

Un'immagine di repertorio di Roberto Saviano (Ansa)
La seconda puntata di Vieni via con me conferma il grande successo della trasmissione che già aveva avuto la scorsa settimana: un nuovo record per la terza rete, con il 30,21 per cento di share, una media di 9 -10 milioni di spettatori, insomma numeri da big match della nazionale di calcio. Non sono però mancate le polemiche, prima contro la partecipazione di Fini e Bersani, poi, stamane, contro il monologo “senza contraddittorio” dello scrittore Roberto Saviano incentrato sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’economia e nella politica lombarda. Il ministro Roberto Maroni, solitamente defilato rispetto alle polemiche politico-televisive,  ha chiesto subito a Saviano “un faccia a faccia per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi”. Gli ha replicato, non si capisce bene perché, non Saviano, ma il capostruttura di Raitre, Loris Mazzetti secondo il quale, essendo un programma culturale, “non ci sarà la possibilità di replicare”. “Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, si rivolga direttamente alla magistratura”.
Ma su che cosa si basano le accuse ritenute infamanti di Saviano? La Lombardia, ha detto, sta diventando il vero centro del narcotraffico, per opera delle ’ndrine del Nord che interloquiscono con le forze politiche di governo, tra cui ovviamente anche la Lega. Per sostanziare l’accusa ha fatto nome e cognome di un consigliere regionale leghista, Angelo Cioccia, fotografato con Pino Neri, l’avvocato triburtarista considerato il reggente delle ‘ndrine in Lombardia che gli avrebbe venduto una casa a prezzi stracciati in cambio dell’impegno a far eleggere un candidato della ‘ndrangheta: tutte cose per altro risapute e uscite mesi fa sui quotidiani. Il problema è che non si è limitato a questo ma, rompendo il tabù che vuole la Lega come una forza necessariamente lontana dalla cultura e dagli interessi mafiosi, ha citato le parole Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega, quando disse che le “mafie andrebbero costituzionalizzate” e che c’è anche un “clientelismo buono”. Quella del professore, e ideologo della Lega, era  un’evidente provocazione ma citata e decontestualizzata all’interno di una trasmissione di grande successo ha suscitato le ire, più che comprensibili, di un ministro della Lega che dalla sua rivendica importanti colpi contro la criminalità organizzata.
Per questo, forse, i due conduttori dovrebbero concedergli una replica durante la prossima puntata al ministro, perché le affermazioni di Saviano non sono state esposte in un articolo di giornale, al quale si risponde con un altro articolo, ma su un palco in diretta con milioni di persone, all’interno di uno show teatrale, senza contraddittorio, che ne amplifica il contenuto.
Le polemiche che seguono le uscite della coppia Fazio - Saviano ci dicono però anche un’altra cosa. Che riguarda la cultura televisiva di centrodestra. Di fronte a una trasmissione che, al di là dei giudizi di merito (tecnici ed estetici), è riuscita a dare una “boccata d’aria” (copyright Ruffini) alla tv e che piace molto al pubblico, gli intelluttuali, gli uomini di spettacolo, i giornalisti vicini alla Lega e al PdL non sono ancora oggi stati capaci - e non lo sono stati negli scorsi anni, basti pensare a Excalibur di Socci - di mettere in scena qualcosa di simile al teatro di Fazio e Saviano.
Certo, in onda si trovano trasmissioni di approfondimento giornalistico come L’ultima parola di Gianluigi Paragone, che funge da contraltare a Santoro. Il problema, lo stesso che ebbe Socci, sono però gli ascolti inferiori. Un esempio di successo di una tv non allineata alla sinistra è stato, qualche anno fa, Otto e mezzo condotto con spirito libero da Giuliano Ferrara, direttore del Foglio ed editorialista di Panorama. Purtroppo però, le occasioni dove sia possibile esprimere in libertà , con disinvoltura e, perché no, anche con un tocco di teatralità (alla Saviano) un punto di vista di centrodestra, in giro se ne vedono poche. Forse, il centrodestra dovrebbe concentrarsi anche su questo.
P.S.:
In serata il direttore di Raitre Ruffini ha dichiarato che ”se il ministro ritiene di rilasciare una dichiarazione scritta o filmata di precisazione, di rettifica o di replica a quanto affermato, questa troverà posto all’interno della prossima puntata”.
L’INTERVENTO DI SAVIANO A VIENI VIA CON ME SULLA ‘NDRANGHETA
- Martedì 16 Novembre 2010
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Commenti
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Il 17 Novembre 2010 alle 0:30 Antiom ha scritto:
Ciò che meraviglia di questo pseudo giornalista scrittore improvvisato, senza un curriculum né grande formazione che, come da tradizione, la sinistra ha elevato a propria icona, e repubblichella 2000 ha arruolato nel proprio organico: è la facoltà di lasciarsi manipolare per fini propagandistici populistici; che non incantano, certamente, chi ha un minimo d’intelligenza e giudizio autonomo razionale. Tuttavia quello che meraviglia di più è l’assolta noncuranza del giudizio critico di un veterano del giornalismo, Giorgio Bocca: che guarda caso è giornalista di punta di Repubblica ed Espresso, che l’ha classificato come colui che fa propaganda spicciola, anche se l’ha definito un buon scrittore! Bontà sua.
Gomorra è un libro impegnato, di denuncia: l’autore, secondo me, andrebbe visto e giudicato per i benefici, consequenziali diretti, derivanti dalla lotta alla camorra; se resta un caso isolato non si può che affermare sia la solita occasione di sfruttamento strumentale delle disgrazie e distorsioni sociali di Napoli.
Attualmente si diventa ricchi e famosi, anche, con occasioni e modi esecrabili in maniera considerevole: come non è capitato, nel caso del giornalismo, allo stesso Bocca; per cui trovo opinabile che la televisione pubblica dia spazio e gettoni di presenza a discutibili personaggi in modo superfiale, al punto che il direttore di rete faccia la figura dello zimbello perché non comanda un accidente.
Infine non accetto l’esposizione mediatica, senza contradditorio di chi è orientata a sinistra, specialmente quando lo stesso, appartenete al cosiddetto mondo culturale: è convinto per il solo possesso di una laurea, di essere al pari con tutto e con tutti. Al punto di esternare giudizi, a dir poco, grossolani su chi di cui si dovrebbe avere un po’ di rispetto. Maroni, che ha grandissimi meriti proprio per l’incessante lotta, arresti, e confisca di beni della camorra: fa bene a chiedere soddisfazione a questo giovane vecchio esaltato.
Il 17 Novembre 2010 alle 19:55 cantastorione ha scritto:
Ma alla politica si chiede di amministrare, di governare o di fare teatro, cultura e spettacolo? La sinistra fa teatro e spettacolo (con satira fine a se stessa ed a volte di dubbio gusto) perché gli riesce maluccio di far quello per cui è chiamata….
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