

Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità (ANSA / Alessandro Di Meo)
Lasciando da una parte il siparietto con la collega Alessandra Mussolini, cui ha rivolto quel vajassa sfuggitole in un accesso di collera, se alle dichiarazioni di Mara Carfagna seguiranno decisioni coerenti con quanto ha detto, allora proprio dalla “signora” ministro (copyright Berlusconi), che ipocritamente è stata bollata per mesi dalla stampa di centrosinistra come simbolo del velinismo del centrodestra, verrà una lezione di serietà politica e, soprattutto, di riconoscenza verso coloro che hanno da sempre creduto nelle sue capacità.
Dimissioni annunciate che appaiono più dignitose rispetto alle decisioni di molti suoi colleghi i quali, pur nella legittimità delle loro scelte, alla fine rimangono incollati sempre alla poltrona e, di conseguenza, sono ben disposti a cambiar casacca, a partecipare a ribaltoni in Parlamento e a rimangiarsi tutto quanto avevano prima sostenuto, soprattutto di fronte agli elettori.
Tant’è che la Carfagna stessa, che ha sentito il premier sabato, a Lisbona per il vertice Nato, ha dichiarato, non senza un po’ di ironia, che il “presidente è stato un po’ criptico, ma ha detto la cosa giusta: mi sono sempre comportata da signora, anche in questa vicenda”.
Ma cosa aveva detto di tanto eclatante giorni prima il ministro più bello del mondo, come la definì alla sua nomina la tedesca Bild, e che è anche un politico capace di portare a casa oltre cinquantamila voti alle regionali dello scorso marzo? Una cosa semplice: che il 14 dicembre voterà la fiducia al Parlamento, per poi dimettersi il giorno segente sia da ministro sia da parlamentare del PdL. Una decisione maturata in seguito alle polemiche delle scorse settimane e, soprattutto, alle divisioni del partito in Campania.
Attacchi scaturiti per una sua presunta vicinanza a Futuro e libertà, tanto da spingere la collega Alessandra Mussolini a fotografare col cellulare in Aula uno scambio di battute tra lei e il capogruppo finiano Italo Bocchino, quasi a “documentare” in pochi secondi come si stesse consumando a Montecitorio - e per giunta sotto gli occhi di tutti - il tradimento politico del ministro ai danni del partito che l’ha strappata dal mondo dello spettacolo per lanciarla nell’agone politico (cosa mai sopportata dall’intellighenzia di sinistra, che arruola da sempre intellettuali e mezzobusti del telegiornale per farne macchine da voti; forse che una soubrette ha meno dignità politica di un professore universitario?).
Ma la Carfagna ha negato qualsiasi interesse per la compagine futurista. Semmai ad attirare le sue attenzioni ora sarebbe la nascente formazione di Miccichè e della collega Prestigiacomo, Forza Sud, comunque contigua al PdL e di contrapposizione all’asse con la Lega Nord. E, infatti, gran parte degli esponenti del PdL, dal ministro Fitto al governatore Caldoro sino al ministro La Russa, è solidale con lei.
Perché il problema, di cui le annunciate dimissioni della Carfagna sono uno delle manifestazioni, è interno al PdL, nel caso specifico in Campania. Intevistata da il Mattino, il ministro delle Pari opportunità ha dichiarato che è in atto una “guerra”, tutta interna al centrodestra in contestazione con il segretario campano Cosentino, per le competenze sugli appalti del termovalorizzatore (”Mi viene impedita la possibilità di battermi a favore della legalità”, ha lanciato il sasso la Carfagna).
Forse, come ha ricordato il direttore dell’Opinione Arturo Diaconale su La7, il PdL è un partito che ha sì un leader - Berlusconi - molto occupato a governare, ma che farebbe bene anche a metter le mani, ogni tanto, nel partito stesso. Ad oggi il ministro Carfagna ha detto che sarebbe disposta a tornare sui suoi passi, “ma solo a condizione che si affrontino seriamente le questioni” che ha posto pubblicamente. Altrimenti seguirà il piano annunciato: sì alla fiducia al governo e poi le dimissioni dal Parlamento. E chissà, in questo caso, che non le torni il pallino della televisione…
- Lunedì 22 Novembre 2010
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Commenti
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Il 22 Novembre 2010 alle 14:46 Mara Carfagna, una “signora” ministro | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/italia/2010/11/22/mara-carfagna-una-signora-ministro/ AKPC_IDS += “22452,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on novembre 22nd, 2010 Tags: Elezioni Share | [...]
Il 23 Novembre 2010 alle 0:19 pasalaam ha scritto:
Visto che “posso” dire la mia, penso che la Carfagna si comporti da capricciosa, in modo indegno per un ministro.
Avrebbe dovuto selezionare le sue frequentazioni ed eventualmente fare le sue rimostranze in seno al partito e non sulla piazza, come una lavandaia.
In ogni caso, il suo ministero non serve a niente. Che lo sopprimano e ci facciano risparmiare soldi e piagnistei.
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