Giuliano Pisapia: “La mia battaglia per cambiare Milano”

Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia

“Proporrò un progetto di città e un programma alternativo, concretamente realizzabile, con una coalizione ampia e plurale, ma nel contempo finalmente unita e unitaria”.

A Panorama.it parla il neo candidato alla poltrona di sindaco di Milano per il centrosinistra Giuliano Pisapia reduce dalla vittoria nelle primarie di domenica scorsa quando con il 45,36  dei voti ha battuto, di 5 punti percentuali, il diretto sfidante Stefano Boeri, sostenuto dal Pd, l’architetto che avrebbe dovuto compattare attorno a sé il centro-sinistra milanese.

E se l’avvocato, ex deputato indipendente di Rifondazione comunista, si dice pronto ad allargare la coalizione, nel Pd milanese volano gli stracci. Da qualche giorno in via Pergolesi manca solo la bandiera a mezz’asta: Filippo Penati, capo della segreteria politica, si è dimesso, il capogruppo Pierfrancesco Majorino e i segretari provinciale e regionale Roberto Cornelli e Maurizio Martina, quasi.

La delusione per la sconfitta di Stefano Boeri è tale da togliere il silenziatore a chi di primarie non ne può proprio più. “Inutili” secondo il veltroniano Stefano Ceccanti, “solo un regolamento di conti tra ex membri del Partito comunista” per il braccio destra di Enrico Letta, Francesco Boccia, bruciato due volte da Vendola in Puglia, “da ripensare come strumento” pure per la presidente del Pd Rosy Bindi.

Per non parlare della scarsa affluenza alle urne registrata domenica scorsa. Appena 67mila votanti contro gli 82mila delle primarie del 2006. D’accordo che pioveva, va bene che c’era il derby, ma la “scossa civica” tanto invocata il giorno prima è mancata. E Giuliano Pisapia non può non essersene accorto. Certo non gli basteranno i 30 mila voti presi alle primarie per battere Letizia Moratti riconfermata da Silvio Berlusconi in persona, candidata del Pdl per la corsa a Palazzo Marino, vincitrice sull’ex prefetto Ferrante con 353 mila voti.

Pisapia, il suo risultato è netto: ha superato Boeri di 5 punti. Non la preoccupa però la bassa affluenza, 67mila votanti contro gli 82mila delle primarie del 2006? Come la giustifica?
Personalmente ho potuto verificare in questi mesi che a Milano si respira un clima nuovo fatto di volontà di partecipare e di desiderio di cambiare dopo vent’anni di centrodestra. Bisogna in ogni caso considerare che a queste primarie non hanno partecipato partiti come l’Italia dei Valori e associazioni che si erano impegnate fortemente per la partecipazione a quelle del 2006: il che già spiega, almeno in parte, il calo di partecipazione alle primarie, anche se è certo che alle elezioni per il sindaco quegli elettori torneranno alle urne. Ma c’è un dato che considero decisamente importante e cioè che, dalle prime analisi, emerge che hanno votato almeno 10.000 persone che, da tempo, non andavano a votare, non solo alle primarie ma anche alle elezioni. Certo i dati dovranno essere studiati attentamente ma, da oggi, l’impegno principale dovrà essere quello di raggiungere il più ampio consenso possibile partendo dalle forze del centrosinistra.

Lei si è speso molto nelle periferie, ma pare che proprio queste siano mancate all’appello. Perché? Come recuperarle soprattutto in vista della sfida più importante contro la Moratti?
Le periferie devono ritornare al centro della politica comunale. Occorre restituire loro quell’anima che hanno sempre avuto e che con questa amministrazione hanno perso. Bisogna puntare a nuovi luoghi di aggregazione per i giovani e per gli anziani, pensare a aree pedonali diffuse in più luoghi della città. I Consigli di zona devono essere dotati di più concreti ed efficaci poteri e bisognerà riflettere sull’opportunità di avere Consigli di zona più vicini ai cittadini perché, in molti casi, le dimensioni attuali delle 9 zone di Milano non permettono un contatto diretto con il territorio. I mezzi pubblici devono, per quanto possibile, funzionare anche la notte, almeno nei fine settimana.

Come pensa lei, uomo di sinistra, di conquistare anche quella larga fetta di moderati che risulterà decisiva nella scelta del prossimo sindaco? A quali compromessi è disposto a scendere?
Nessun compromesso, non bisogna confondere la condivisione di un progetto unitario con lo svilimento dei principi.

Secondo lei un eventuale terzo polo guidato da Albertini complicherebbe o faciliterebbe le cose al centrosinistra?
Se Albertini deciderà di candidarsi porterà via voti alla Moratti, non certo al centrosinistra. .

Coinvolgerà i suoi ex sfidanti nella sua campagna elettorale?
Tutti i candidati alle Primarie mi hanno confermato l’intenzione di rispettare l’accordo sottoscritto per lavorare insieme dopo le primarie per vincere la battaglia più importante, quella per conquistare Palazzo Marino.

La sua ricetta anti-Moratti?
La mia sfida alla Moratti prosegue sul sentiero tracciato da queste primarie: non solo una corretta informazione su come, in quasi vent’anni di governo del centrodestra, Milano è caduta sempre più in basso nelle classifiche internazionali. Intendo proporre un progetto di città e un programma alternativo, concretamente realizzabile, con un approfondimento anche sulle risorse disponibili per la realizzazione di quanto previsto dal programma elettorale della coalizione di centrosinistra. Una coalizione ampia e plurale, ma nel contempo finalmente unita e unitaria. .

Lei ha vinto le primarie e il Pd le ha perse perché, ancora una volta, non è riuscito a puntare sull’uomo giusto. Questo difficile fase di autocritica che il partito sta affrontando secondo lei può spianare la strada a Nichi Vendola in vista delle prossime elezioni politiche?
Bisogna essere cauti. Il Pd non ha perso. Parte del gruppo dirigente locale ha deciso di appoggiare la mia candidatura e quella di Onida: gli elettori del PD si sono divisi, ma su candidati che avevano una stessa visione della città, pur con le necessarie differenze soprattutto sulle priorità . Guardo con grande rispetto alla riflessione che sta portando avanti il PD. Tutti i partiti faranno le dovute riflessioni sui risultati di queste Primarie. Ma ora lasciamo alle spalle il passato e puntiamo al futuro. Già da ora.

Ultima cosa: da Bersani ancora nemmeno uno squillo? Un sms? Una mail?
Ci siamo sentiti e parlati. La battaglia del centrosinistra la si combatterà uniti.

Commenti

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Il 14 Maggio 2011 alle 18:22 alex_incanto ha scritto:

…Pisapia andrebbe sostenuto per a) la competenza; b) la moderazione; c) la dignità dimostrate durante una campagna elettorale dai risvolti vergognosi (da parte del centrodestra)…http://bit.ly/j0zEq0

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