Leader del centrosinistra: uno, nessuno, centomila


L'ex premier del centrosinistra Romano Prodi (ansa)

L'ex premier del centrosinistra Romano Prodi (Ansa)

Per capire come se la passi il centrosinistra basta leggere l’Unità di ieri che a pagina 24 e 25 pubblicava i risultati di un questionario realizzato tra gli studenti di Scienze Politiche dell’Università di Messina, a Modica, ai quali veniva chiesto - tra le altre cose- chi fosse il leader della coalizione di sinistra in Italia.  

A preoccupare il quotidiano diretto da Concita De Gregorio sono state le risposte dei ragazzi. Essendo iscritti a Scienze politiche, infatti, i giornalisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci si aspettavano un minimo di interesse per le vicende del Palazzo. E, invece, sentite qua. Su 208 studenti iscritti, ben 25 non conoscevano il nome del presidente della Repubblica, mentre quasi il doppio non sapeva chi fosse l’attuale presidente della Camera.

Segno che gli studenti non si informano. O forse che la politica non li appassiona. Soprattutto il maggior partito dell’opposizione, erede di quella sinistra che (un tempo) riusciva a mobilitare migliaia di studenti in tutt’Italia e non solo a Roma e Milano: 192 studenti su 208 - la quasi totalità - si sono dichiarati insoddisfatti dell’operato della minoranza in Parlamento.

Non solo. I ragazzi parlavano male del Pd, senza sapere però chi lo dirigesse: in media solo quattro su dieci (90 intervistati) hanno risposto che a guidarlo è l’attuale segretario Pierluigi Bersani; altrettanti non hanno risposto affatto, mentre addirittura il 10 per cento (21) ha detto che il “capo della sinistra” è Romano Prodi, 3 Fassino,  4 Franceschini e 1 Ferrero.

In un certo verso, come dar loro torto. Perché questi studenti forse non leggeranno i giornali, ma la politica ci mette anche del suo per non rendersi riconoscibile. Guardate il Pd: ha cambiato tre segretari in meno di due anni e il livello di litigiosità interno è tale che se Bersani per caso oggi dice una cosa, dopo un’ora sarebbe (sarebbe?) subito contraddetto da tre o quattro del suo partito che affermano esattamente il contrario. Insomma, chi comanda nel Pd? Tutti e nessuno. Questo, di fatto, registra il sondaggio dell’Università di Messina.

Così va da quelle parti, giorno dopo giorno, fino a quando non intervengono D’Alema e Veltroni a correggere la rotta, mentre il “Pierino del Pd”, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, insiste con la rottamazione dell’attuale classe dirigente. E in mezzo a questa confusione cosa rimane nella mente dei ragazzi? Il nome di Prodi, l’unico che era riuscito a tenere a galla quella nave (l’Ulivo) dove viaggiavano assieme ex democristiani ed ex comunisti, sconfiggendo per due volte Berlusconi.

Ma il Professore è scomparso dalle scene. In Italia si fa vedere di rado; più facile incontrarlo in Cina, dove fa il commentatore politico in tv. C’è pure chi lo vorrebbe alle primarie per le amministrative di Bologna, ma già ha fatto sapere che non è disponibile. Il suo nome, ormai, appartiene alla storia contemporanea. Con buona pace degli studenti siciliani.

LA PARODIA DI ROMANO PRODI DI CORRADO GUZZANTI

Commenti

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Il 27 Ottobre 2010 alle 18:41 pv21 ha scritto:

Magari a Modica (Università Messina) conoscono molto di più della D’Addario, dell’affaire Montecarlo o del delitto di Avetrana. Nel 2013 l’Italia sarà più liberale (parola di Berlusconi). Intanto teniamoci il CONSENSO SURROGATO dei soggetti sensibili all’imprinting mediatico …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

Il 1 Novembre 2010 alle 6:17 lenovo ha scritto:

Al solito, il mondo s’e’ girato su se stesso e pv21 e’ rimasto sempre li. Sinistra brava e interessata al bene del paese e Berlusconi (sempre nemico number one) e la destra “di ladri e incompetenti. Infatti ci illumina con una delle sue tutt’altro che rare e infrequenti perle di saggezza:

“Intanto teniamoci il CONSENSO SURROGATO dei soggetti sensibili all’imprinting mediatico …”.

Ti faccio presente, pv21, che tra gli studenti universitari e i comuni mortali dove la situazione e’ assai peggiore, trovi l’esatta misura dell’inettitudine della parte politica che vorresti veder governare.

Ossia, un minestrone di galletti del pollaio che altro non sanno fare che dare vantaggi su vantaggi a Berlusconi.
Sarà un bel giorno quello in cui avranno capito che devono ascoltare l’elettorato meno estremista.

SOLO cosi’ può attestarsi piu’ verso un PD come lo voleva (perche’ tertium non dator) inizialmente Uolter. Che però fece la nota fine per la fame di potere che lo portò ad imbarcare il suo cannibale, AdP.

Aveva semplicemente messo il bue davanti al carro. E non e’ andato da nessuna parte.

Lenovo

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