
“Meglio avere a che fare con gli assassini che con i giornalisti”, “Se sei bella ma non sei una escort vanno tutti in crisi in Italia, certo averlo saputo prima che per fare il mio lavoro bastavano occhi azzurri, capelli biondi e fisico ‘lussureggiante’ me li risparmiavo tutti gli studi fatti, le specializzazioni e i continui aggiornamenti in giro per il mondo”. Roberta Bruzzone sfoga la propria amarezza sulla pagina di Facebook a lei dedicata, che ha più di 2 mila adesioni (il suo profilo ha oltre 4 mila amici). Da quando la criminologia, bella ed elegante, ha fatto la propria apparizione sulla scena di Avetrana, è finita nel frullatore mediatico. Giornali, blog e forum l’hanno quasi sempre maltrattata. E lei si difende attaccando, come fa con gli avvocati di Sabrina Misseri, che hanno sollevato dubbi sulla regolarità della sua partecipazione (come consulente tecnica della difesa di Michele Misseri) a interrogatori e sopralluoghi: “Sono invidiosi”, ha spiegato.
Roberta Buzzone ha 37 anni, dichiara “15 anni di professione” e nel suo curriculum si legge che è psicologa, criminologa, specializzata in psicopatologia forense e che ha collaborato con l’Unità di scienze corpontamentali dell’Fbi a Quantico. Su Internet ha postato le proprie foto con la divisa del Bureau e con tuta e mascherina. È docente della polizia e insegna in corsi di “numerose università italiane”, oltre ad essere presidente dell’Accademia internazionale di scienze forensi. È spesso ospite dei talk show televisivi e conduce due programmi su delitti e assassini su Gbr-Teleroma e Discovery Real Time. Chiariamo: nulla da dire sul fatto che sia una donna, tanto meno che sia piacente. Non è stata lei a inventare la figura del criminologo-consulente, parte in causa nei processi, che passa dai tribunali agli studi tv nel giro di poche ore. Non è neppure la prima esperta che arriva sulla scena del delitto in coincidenza con le telecamere di tutto il Paese.
Ma non è la prima volta che la dottoressa Bruzzone sta dalla parte dei presunti “mostri”, contro tutto e tutti, “per la ricerca della verità”. Anche se nel caso di Michele Misseri non è un’innocentista della prima ora ma della seconda, visto che poco più di un mese fa, prima di diventare consulente dei suoi avvocati difensori, aveva definito in un’intervista lo zio di Sarah Scazzi “un assassino assolutamente lucido e consapevole, un pedofilo e un depistatore”. La criminologa ha però cambiato idea (“in questa storia tutti quanti abbiamo detto qualche cazzata. La differenza è che io lo riconosco”, ha dichiarato a chi glielo faceva notare), sostenendo che Misseri non è un “mostro isolato”, ma “una persona d’altri tempi, che ha fortemente a cuore le sorti della sua famiglia”. Pare anzi che proprio grazie alla presenza di Roberta Bruzzone il contadino di Avetrana si sia convinto a cambiare per l’ennesima volta versione dei fatti e a scaricare la completa responsabilità dell’omicidio sulla figlia Sabrina.
La vicenda di Avetrana è aperta e nessuno per ora può dire se le convinzioni della criminologa troveranno riscontri. Ma Roberta Bruzzone è caparbiamente dalla parte degli imputati, secondo lei vittime di un “tragico errore giudiziario”, anche nel caso di Olindo e Rosa Romano, condannati in Appello all’ergastolo per la strage di Erba. I loro legali ricorreranno in Cassazione, anche se in base alle confessioni dei due (poi ritrattate), alla testimonianza di un testimone scampato alla strage, Mario Frigerio, e ai rilievi del Ris non ci sarebbero troppi appigli. Forte delle proprie analisi scientifiche la dottoressa Bruzzone, consulente della difesa, si dice “fermamente convinta” che i coniugi Romano non siano mai stati sulla scena del delitto. Gli elementi da lei raccolti renderebbero le versioni degli imputati “nemmeno lontanamente verosimili”. Le condanne e i riscontri che le hanno determinate? Per l’esperta sarebbero frutto di testimoniante e confessioni “indotte” dagli investigatori e della fretta nelle indagini per trovare un colpevole. Una posizione controcorrente, quella della criminologa, una “verità scomoda”, come l’ha definita lei stessa, strenuamente sostenuta in tribunale e in tv. Sulla carta, se fondata, potrebbe anche portare a una riapertura del caso, ma intanto la dottoressa Bruzzone è partita per scovare un’altra “verità scomoda”.
- Lunedì 15 Novembre 2010

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Commenti
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Il 15 Novembre 2010 alle 22:57 Zione ha scritto:
Cerchiamo di non fare confusione; perchè a Cogne e diversamente da altri posti, c’è stato uno squallido e schifoso Sciacallaggio Giudiziario; conclusosi ignobilmente (e almeno per ora) con una Sentenza Infame; che passerà alla Storia della Scelleratezza, per vigliacca accondiscendenza al Brigantesco strapotere del Giudiciume (politico e organizzato) e che ha macellato Senza Prove, una Mamma Sfortunata e finora, del tutto Innocente !!!
Il 16 Novembre 2010 alle 7:17 neocortex ha scritto:
Roberta Bruzzone è in cerca di autore.
Nient’altro.
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