

Un'immagine di repertorio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'Aula della Camera (Ansa)
Dopo lo strappo dei finiani, che hanno deciso di ritirare la loro delegazione dal governo, PdL e Lega hanno i numeri per governare solo al Senato, ma non alla Camera. Lo si è visto nelle scorse settimane, quando i deputati di Fli, votando un emendamento dell’opposizione sui respingimenti dei clandestini, hanno mandato sotto il governo. E in questa situazione, l’esecutivo non sarebbe in grado di andare avanti. Come uscire dallo stallo?
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha proposto di sciogliere la Camera nel caso venga sfiduciato in quest’aula nelle prossime settimane, dove appunto PdL e Lega senza i finiani non hanno più la maggioranza. Una proposta anticostituzionale? No, perché lo dice appunto l’articolo 88 della Costituzione: “Il presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”.
Inoltre, il rischio di elezioni anticipate solo a Montecitorio, dal punto di vista tattico, potrebbe spingere una buona fetta di parlamentari a fare marcia indietro e a votare quindi la fiducia all’esecutivo. Tuttavia, la proposta del premier, seppur impeccabile dal punto di vista costituzionale, è irrituale nella storia della Repubblica, visto che “sarebbe una prima volta per motivi politici”, ha spiegato il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre.
Dalla nascita della Repubblica fino al 1963, infatti, (quando la norma cambiò) “il Senato, la cui legislatura era di sei anni, veniva sciolto con un anno di anticipo”, ma per “farlo coincidere con il rinnovamento quinquennale della Camera”. Invece, questa volta si verificherebbe il contrario: le due aule, infatti, si ritroverebbero - per motivi politici - a viaggiare con tempi diversi, il Senato in scadenza nel 2013 e la Camera nel 2015.
Se si andasse al voto solo per rinnovare la Camera, inoltre, non è scontanto che Berlusconi riesca a ottenere i numeri per governare e così il Parlamento si ritroverebbe con due maggioranze differenti alla Camera e al Senato, entrambe legittimate dal voto popolare. E daccapo dovremmo tornare ancora a nuove elezioni.
Si tratterebbe, insomma, di una ”discrasia politica e temporale” che ”Napolitano difficilmente potrebbe accettare”, ha affermato Michele Anais, professore di Diritto pubblico all’Università Roma Tre. Così, in questo senso, dato quasi per scontato il “no” del Quirinale all’ipotesi di scioglimento della sola Camera, la proposta di Berlusconi forse andrebbe letta come il suo primo passo verso le elezioni anticipate, verosimilmente in primavera.
Superato il passaggio “obbligato” della Legge di Stabilità, su cui l’accordo è dato per certo (pena la tenuta finanziaria del Paese), e portato avanti il pacchetto federalista, infatti, ogni pretesto sarà valido per portare il Parlamento alla crisi. Senza contare che a dicembre la Consulta sarà chiamata a pronunciarsi sul legittimo impedimento.
E con una probabile bocciatura, il premier si ritroverà senza “scudo” sotto il fuoco delle procure. Incapace di portare avanti il lodo Alfano, visto che la maggioranza sarà garantita solo al Senato, mentre la Camera cadrà in mano all’arco che va da Fini a Bersani, pronti a votare la sfiducia al governo, l’unica mossa per il Cavaliere - per non venir estromesso una volta per tutte dall’agone politico - sarà appellarsi direttamente agli elettori.
- Lunedì 15 Novembre 2010
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Commenti
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Il 15 Novembre 2010 alle 19:01 pv21 ha scritto:
Il Cavaliere dalla memoria corta.
Fiducia al Senato e sfiducia alla Camera? “Si sciolga soltanto la Camera”, sentenzia il Cavaliere.
Nel 2008 Prodi ebbe la fiducia della Camera e fu sfiduciato dal Senato. Allora fu proprio l’opposizione di Destra a pretendere lo scioglimento di tutto il Parlamento e Napolitano firmò il Decreto.
Non lo ricorda? Eppure non sono passati neanche 2 anni.
Bersani (59 anni), Casini (55) e Fini (58)?
“Sono vicini all’età in cui grandi leader come Blair (57) e Bush (64) scrivono le loro memorie”, suggerisce il Cavaliere. Eppure dovrebbe ricordare di aver già compiuto 74 anni.
La storia insegna che la FEBBRE del TRIBUNO non dimentica mai di imporre le sue regole fino agli esiti più impensabili …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 15 Novembre 2010 alle 23:43 Antiom ha scritto:
Non credo che le persone elencate dal titolare “vogliandare” abbiano la memoria corta, ma, piuttosto, sono consapevoli, chi in un modo chi in altro: che sono diverse le motivazioni della crisi e stallo istituzionale attuali, rispetto alla caduta del governo Prodi.
Il sig. titolare di cui prima, non fa cenno a questa diversità, di cui non è difficile capirne le ragioni. Per quanto mi riguarda, pur considerando che c’è sempre una prima volta in tutte le cose: sono per il ritorno alle urne perché non mi piacciono gli examotage di nessuna natura; anche per la certezza che il rinnegato Fini non farà una buona fine, nonostante tutte le lacune del Pd.
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