Mentre mezza Italia continuava a discutere animosamente sulla guerra di parole tra i «due Roberti», il ministro dell’Interno e lo scrittore autore di Gomorra, polizia e forze dell’ordine hanno messo a segno un colpo durissimo alla criminalità organizzata: l’arresto di Antonio Iovine, capo dei Casalesi, preso nella sua abitazione dalla squadra mobile intorno alle 14 nei pressi di Castel di Principe. Latitante da 14 anni, Iovine è ritenuto dagli inquirenti, dopo l’arresto ad aprile di Nicola Panaro e assieme al tuttora latitante Michele Zagaria, come il vero burattinaio del più feroce clan camorristico del napoletano.
- Il boss Antonio Iovine in Questura
- Il boss Antonio Iovine in auto dopo l’arresto
- Il boss Antonio Iovine dopo l’arresto
- Il boss Antonio Iovine in auto dopo l’arresto
Soprannominato o’ninno, il bambino, 46 anni, condannato in contumacia alla pena dell’ergastolo nel processo d’appello del maxiprocesso Spartacus, Antonio Iovine era nella lista dei 30 criminali italiani più ricercati. Su di lui c’era anche un mandato di cattura internazionale. Pochi minuti prima della diffusione della notizia, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, rivolgendosi ai giornalisti, aveva affermato: «Oggi è una bellissima giornata per la lotta alla mafia. Tra poco saprete anche il perchè». Ora Iovine si trova in questura.
Iovine e Zagaria: intercettazione tra i due boss casalesi
- Mercoledì 17 Novembre 2010

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Commenti
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Il 17 Novembre 2010 alle 23:48 Circolo Luce Del Sud » Dopo l’arresto di Iovine, la fine dei casalesi è vicina ha scritto:
[...] «L’arresto di Antonio Iovine è un risultato eccezionalmente importante nella lotta alla criminalità organizzata in Campania. A questo punto manca solo Michele Zagaria, preso anche lui il clan dei Casalesi è finito». [...]
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