“La situazione al momento si è stabilizzata, le persone sono tutte al sicuro. Tuttavia le difficoltà sono enormi ed è urgente ripristinare l’uso delle abitazioni e le attività delle aziende”. Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, centrosinistra, racconta a Panorama.it il dramma del dopo alluvione che ha colpito il Veneto nei giorni scorsi. Le previsioni per le prossime ore indicano al Nord-Est forte instabilità, anche se il peggio sembra passato.
Mercoledì e giovedì arriverà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oggi, intanto, accompagnati dal capo della protezione civile Guido Bertolaso e dal governatore del Piemonte Roberto Cota, presente in segno di solidarietà, il premier Silvio Berlusconi e il ministro delle Riforme Umberto Bossi hanno effettuato un sopralluogo partito da uno dei paesi più colpiti, Monteforte d’Alpone, e terminato proprio a Padova.
Sindaco, qual è la situazione in città?
Per quanto riguarda proprio la nostra città, la zona più colpita è quella della golena del fiume Bacchiglione con 40 edifici ancora invasi dall’acqua e 80 famiglie senza casa, oltre a 3 grandi impianti sportivi gravemente danneggiati.
E’ già stata effettuata una stima dei danni?
Per quanto riguarda questi 3 impianti siamo intorno ai 12-15 milioni di euro, oltre a circa altri 20 milioni per gli edifici.
In provincia invece?
In provincia abbiamo i comuni della cintura intorno a Padova completamente sott’acqua, in particolare Ponte S. Nicolò, Casal Serugo e Veggiano con decine di case allagate. Il paese più colpito è però, senza dubbio, Bovolenta che trovandosi al punto più basso rispetto al livello del mare ha raccolto tutta l’acqua che defluisce dalle altre zone. Nella Bassa Padovana abbiamo poi altri sei comuni pesantemente colpiti.
Il premier Berlusconi, che oggi ha chiuso proprio a Padova la sua visita nei territori colpiti dall’alluvione, ha promesso “aiuti sostanziosi e immediati”. Avete ricevuto maggiori dettagli?
No, niente. Per il momento non è arrivato nemmeno 1 euro. Dietro queste parole non c’è stato alcun impegno concreto.
Cosa si sarebbe aspettato?
Bastava un impegno a tirar fuori dalla finanziaria 300-400 milioni di euro, vorrei dire un miliardo ma mi sarei accontentato anche così. Invece non si è parlato né del quanto né del quando. Anche la boutade del governatore Zaia sulla trattenuta dell’Irpef regionale lascia il tempo che trova.
Perché?
Perché chi ha reddito versa l’Irpef all’Agenzia delle Entrate e non alla Regione, per cui potremmo al massimo solo chiedere la sua restituzione ma non la trattenuta. Insomma, anche Zaia sta cercando di fare tutte le parti della commedia: la maggioranza e l’opposizione. Intanto molti comuni non sanno come fare perché non posso spendere per non uscire dal patto di stabilità.
Le proteste di oggi contro Berlusconi che natura avevano?
Si trattava di più soggetti la maggioranza dei quali ricercatori universitari che hanno colto l’occasione della visita di Berlusconi per protestare contro i tagli. Non c’entrava l’alluvione. La gente è impegnata a lavorare e preoccupata di non ottenere le risorse per riparare le case e far ripartire le aziende.
Che prospettive ci sono per quest’ultime?
Qui ci sono aziende che stavano andando benissimo, avevano un mucchio di commissioni. Adesso è tutto fermo: l’acqua ha bloccato i macchinari e si sta cercando di far asciugare tutto nel timore che, nel frattempo, i clienti si rivolgano altrove. Certamente ci metteranno parecchio tempo a ripartire.
- Martedì 9 Novembre 2010

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Commenti
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Il 9 Novembre 2010 alle 21:12 indigesto ha scritto:
Un disastro, per fortuna senza sacrificio di vite umane. I veneti hanno le capacità per rifarsi, purchè le banche, che governano l’economia reale, facciano la loro parte e purchè alla riattivazione delle imprese e delle abitazioni vi provvedano direttamente loro, con gli aiuti previsti, e si eviti di coinvolgere i soliti furbetti che brigano con le istituzioni, come di norma accade altrove.
Il 10 Novembre 2010 alle 15:32 carlo.tosi ha scritto:
Il territorio è maltrattato e, quando ci sono precipitazioni superiori al normale, ci presenta il conto del dissesto, della mancata cura e dell’esagerata cementificazione. Si faceva poca manutenziona in passato, quando di soldi ce n’erano, figuriamoci ora con i continui e cospicui tagli! Proposta: Abbiamo migliaia di detenuti in carcere che ci costano tantissimo e si stufano perchè non hanno niente da fare. Tiriamoli fuori e facciamoli lavorare (sodo) per la manutenzione del territorio, ed altre attività simili. Farebbero qualcosa di utile e produttivo.
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