Fiducia alla Camera per tre voti, Berlusconi ce l’ha fatta anche questa volta, portando a casa una vittoria sul filo di lana, incertissima ma dal forte contenuto simbolico, che fino a qualche giorno fa sembrava impensabile. Per Gianfranco Fini e il suo progetto, il no della Camera alla mozione di sfiducia è un alt pesantissimo.
Il sì al governo della deputata Siliquini (Fli) e quello inatteso della Polidori (Fli) (che col suo voto ha scatenato una rissa in aula) hanno consentito alla maggioranza di raggiungere quota 314 contri i 311 della minoranza, nelle cui fila si è aggiunto all’ultimo momento Paolo Guzzanti. Moffa, Fli, si è astenuto. Quali siano gli scenari che si aprono ora, con un governo forte di tre voti in più alla Camera, è difficile da prevedere. Ma tutti gli scenari sono possibili: il voto anticipato come preferirebbe Bossi, l’allargamento della maggioranza a Udc e Fli dopo il necessario chiarimento politico, la formazione di un incerto governo PdL+Lega che comprenda anche altri singoli transfughi delle opposizioni centriste ma che potrebbe portare dritti dritti al voto. Appare certo che, da questa ennesima prova di forza, Silvio Berlusconi ne è uscito ancora una volta come il dominus della politica italiana. Una curiosità: dopo un anno Fini, ex tabagista, ha fumato la sua prima sigaretta. Che sia anche l’ultima (politicamente parlando)?
Ipotesi 1: Elezioni anticipate. A chiederle con forza potrebbe essere l’alleato più fedele del premier Umberto Bossi. Se così fosse Berlusconi potrebbe scegliere di dimettersi e salire al Colle dal presidente Giorgio Napolitano nelle condizioni “migliori” per dettare le linee guida della “crisi pilotata”. In questo caso, dopo lo scioglimento della Camere da parte del Capo dello Stato, gli elettori sarebbero chiamati alle urne già nella prossima primavera o al massimo in autunno.
Ipotesi 2: Rimpasto di governo con allargamento della maggioranza. Il presidente del Consiglio potrebbe decidere per un rimpasto di governo allargando la maggioranza ai molti parlamentari indecisi che, pur avendo sfiduciato il governo, potrebbero entrare a far parte di un esecutivo con una diversa composizione ministeriale. Qualora i transfughi della mozione di sfiducia fossero in un numero consistente il governo potrebbe puntare a durare fino al termine della legislatura o comunque più di qualche mese come invece accadrebbe se i numeri rimanessero quelli della fiducia ottenuta oggi alla Camera.
Ipotesi 3: Allargamento della maggioranza a Udc e Fli attraverso un nuovo patto di legislatura con i moderati come proposto ancora ieri da Silvio Berlusconi durante i suoi interventi a Montecitorio e Palazzo Madama. Ipotesi questa che appare comunque piuttosto remota dal momento che, anche nelle ultime ore, sia Casini che Fini hanno respinto l’offerta del premier. Non si capirebbe inoltre perché un accordo politico di tale natura arrivi solo ora dopo che per mesi i protagonisti della politica hanno scelto la strada del muro contro muro.
Ipotesi 4: La maggioranza non cambia. Il premier potrebbe decidere di continuare a governare con una maggioranza risicata, quale quella uscita dal voto di fiducia, e col rischio di continue debacle a Montecitorio. Si tratterebbe comunque della strada meno praticabile perché difficilmente il governo resisterebbe più a lungo di qualche mese. E il voto, come anticipato da Bossi, è dietro l’angolo.
- Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti
- Vittoria e sconfitta sui volti dei protagonisti
- Gianfranco Fini
- Scontri fuori dal parlamento tra manifestanti e polizia
- Martedì 14 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 14 Dicembre 2010 alle 16:37 foxgrin ha scritto:
L’onesta razionalità ha vinto su l’arrembaggio costi quel che costi. I vari Casini, Fini, Dipietro, che hanno fatto propaganda elettorale per i loro interessi a scapito degli Italiani per fortuna sono stati sconfitti, ora se hanno la faccia si dimettano loro, come hanno chiesto le dimissioni di chi ha avuto il consenso a seguitare a governare.
Il 15 Dicembre 2010 alle 0:22 Circolo Luce Del Sud » Dopo la fiducia: ora Bossi apre all’Udc ha scritto:
[...] “Non ci sono preclusioni della Lega a un ingresso dell’Udc nella maggioranza”. Queste le parole con cui Umberto Bossi apre a quell’ipotesi di allargamento in vista di un nuovo patto di legislatura con le forze moderate promosso da Berlusconi per assicurare al suo governo la sopravvivenza fino al termine della legislatura dopo la fiducia ottenuta oggi sia in Senato che alla Camera. [...]
Il 15 Dicembre 2010 alle 15:54 indigesto ha scritto:
L’Età elisabettiana volge al termine, ma senza aver apportato alcun beneficio, anzi! facendo piombare il Paese nel disordine politico e di piazza. Disordini che, anche se non legati tra loro, costituiscono l’uno l’alibi dell’altro. Dovrebbe esserci una presa di coscienza da parte dei ribelli, ma difficilmente dei rivoltosi, per lasciare il campo a chi ha ancora la dignità per mettersi al servizio del Paese, e recuperare così tutto il tempo malamente speso a perseguire un solo scopo, che di politico e di morale non ha proprio nulla!
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