegneranno a fondo nella sua campagna elettorale, che sta accelerando. Moratti, poi, ha la spinta di un altro sondaggio, commissionato a Mannheimer in settembre: sul suo operato è positivo il giudizio di sei milanesi su 10. E ora si appoggerà alla Euromedia Research di Alessandra Ghisleri.

Commenti

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Il 26 Ottobre 2010 alle 17:03 cantastorione ha scritto:

E’ proprio quello di cui non ha bisogno Milano…ripimbare nel medioevo del comunismo…

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