
Una immagine della Domus dei Gladiatori crollata il 6 novembre 2010 a Pompei - ANSA/US-HO/EDITORIAL USE ONLY
«È difficile quantificare la cifra necessaria per salvaguardare Pompei dopo i crolli recenti. Servono sicuramente risorse umane e l’intenzione del ministero di spedire 40 tecnici, tra archeologi, architetti, geometri, storici dell’arte, risponde a questa esigenze».
A Panorama.it parla il segretario generale Mibac, il Ministero dei Beni Culturali, Roberto Cecchi (consulta i suoi libri) e conferma, di fatto, che per Pompei non sono previsti stanziamenti. Le decisioni economiche sono infatti rinviate, forse, a dopo il 14 dicembre giorno del voto di fiducia al governo di Silvio Berlusconi.
Niente soldi, dunque, ma un piano di emergenza con un ritorno al passato: quello della soprintendenza autonoma. Scampato al voto sulla mozione di sfiducia , previsto la prossima settimana alla Camera che invece rimarrà chiusa, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi decide di concedere dunque più poteri alla Soprintendenza autonoma di Pompei, come previsto da una legge del ‘97, per rispondere alla richiesta di soluzioni per Pompei che crolla. Un’intenzione che dovrà comunque essere discussa in uno dei prossimi Consigli dei ministri ma che si preannuncia come un ri-bilanciamento a favore dei tecnici.
Intanto due ispettori dell’Unesco stanno verificando se i crolli recenti - quello della Casa dei Gladiatori, del muro divisorio di una bottega nella via Stabiana, di una parte della parete d’accesso ad un ambiente della vicina casa del “lupanare piccolo” - abbiano alterato lo stato del sito dal ‘97 Patrimonio dell’umanità. L’intento è anche quello di individuare altre strutture a rischio e suggerire eventuali provvedimenti.
E nei prossimi giorni il ministero spedirà a Pompei una «task force di archeologi, architetti e operai” per mettere in atto, come ci ha spiegato Cecchi, “un piano straordinario di manutenzione con l’aumento di personale tecnico».
Cecchi, se si dovesse dare la colpa a qualcuno di quanto accaduto a Pompei, contro chi si dovrebbe puntare il dito?
Non si tratta di dare colpe ma di individuare le cause dei crolli e provvedere a evitare che si ripetano. Sono state avviate ispezioni i cui risultati sono attesi a breve.
È possibile intanto anticipare qualcosa in merito?
Dietro i crolli recenti ci sono sicuramente le mancate verifiche e i controlli necessari o, quantomeno, queste verifiche e controlli non sono stati eseguiti come avrebbero dovuto.
Qual è la specificità di Pompei?
Abbiamo un grande territorio da tutelare, un vero e proprio museo a cielo aperto. Si pensi agli Uffizi e si immagini che non abbiano il tetto. Ebbene, anche se le strutture e gli affreschi di Pompei sono meno delicati delle tele conservate nel museo fiorentino, si tratta comunque di strutture estremamente fragili che necessitano di cure continue.
Quali sono i punti più a rischio del sito?
Ieri è stata avviata una campagna di verifica. La zona più a rischio è quella del bordo tra la parte scavata e la parte non scavata che tende ad appoggiarsi all’altra rischiando di franarle addosso. I veri sorvegliati speciali sono infatti i terreni addossati alle domus ancora sepolte proprio perché con le piogge rischiano sempre di allagarsi.
Per esempio?
Non si tratta di interventi eclatanti. Si tratta, appunto, di ispezioni, controlli, verifiche di varia natura, come quelle filmiche, da eseguire in tempi e modi specifici. La priorità è quella di presidiare il territorio per poter notare e segnalare subito eventuali criticità e attivare interventi quanto più possibile repentini.
- Venerdì 3 Dicembre 2010
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Commenti
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Il 5 Dicembre 2010 alle 20:45 indigesto ha scritto:
Pompei avrebbe bisogno di un Sindaco, di un’amministrazione solerte, cioè, che avesse per sola incombenza i problemi “urbanistici” quali lo smaltimento e l’irregimentazione delle acque piovane e di servizio, nonchè il contenimento dei “terrapieni”, soprattutto quando a ridosso degli edifici di interesse archeologico. A tutti gli edifici occorrerebbe porre massima cura negli interventi di manutenzione e restauro, di cui rendere responsabili tecnici ed archeologi nominati per comparti, costituiti magari anche da un solo edificio, qualora di rilevante importanza artistica e storica. Per la gestione e la vigilanza sui flussi turistici occorrerebbe un “assessorato” di vera e propria polizia urbana in grado anche di elevare multe e contravvenzioni agli eventuali trasgressori, nonchè un efficiente servizio di vigilanza notturna, da svolgersi con ronde operanti in presenza di una efficiente illuminazione.
