“Riflessioni ulteriori seguiranno”.
Lo dice e non lo dice che sta pensando seriamente di ritirarsi, ma dopo aver sollevato la polemica sulle “primarie falsate” del centrosinistra a Milano, Valerio Onida, costituzionalista, lancia comunque il sasso.
Illustre giurista, giudice e poi presidente della Corte costituzionale, oggi docente di Giustizia costituzionale all’Università degli Studi di Milano e presidente emerito della Consulta, Valerio Onida potrebbe dunque rinunciare a partecipare alle primarie del 14 novembre con cui il centrosinistra sceglierà il suo candidato per la corsa a Palazzo Marini contro l’attuale sindaco Letizia Moratti.
Professore, è ancora convinto che le primarie siano falsate?
Sono convinto che le primarie siano, allo stato attuale, alterate nella loro natura di strumento democratico attraverso cui gli elettori di centrosinistra possono scegliere il loro candidato. Quando la partita finisce per essere giocata non tra i singoli ma tra i partiti che fanno parte di una coalizione la competizione è appunto tra partiti medesimi e risulta pertanto alterata. Circostanza ancora più grave quella per la quale questi stessi partiti mettono a disposizione di un singolo candidato la loro intera forza organizzata.
Perché il Pd non può sostenere il candidato su cui ha puntato?
Il partito può sostenere chi vuole, ma se sceglie di fare le primarie deve farlo secondo le regole del gioco e non scegliendo prima che lo facciano gli elettori chiamati ad esprimersi mettendosi, di fatto, in competizione con gli altri partiti. In questo caso con le primarie non si fa altro che invocare una sorta di voto di appartenenza.
A proposito del famoso indirizzario di partecipanti alle precedenti primarie - non quelle del 2006 ma quelle del 2009 per la segreterie nazionali e regionali del Pd - a differenza di quanto sostiene lei, Stefano Boeri, il candidato sostenuto dai Democratici, ha detto di non aver ricevuto elenchi dal partito ma di possedere solo una lista di 700 nomi “faticosamente raccolti”. Qual è la verità?
Io so di certo che ci sono molte persone, incluse in quell’indirizzario, che hanno ricevuto comunicazioni relative alla campagna elettorale di Boeri. Leggo inoltre sui giornali di oggi di alcune denunce presentate al Garante della Privacy da parte di alcuni cittadini, a loro volta inclusi in quell’indirizzario, che hanno ricevuto comunicazioni non richieste di questo tipo.
Lei cosa proporrebbe?
Mi sembra che l’orientamento scelto ieri sia quello di mettere a disposizione di ogni candidato uno spazio incluso nelle comunicazioni di carattere istituzionale organizzativo inviate dal comitato organizzatore a tutti i destinatari. Un sistema utile per dare voce a tutti.
Il presidente del comitato organizzatore della giornata elettorale del 14 novembre, Costanzo Ariazzi, ha minacciato di dimettersi perché “il clima non è sereno”, il segretario del Pd metropolitano Roberto Cornelli respinge le accuse e dice che “picconare le primarie è un errore”. Lei sta picconando le primarie?
Niente affatto: non ho picconato le primarie, mi sono limitato fare delle constatazioni sulle modalità.
E resta comunque convinto della validità di questo strumento?
Delle primarie in sé sicuramente. Si tratta di uno strumento di democrazia per coinvolgere gli elettori nella scelta diretta dei loro candidati. Sulla validità dello strumento dipende da come lo si usa.
Ma se è deluso lei dal Pd, perché gli elettori dovrebbero votare per il centrosinistra?
Io non sono deluso dal Pd né contro il Pd. Io ho solo denunciato le modalità applicate dal gruppo dirigente locale.
Ad oggi quante chance ha il centrosinistra di vincere a Milano?
A mio avviso uno schieramento alternativo all’attuale amministrazione ha molte chance di vincere perché in città c’è molto malcontento.
Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno: adesso tutti la conoscono. L’ha fatto a posta a sollevare questo polverone?
No. Non ho cercato di acquistare visibilità, ho solo voluto denunciare una situazione che rischia di falsare la scelta degli elettori.
Ha pensato di ritirarsi?
In questo momento sono fermo. Riflessioni ulteriori seguiranno.
Cioè? Si ritira o no?
Prenda le mie parole per quelle che sono. Non le dico altro.
- Martedì 26 Ottobre 2010

Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 26 Ottobre 2010 alle 22:25 dondiegodelavega ha scritto:
alla fine il PD metterà a disposizione gli indirizzi mail. Ecco come è andata:LeOnida (liberamente tratto da Erodoto, Le Storie, libro 7)
Corre rapida la voce: LeOnida ha vinto. Le armate dell’Impero di Serse sono in ritirata con ingenti perdite. Come sia accaduto che per stupidi indirizzi mail i Satrapi dell’Impero abbiano perso la lucidità e siano caduti nella trappola delle Termopili lo chiariranno i posteri. Tant’è: LeOnida ha vinto. Le truppe dell’Impero, disperse, vagano tentando di capire come 300 hanno sconfitto 10.000. Invano i Satrapi mandano loro schiavi avanti a spiegare ai giornali. Serse è furioso. Per giorni la scena l’ha tenuta LeOnida, i preziosi indirizzari sono persi e gli indirizzari imperiali (quelli nazionali) in pericolo. LeOnida ha vinto e i 300 giovani si sono divertiti un sacco. Le regole della battaglia sono cambiate. L’impero con il suo vecchiume è più debole. Serse ha sperato che LeOnida gettasse le armi. Ma giornalisti racconteranno domani che la risposta di LeOnida fu: “Μολὼν λαβέ”, venite a prenderle.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.