Il nuovo appuntamento è per questa mattina alle 10 in Piazza Montecitorio dove alla Camera è atteso il voto sul ddl Gelmini contro cui sta protestando, in tutta Italia, il mondo dell’università. Ieri Panorama.it ha seguito l’intero corteo svoltosi nella Capitale e le assemblee riunite nelle facoltà occupate dell’università La Sapienza.
Oltre al sit in, una delegazione di studenti dell’Ateneo sarà oggi a P.le Clodio per portare solidarietà ai due studenti arrestati ieri per i fatti del Senato. Si tratta di due giovani delle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza. La polizia dice di averli individuati grazie alle telecamere piazzate sulla facciata di Palazzo Madama, ma i loro amici assicurano: “Al momento dell’irruzione loro non c’erano. Li hanno pescati nel gruppo per punirci di quello che era successo”.
E proprio la tentata irruzione in Senato, definita dal presidente Renato Schifani “intollerabile” e da quello della Camera Gianfranco Fini “un’inaccettabile violenza”, è stato il momento di maggiore tensione raggiunto ieri a Roma: otto agenti di polizia feriti, due giovani arrestati, 27 denunciati. I due arrestati sono accusati di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e saranno processati oggi per direttissima.
Dopo l’irruzione al Senato alcune centinaia di giovani armati con scudi di gommapiuma a forma di libro e con caschi da moto in testa, hanno tentato di raggiungere Palazzo Grazioli, sede della residenza romana di Silvio Berlusconi. Bloccati dalla polizia, hanno subito una carica nei pressi di via dell’Umiltà.
Lasciata la piazza, nelle cinque facoltà occupate della Sapienza, Scienze Politiche, Fisica, Medicina, Filosofia e Ingegneria, sono riprese le assemblee. Entusiasmo alle stelle nell’aula magna di Fisica per quella che è stata definita dagli studenti “una giornata straordinaria di grande partecipazione”. I giovani hanno rivendicato il tentativo di irruzione al Senato come “un atto mai tentato prima e che nessuno dimenticherà mai”.
Rispedite al mittente anche le accuse arrivate dal ministro Gelmini di essere strumentalizzati dalla sinistra e di difendere i baroni, ma anche quelle del Pd che con il capogruppo al Senato Finocchiaro ha chiesto di isolare i violenti.
Nemmeno gli arresti di due dei loro compagni li hanno fatti desistere, “avete cercato di spaventarci – è il messaggio – ma non ci siete riusciti”. Piuttosto da oggi si sentono ancora più motivati a portare avanti questa battaglia contro una riforma che, a loro dire, smantellerebbe l’intero sistema d’istruzione e il futuro della ricerca.
“Ridateci il nostro futuro” è stato proprio lo slogan della manifestazione per dire no ai 276 milioni di tagli previsti tra il 2010 e il 2011, alla mancanza di garanzie per il futuro dei docenti e ricercatori precari, ai concorsi pilotati e alla privatizzazione del sapere.
Il testo arrivato ieri alla Camera dovrebbe essere votato entro oggi, ma intanto la maggioranza è già andato sotto su un emendamento. Futuro e Libertà ha minacciato di votare contro se non saranno assicurati i fondi. Se così fosse la riforma rischia di tornare in Commissione e di impantanarsi in nuovo rimpallo tra Camera e Senato. Rischia soprattutto di non essere approvata entro il 9 dicembre, come previsto, e cioè prima del giorno in cui sarà votata la fiducia al governo di Silvio Berlusconi.
- Giovedì 25 Novembre 2010

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