Va tenuto conto che per il flusso turistico, che registra migliaia di presenze al giorno, Pompei è una città viva, sicuramente più di altre moderne, ed anche più “redditizia”, purchè del suo reddito non venga fatto pessimo uso distribuendo e sostenendo poltrone e poltroncine, coi risultati che poi tutti vediamo!
Il 6 Dicembre 2010 alle 10:42 personaggi ha scritto:
NUOVI CROLLI !
DI RITA BELLACOSA
Stamane, 1 Dicembre 2010, tra le 7 e le 7,30 si è verificato il cedimento per un altezza di circa 2 metri e per una larghezza di circa tre metri della parte superiore del muro grezzo in opera incerta divisorio tra i civici 1 e 2 della reg. VII, ins. 2, lungo la via Stabiana. La zona è stata immediatamente transennata e si stanno già mettendo in atto i primi interventi. Contestualmente è stato rilevato anche il cedimento della parte superiore della parete d’accesso di un piccolo ambiente laterale di servizio della casa detta del lupanare piccolo (Reg. IX, ins.5, nr.16), chiusa al pubblico. Anche in questo caso si sono immediatamente posti in opera gli interventi del caso. Le cadute di tali parti murarie vanno verosimilmente riportate alla perdita di coesione della malta antica che le legava a seguito delle martellanti piogge di questi giorni.
Ieri, 7 novembre 2010 ero in Pompei dove ho parlato al ministro Bondi di 4 case che ritengo pericolanti: 1) La Casa delle Nozze d’argento; 2) La Casa del Labirinto; 3) La Casa del Moralista; 4) La casa di Iulia Felix. Così raccontavo nei momenti immediatamente seguenti il crollo della SCHOLA ARMATURARUM, avvenuto intorno alle ore 6 del 6 novembre scorso. Il giorno dopo la zona appariva transennata, le macerie coperte da un telo bianco di plastica e il percorso turistico, per raggiungere Porta Anfiteatro, ridisegnato. La Domus, denominata Schola Armatorum era luogo degli allenamenti dei gladiatori dei quali all’interno erano conservate le armature. Il crollo aveva interessato le murature verticali della Schola ricostruite negli anni Cinquanta ed ora completamente distrutte. Salvi, invece, gli affreschi che occupavano la parte più bassa della casa per un’altezza di circa m.1,50. Nel mio recente sopralluogo, nei giorni scorsi, il telo di protezione non c’era più, spostato dal vento e ciò che rimaneva in piedi appariva precario, momentaneo. Oggi una nuova spiacevole sorpresa: il muretto di cinta del giardino retrostante la Casa del Moralista è crollato. Lungo circa sei metri per 60-70 centimetri di altezza, era protetto da una staccionata di legno a contenimento del terrapieno che preme alle spalle, ingrossato dalle piogge incessanti di questi giorni. Il manufatto era il rifacimento del muro originale crollato nel corso dei pesanti bombardamenti dell’aviazione statunitense nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1943 . Era stato eretto dopo la II guerra mondiale con la stessa pietra pomice del 79 d.C. e mescolato a malta e cemento. A Pompei i cedimenti si susseguono con una drammatica regolarità negli ultimi tempi. A gennaio c’era stato un crollo nella casa dei Casti Amanti, poi i danni al Termopolio e a fine Settembre un altro incidente nella casa di Giulio Polibio. Gli ultimi piani di restauro sono costati ben 79 milioni di euro in due anni di cui il 90% speso per la tutela e la messa in sicurezza della città antica. Un secondo stanziamento di 39 milioni avrebbe riguardato i restauri di Villa dei Misteri, la Fullonica, la casa dell’Efebo, di Loreio Tiburtino, del Criptoportico, di Venere in conchiglia, di Giulia Felice, l’antica spiaggia di Ercolano e la Villa di Poppea ad Oplontis. Due milioni di euro sono stati riservati alla manutenzione ordinaria dei siti. Tra gli ultimi restauri, quello della Casa di Giulio Polibio e quella della Domus dei Casti Amanti.
TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RITA BELLACOSA 2010
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