
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni durante un intervento
LA GIORNATA IN PILLOLE
ROMA - Alla fine il ministro dell’Interno Roberto Maroni parteciperà a Vieni via con me, dopo le polemiche dei giorni scorsi con lo scrittore Roberto Saviano, che in tv aveva parlato di rapporti fra ‘ndrangheta e Lega nel nord Italia. Stando a una nota del Viminale, Maroni lunedì “sarà in studio per partecipare alla trasmissione”. Ad accettare la richiesta del ministro di intervenire allo show condotto da Fazio e Saviano è stato il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini: ‘”Se il ministro non intende fare una precisazione, ma leggere un elenco, una sua lista in veste di ministro degli Interni, attenendosi al linguaggio del programma, sarà anche in questo caso il benvenuto”, ha detto il dirigente Rai.
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ROMA - La Camera ha dato il via libera alla legge di stabilità, la vecchia finanziaria. I voti a favore sono stati 303, i voti contrari 250, 2 le astensioni. Il provvedimento era partito come una semplice ratifica contabile di tabelle legate alla manovra del luglio scorso, a cui è stato aggiunto un maxiemendamento del valore di circa 5,8 miliardi di euro. Ora il provvedimento passa la Senato.
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ROMA - Senatùr scatenato oggi a Montecitorio con i giornalisti. “Non ci può essere un governo tecnico, ci siamo io e Berlusconi contrari. Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte”, ha detto Bossi ai giornalisti. E alla domanda sul fatto che Fini abbia detto che non bisogna indignarsi se c’é qualcuno che dice che c’é la mafia al Nord, il leader ha risposto: “Fanc..”. Per poi aggiungere: “Siamo sempre stati contrari ai soggiorni obbligati di mafiosi al Nord”.
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NAPOLI - La Commissione europea ha chiesto il rimborso alla Campania di 720mila euro utilizzati per pagare il concerto di Elton John in occasione della festa di Piedigrotta a Napoli nel 2009. Le indagini sull’utilizzo dei fondi Ue erano state avviate su segnalazione del’eurodeputato della Lega, Mario Borghezio.
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PALERMO - L’emergenza rifiuti si sposta nel capoluogo siciliano. Un’altra notte di incidenti e tensione a Palermo, dove sono stati incendiati una decina di cassonetti per la spazzatura, soprattutto nella zona di Falsomiele, quella più danneggiata dalla mancata raccolta dei rifiuti. Previsti, invece, 150 milioni di euro per la compensazione ambientale a Napoli.
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ROMA - Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità, ha minacciato di dimettersi dal governo e dal PdL, dopo la votazione di fiducia il 14 dicembre. La decisione del ministro sarebbe conseguente ai contrasti “insanabili” con i vertici campani del partito in Campania.
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PALERMO - Sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna al processo d’appello, lo scorso 29 giugno, di Marcello Dell’Utri in cui vengono messe in crisi le ipotesi di trattativa tra Stato e mafia. Secondo i giudici Dell’Utri avrebbe raggirato Berlusconi per finanziare i boss. Ma il senatore del PdL nega: “Cose trite e ritrite”.
- Venerdì 19 Novembre 2010
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Commenti
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Il 19 Novembre 2010 alle 19:00 pv21 ha scritto:
MARONI ed il circuito TV > Matrix (17.11), Porta a Porta (18), In 1/2 ora (21) Vieni via con me (22) …
Dato di fatto è che la Lombardia è una regione ricca che produce grande ricchezza. Dato assodato è che le organizzazioni mafiose muovono enormi interessi operando all’interno del sistema politico, amministrativo, finanziario ed imprenditoriale presente sul territorio.
Assumere che l’apparato (presidio territoriale) di una qualsiasi forza politica sia di per sé “immune ed impermeabile” all’infiltrazione mafiosa è un teorema politico sconfessato dalla realtà dei fatti. E’ come non vedere quello che non si vuol far vedere.
Se non fosse un tema inquietante siffatto teorema sarebbe da inquadrare nel capitolo “esternazioni” di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nst/.....sd1.html
Il 20 Novembre 2010 alle 1:21 aldo1110 ha scritto:
Lunedi’ prossimo il Ministro Maroni,spero che svergogni davanti al Parse, quei due pusillanimi di Fabio Fazio e lo scrittore Saviano,i quali,specialmente Saviano,usano pseudo notizie per conseguire uno share davvero alto.
