Antonio Ingroia e la maledizione del pasticcino


Antonio Ingroia e la maledizione del pasticcino

A lui no, non glieli hanno dati, i pasticcini. E si capisce che, in fondo, c’è rimasto male. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo e punta di lancia dell’impegno sindacal-politico della categoria, ha scritto un libro. S’intitola Nel labirinto degli dei (Saggiatore, 82 pagine, 15 euro) e racconta le sue inchieste di mafia. Ingroia dedica un intero capitolo all’interrogatorio di Silvio Berlusconi: era il 26 novembre 2002 e il pm era andato a sentire il premier come teste nel processo contro il senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Berlusconi, che a Palermo era stato indagato e già prosciolto, si avvalse della facoltà di non rispondere. Nel libro, però, Ingroia si sofferma soprattutto sul cerimoniale di Palazzo Chigi, che descrive così: «I giudici vengono accompagnati direttamente in una grande sala dai decori eleganti» scrive il magistrato «dove vengono accolti personalmente dal presidente, che s’intrattiene con loro, amabile, e offre caffè e pasticcini. Ai pm niente, a digiuno». La delusione è palpabile, ed è appena dissimulata da una successiva, ostentata iperbole deontologico-ideologica: «Una cosa che, a pensarci bene, è normale. Non sono forse i pm i magistrati più pericolosi, i talebani, gli eversori da cui difendersi?». Il dettaglio, finora, è passato inosservato. Ma sul «pasticcino» potrebbe presto aprirsi l’ennesimo filone dietrologico. Perché, durante l’interrogatorio fiume del 26 giugno 1996 (11 ore), a Palermo i pm Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte offrirono a Marcello Dell’Utri un bel po’ di pasticcini. Proprio dopo quel confronto iniziarono i guai giudiziari per il senatore. Ora: chi leverà mai dalla testa degli acuti osservatori a caccia del Cavaliere che a Palazzo Chigi si volle consumare una vendetta, negando i pasticcini a Ingroia?

Commenti

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Il 24 Novembre 2010 alle 19:47 nhico ha scritto:

Più che per i pasticcini negati, il procuratore aggiunto di Palermo si affligge per non essere pm in “Un Paese come Israele”. Da un estratto di un suo pezzo pubblicato su LiveSicilia.it lunedì 22 novembre 2010. «Ma perché l’Italia non può essere un Paese normale? Un Paese come Israele, dove il primo ministro Ehud Olmert, appena vistosi indagato dalla magistratura per una vicenda di tangenti e corruzione, è andato davanti alle telecamere per protestare la propria innocenza, ma anche per comunicare le proprie dimissioni al fine di non coinvolgere nello scandalo l’istituzione da lui rappresentata, e soprattutto per dichiarare l’orgoglio di vivere in un Paese nel quale opera una magistratura tanto autonoma e indipendente da incriminare il proprio primo ministro, applicando il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge?» Insomma, la vera maledizione del pm Antonio Ingroia è quella di vivere in un paese anomalo. E forse ha ragione. L’Italia è un’anomala Repubblica. Se dei pm possono convocare una conferenza stampa internazionale per dare respiro mondiale alle inconsistenti rivelazioni di Gaspare Spatuzza, al solo scopo di screditare il presidente del consiglio in carica. Se possono dare voce a Ciancimino jr, sempre per lo stesso motivo. E quando il primo e il secondo, dalla Corte di Appello di Palermo, vengono dichiarati per niente attendibili, la vera anomalia sta nella dichiarazione, fatta dallo stesso Ingroia nel corso della presentazione, al pubblico e alla stampa, appunto, del libro Nel labirinto degli dei. Seconda la quale dichiarazione Spatuzza, invece, ha “fornito riscontri incontrovertibili”. Come dire, altra anomalia ancora, che quella parte della sentenza che condanna Dell’Utri, per lui va bene, anzi benissimo, mentre quella che mutila la sua via per avere la testa di Berlusconi è priva di credibilità. Insomma, la sacralità delle sentenze si può stracciare a proprio piacimento. Basta che a farlo sia un magistrato. Ed in modo particolare, un pm che dà la caccia a Berlusconi.

Il 25 Novembre 2010 alle 0:53 aldo1110 ha scritto:

Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia,se non sbaglio e’ lo stesso che fa le vacanze al mare con Marco Travaglio,emerito diffamatore del Premier Berlusconi,e mai riuscito neppure a scalfirlo?
Se il Presidente Berlusconi, attua quello che ha promesso,cioe’istituire una commissione di inchiesta che valuti i motivi per cui certi magistrati hanno inquisito e accusato politici(quasi sempre di destra),pregiudicandone la loro attivita’ parlamentare,
ci sara’da ridere.

Il 25 Novembre 2010 alle 12:04 cantastorione ha scritto:

Nessuno sa stare più al suo posto…. sono tutti strenui difensori del diritto e della Patria.. fanno quasi tutti ridere… Perché se devono difendere la Patria sono contro a più del 50% della popolazione della Patria stessa?

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