

Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli (Ansa)
Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ha una qualità che per taluni è un difetto: non usa quasi mai il filtro del politicamente corretto. Non lo ha usato nemmeno questa volta parlando dell’ennesimo tentativo di un ribaltone in Parlamento.
Il caso Ruby, ingigantito da una vasta eco mediatica, rischia sul serio di costituire l’occasione per cambiare la maggioranza. Per dire, Fini, stando agli ultimi retroscena, sarebbe tentato di sfilarsi dal governo, garantendo prima l’appoggio esterno per poi trovarsi in una posizione dove risulterebbe più facile staccare definitivamente la spina.
Sempre secondo i suddetti retroscena, sarebbero in pochi a scommettere sulla tenuta della maggioranza e l’ipotesi di un ritorno alle urne a marzo viene data per scontata ormai da tutti. Anche fuori confini non ci capiscono più nulla e “chiedono conto del continuo stillicidio che riguarda la stabilità di governo”, ha detto il ministro degli Esteri Frattini.
Per un certo verso, sarebbe persino giusto (visto che la sovranità è popolare) tornare a votare, quando un governo non ha più i numeri su cui reggersi, anche se la Costituzione - in questo punto davvero ancorata alla prassi della Prima Repubblica - prevede che il capo dello Stato, nel caso il premier si dimetta, consulti tutte le forze per vedere se è possibile formare una maggioranza alternativa, persino con partiti che hanno perso le elezioni.
In un paese “normale”, infatti, (usando quell’aggettivo abusato dalla stampa di centrosinistra) sarebbe proprio l’opposizione a chiedere che sia il popolo, tramite il voto, a giudicare il governo sul suo operato e sulla sua immagine all’estero (alla quale sarebbero molto preoccupati i finiani). Ma l’Italia è un paese anomalo, esterofilo solo di facciata, ma saldamente legato alle consuetudini bizantine del Palazzo.
E, di conseguenza, chi vuole affossare questo esecutivo non vuole tornare a votare, non prima di aver cambiato la legge elettorale, per lo meno. Anzi da Fini verso sinistra (ormai a destra non ci guarda più Gianfry) lo si teme, il popolo. Non tutti, per carità: Vendola e Di Pietro, per esempio, alle urne sperano di tornarci il prima possibile, giusto in tempo per rosicchiare qualche consenso in più a un sempre più dissestato Pd.
Gli altri, invece, temono che alla fine gli italiani premino ancora una volta il Cav e la Lega (come è successo alle regionali). Basta leggere le ultime dichiarazioni di Veltroni, l’ex segretario che doveva andarsene in Africa (come promesso) e che, invece, una volta al mese compare sui grandi quotidiani. Stavolta su Repubblica. Alla domanda voto o governo tecnico, l’inventore della politca del ma anche non ha dubbi: ”Lo scenario è uno solo: governo di responsabilità nazionale, che lasci decantare la fase di barbarie politica, riscriva la legge elettorale e affronti le nuove scadenze europee di cui nessuno parla. Un governo dopo il quale si dovranno affrontare un centro destra liberale ed europeo e un centro sinistra davvero riformista”.
Di fronte a questo scenario, per tornare a dove avevamo iniziato, e dopo una spudorata richiesta come quella fatta dal segretario del Pd Pierluigi Bersani al Carroccio per trascinarlo nell’ammucchiata anti Cav, ecco di fronte a tutto questo, Calderoli se n’è uscito così: “Macché Lega interessata ad un governo tecnico! Io sono preoccupato che qui, profittando delle vicende personali di Berlusconi, sia in atto un colpo di Stato, ma sarebbe il golpe dei fighetta, di quelli che frignano e che non hanno voce e voti”.
- Martedì 2 Novembre 2010
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Commenti
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Il 2 Novembre 2010 alle 17:08 cantastorione ha scritto:
Penso esattamente il contrario di Calderoli, questi non sono dei fighetta ma degli sciacalli e delle Iene e che, una volta la governo facciano dello sciempio che sono usi a fare, costringendo il Paese obtorto collo a fare un altro passo indietro. Modificherebbero la legge elettorale togliendo il premio di maggioranza ed inserendo qualche legge non propriamente democratica e danneggerebbero le già vituperate finanze…
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