Solo che questa volta hanno toccato uno,appunto Maroni,che le mosche dal naso se le toglie da solo.Spero che il ministro si avvalga della prerogativa di richiedere un resarcimento pecuniario adeguato,o meglio ancora ,la sospensione dei due soggetti,non della trasmissione.
Il 20 Novembre 2010 alle 14:05 indigesto ha scritto:
Ormai si è capito che la Politica in Italia è solo un fatto televisivo. E che a farne il miglior uso, della TV, è la sinistra, almeno in questo compatta in chiave antiberlusconiana. Lo si è visto anche con la comparsata di qualche sera fà della Busi alle “invasioni barbariche”, ultima “bella-ciao” sfoderata dalla sinistra.
Il 20 Novembre 2010 alle 18:41 pv21 ha scritto:
Diritto di replica? Maroni batte Saviano per 5 a 1.
Tante le apparizioni in TV di un Ministro per sconfessare il “verbo” di un giornalista scrittore. Saviano ha pronunciato il verbo “interloquire” al posto della locuzione “cerca di interloquire”. Così, secondo Maroni, ha messo in dubbio l’onorabilità della Lega e dei suoi delegati territoriali.
Tanto basta per motivare siffatta “martellante” campagna televisiva sui risultati ascrivibili all’impegno ministeriale?
Se il tema non fosse la mafia si udrebbero gli accenti di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 22 Novembre 2010 alle 10:33 nhico ha scritto:
Marcello Dell’Utri da zavorra che doveva affondare Berlusconi a sua ancora di salvezza. Altro che Train d’union tra la mafia e il Biscione, che, come d’accordi segreti, doveva riciclare una montagna di miliardi. Altro che Milano uno, due, tre e quattro e cinque, più dei governi di Lombardo, edificati con i proventi provenienti da tutto il mondo del malaffare. Altro che televisioni tirate su con denaro sporco di sangue. Tutte baggianate. Tutto cancellato. Spunti investigativi che si sono squagliati alla prova dei fatti. Buoni per le ortiche. Repubblica e i repubblicones si sono dovuti fasciare la testa. Per tutta la carta sprecata ed i litri d’inchiostro sciupati. Marcello Dell’Utri era semplicemente un guardaspalle. L’uomo che doveva proteggere Berlusconi e la sua famiglia dalla furia omicida della mafia. Un Bodyguard, con un’immensa responsabilità. E il presidente del consiglio uno delle centinaia di migliaia di piccoli, medi e grandi imprenditori preso di mira per fare da bancomat. Siamo nella seconda metà del secolo scorso. Gli anni in cui i terroristi di estrema sinistra Alberto Franceschini, Renato Curcio’e Margherita Cagol fondavano le Brigate Rosse. Più di quarant’anni fa e in mezzo a turbolenze diverse ma con il comune obiettivo di fiaccare l’animo degli italiani e lo stesso stato. Un’altra epoca. Un’altra realtà. Un’altra Italia. Per arrivare a questa sentenza i giudici hanno impiegato quindici anni. E non è ancora finita. L’ultimo pronunciamento spetta alla Cassazione. E’ escluso, scrivono i giudici, un “patto elettorale tra le cosche e Forza Italia, in seguito alla discesa in campo del Cavaliere”, inoltre, aggiungono, dando un’altra rasoiata alle tante inchieste in corso sullo stesso tema, “Ciancimino jr non è credibile”. E non è ancora finita. Il giudizio della Corte d’Appello seppellisce pure Gaspare Spatuzza . Per l’inattendibilità intrinseca, la mancanza di riscontri e “l’oggettivo ed ingiustificato ritardo” con il quale ha tirato in ballo il senatore Dell’Utri e il premier Berlusconi . Punto. Tuttavia, Di Pietro, sordo come una campana, o perché non ha capito niente di quello che hanno scritto i magistrati, chiede di sfiduciare Il premier .” Ma che c’azzecca?”, verrebbe da dire. Dipietrescamente parlando. E, per la terza volta, non è ancora Finita. Per il sostituto procuratore a Palermo, Ingroia, Spatuzza, invece, ha “fornito riscontri incontrovertibili”. Come dire quella parte della sentenza che condanna Dell’Utri va bene, mentre quella che mutila la sua via per avere la testa di Berlusconi è priva di credibilità. Insomma, la sacralità delle sentenze si può stracciare a proprio piacimento. Basta che a farlo sia un magistrato. E che porti acqua al suo mulino.
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