Armando Spataro: in ricordo di un giurista “im”parziale


Armando Spataro: in ricordo di un giurista "im"parziale

Armando Spataro, 62 anni il 16 dicembre, baffoni brizzolati e natali tarantini, è un magistrato stimato e integerrimo, esponente di spicco dei Verdi, la corrente più intransigente delle toghe. Il 4 dicembre è morto un suo vecchio amico, il giurista Vittorio Grevi, da sempre critico verso le iniziative in materia di giustizia del governo Berlusconi. Spataro lo ha celebrato con un coccodrillo sul Fatto quotidiano, dove si leggeva dell’accusa oltre che ai vari “lodi” di cui ancora si discute, quasi fossero una cosa seria». Lo stesso tocco sferzante e sprezzante di un Marco Travaglio.

Uno stile che si ritrova nella sua recente autobiografia, iniziata «davanti a un mare battuto dal vento». Si intitola Ne valeva la pena e risponde a un quesito postogli da un amico maresciallo dopo che il governo Prodi oppose il segreto di stato alle sue indagini sul sequestro dell’imam egiziano Abu Omar da parte della Cia. Sul punto Spataro non fa sconti a nessuno, neppure agli ex colleghi spediti in Parlamento dalla sinistra, da Luciano Violante ad Alberto Maritati.

Il libro ci descrive anchel’uomo Spataro, la formazione e l’esordio professionale come avvocato di un giovanotto «accusato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver emesso un rutto praticamente in faccia ai carabinieri». Affiora un animo sensibile («si sarà compreso che mi commuovo spesso» scrive) alla ricerca delle proprie radici. Il nonno Francesco fu avvocato in Sicilia e «credo possa aver difeso anche mafiosi». Il padre Vincenzo è stato magistrato. Ma prima «era partito volontario per la guerra» in marina e molti anni dopo ancora si commuoveva ripensando «alla resa delle nostre navi a Malta». Quando il figlio parte per Milano, per fare il magistrato, gli lascia un promemoria con le cose da non dimenticare. Tra queste, il modo in cui maneggiare le armi: «Se si tratta di un coltello a molla chiuso, tienilo lontano dal viso quando premi il bottone, se si tratta di una pistola, tienila sempre puntata verso l’alto».

Con questa educazione Spataro schiva il Sessantotto e si impegna nella lotta al terrorismo rosso. Pratica sport virili come la pallanuoto e il motociclismo, fa il dj e ascolta musica americana West Coast. La sua colonna sonora è Harvest di Neil Young. Oggi, dice Spataro, quel padre gli avrebbe ricordato che «il magistrato parla solo con le sentenze». Appunto.

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