Ha vinto Giuliano Pisapia, ha perso Stefano Boeri e, con lui, tutto il Partito democratico locale e nazionale. Diranno, ora, che le primarie milanesi servivano proprio a questo: individuare il candidato che avesse più chance di sconfiggere il sindaco Letizia Moratti e che, con la stessa convinzione con cui avevano sostenuto l’architetto Boeri, sosterranno l’avvocato penalista Pisapia. Il dato politico, in queste elezioni dove la partecipazione al voto è stata più bassa rispetto a quella del 2006 che incoronarono come sfidante l’ex prefetto Bruno Ferrante, è però un altro: quando viene data la parola al popolo del centrosinistra, il Pd mostra la corda, dimostrandosi incapace di individuare candidati che sappiano mobilitare i cittadini e costruire attorno a sé un’alleanza in grado di battere il centrodestra. Come se quel copraccione esangue che è il partito democratico avesse bisogno, per coltivare speranze, di forze nuove, energie fresche che nascano fuori e anche contro l’apparato.
È stato così nelle primarie della Puglia, dove Francesco Boccia, sostenuto da Massimo D’Alema, ha perso per ben due volte contro l’outsider Nichi Vendola. Stava accadendo a Bologna, prima che Maurizio Cevenini - poco amato dalle Coop - fosse costretto a dare forfait. È accaduto infine a Milano dove lo stesso avvocato Pisapia, benedetto da Vendola ed ex indipendente di Rifondazione, ha battuto di cinque punti il suo rivale Boeri, scelto dal Pd ma giudicato troppo compromesso con la giunta Moratti, con il progetto di Isola-Garibaldi, con i poteri immobiliari che governano Milano. Il risultato è di una chiarezza disarmante e insieme un campanello d’allarme per la segreteria Bersani: il Pd non sembra più il centro gravitazionale non solo della politica italiana, e fin qui è chiaro, ma anche dell’opposizione al centrodestra. Questo hanno detto le primarie milanesi. E Bersani, da questa sconfitta, avrà di che riflettere.
- giuliano Pisapia ai seggi
- Il costituzionalista Valerio Onida si è fermato al 13%
- Giuliano Pisapia
- L’archiettto Stefano Boeri
- L’architetto Stefano Boeri all’arco della Pace
- L’ambientalista Michele Sacerdoti ha ottenuto poco più dell1%
- L’architetto Stefano Boeri
- Giuliano Pisapia, candidato sindaco di centrosinistra a Milano
A favore di Pisapia hanno giocato almeno tre fattori: la milanesità a tutto tondo del personaggio, l’immagine priva di doppiezze e autonoma che ha saputo riverberare su tutta la campagna elettorale, e infine il fatto che abbia iniziato la sua lunga corsa verso Palazzo Marino ben due mesi prima della discesa in campo dell’architetto Boeri. Con lui personaggi noti della Milano che conta, come l’avvocato matrimonialista Laura Hoesch, le due figlie di Enzo Biagi, Moni Ovadia, il pm Gerardo D’Ambrosio. Un mix di Milano bene e impegno sociale e multiculturale che il popolo delle primarie ha dimostrato di apprezzare. Si tratta ora di capire se il suo profilo di sinistra-sinistra non sia un handicap nel capoluogo lombardo delle professioni, dei commercianti e degli artigiani. Ex parlamentare indipendente di Rifondazione comunista, Pisapia rifiuta la comoda etichetta di Vendola della Madonnina e lancia segnali di dialogo in tutte le direzioni, dall’IdV al Partito democratico, fino agli sconfitti Boeri e Onida. Di vaste alleanze, è chiaro, Pisapia avrà bisogno se vuole compiere, dopo il primo, anche il secondo miracolo: sconfiggere, nella città dove è nato il berlusconismo, il candidato scelto da Silvio Berlusconi. Ce la farà? Difficile, difficilissimo. Altrettanto charo è che la partita milanese avrà importanti riflessi sulla politica nazionale: è qui, infatti, che è nato il socialismo craxiano negli anni 80, si è sviluppata l’inchiesta di Mani Pulite, è stato eletto nei primi anni 90 un sindaco della Lega (Formentini) e infine è nato, nel 1994, il partito di Forza Italia. Come dire: le più importanti novità della politica italiana degli ultimi trent’anni nascono lontano da Roma e sotto la Madonnina. Pisapia, che è un fine giurista e anche un intellettuale di cultura umanistica, lo sa perfettamente. E sa che parte dei destini della politica italiana passerano anche dalle sue mani.
- Lunedì 15 Novembre 2010

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