«E’ ancora molto complicato oggi riuscire a razionalizzare quanto accaduto ieri».
All’indomani dei violentissimi scontri che per ore hanno tenuto in ostaggio l’intero centro di Roma, a Panorama.it parla uno dei giovani che si trovava in piazza a manifestare mentre alla Camera il governo Berlusconi riceveva la fiducia. «Una manifestazione pacifica – racconta Tiziano, studente di Scienze Politiche, una delle facoltà della Sapienza mobilitate contro il ddl Gelmini – fino a quando è successo qualcosa che nemmeno noi ci aspettavamo». Che non si aspettavano i manifestanti pacifici e che nessuno avrebbe voluto vedere, soprattutto i cittadini di Roma costretti ad assistere alla devastazione dei luoghi, delle vie, delle piazze simbolo della loro città e in particolare di tutta la zona del cosiddetto “Tridente”, ossia l’area tra Via del Corso e Piazza del Popolo trasformata in un vero e proprio campo di battaglia.
Cassonetti dati alle fiamme, auto bruciate, sanpietrini divelti dal manto stradale e lanciati a raffica contro chiunque si trovasse a passare da quelle parti in quei momenti, turisti, commercianti e residenti compresi: era dagli anni Settanta che nulla di simile si era più visto nel centro della Capitale.
Per questo il Comune si costituirà parte civile contro gli autori della devastazione. Ad annunciarlo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha stimato i danni in 20 milioni di euro.
E mentre il governo ha annunciato che riferirà alla Camera su quanto avvenuto, sui siti e i giornali monta la polemica sulla presenza di black bloc stranieri e di presunti infiltrati delle forze dell’ordine tra i più facinorosi.
La polizia, da parte sua, respinge con forza ogni sospetto alimentato soprattutto da una sequenza di immagini che ritraggono un personaggio con un cappotto marrone, una sciarpa bianca sul volto e un guanto rosso che in diversi momenti viene ritratto o con una pala, o con un manganello in mano – di quelli apparentemente in uso alle forze dell’ordine – o con un paio di manette, o nell’atto di lanciare oggetti. Personaggio che la Questura ha comunque già identificato come un giovane estremista di sinistra smontando così ogni illazione.
Tiziano, quando vi siete resi conto che la situazione stava degenerando?
Va detto anzitutto che il movimento studentesco, che da settimane sta manifestando pacificamente contro la riforma dell’università, ieri era a Montecitorio per ribadire la sua contrarietà al ddl e alla fiducia al governo, ma anche per incontrare gli aquilani giunti a Roma e tutti quei movimenti scesi in piazza per esprimere una forte volontà di cambiamento ma comunque in modo pacifico e gioioso. L’umore è cambiato dal momento dell’annuncio della fiducia.
Cosa è successo esattamente?
Quello che abbiamo potuto registrare è stata la reazione rabbiosa di una massa di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, del tutto non preorganizzata né premeditata. Noi stessi siamo stati colti di sorpresa.
Quindi non vi addebitate alcuna responsabilità?
No perché non ci aspettavamo assolutamente che sarebbe successa una cosa del genere.
Hai parlato dell’annuncio della fiducia come possibile motivo scatenante delle violenze. Ti sembra anche che sia sufficiente o pensi che dietro tutto ci sia stato anche dell’altro?
E’ ancora difficile trovare delle risposte. Sappiamo che c’è stata una reazione di rabbia, di frustrazione da parte di chi, fino a questo momento, era stato zitto. Noi, come movimento studentesco, sapevamo di aver smosso qualcosa, evidentemente ieri è saltato il tappo di una bottiglia di cui nessuno sospettava il contenuto e sarebbe giusto che ognuno si interrogasse su questo.
Come giudichi il comportamento delle forze dell’ordine?
La polizia è risultata impreparata nel gestire la situazione. Non solo: la militarizzazione dell’intera area ha certamente esasperato gli animi. Abbiamo subito il continuo lancio di fumogeni, cariche, posso testimoniare di blindati che sfrecciavano a velocità folle per via del Corso travolgendo ogni cosa. Se si unisce questo alla notizia di una fiducia ultracontestata, si capisce l’esplosione di rabbia
Quindi i black bloc non c’entravano niente?
Le notizie che abbiamo letto oggi di squadre di black bloc che si sarebbero impossessati della testa del corteo sono false. I black bloc non c’erano. Lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei fermati sono tutti giovani, molti minorenni, completamente incensurati.
Quanti fermati esattamente?
Gli studenti fermati sono stati 41, alcuni già rilasciati. Gli arresti confermati invece sono stati 25. Arresti per lo più, ci tengo a sottolineare, del tutto arbitrari.
L’editoriale del direttore di Panorama
- Mercoledì 15 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 15 Dicembre 2010 alle 21:11 indigesto ha scritto:
Molto equivoca la testimonianza di questo giovane, cara claudiadaconto. Prima parla di manifestazione pacifica e gioiosa (forse in previsione della sfiducia), poi descrive di una rabbiosa reazione di questi pacifici e gioiosi manifestanti (fino al punto di bruciare blindati, devastare e far brillare bombe-carta)alla notizia della fiducia, indi nega che vi siano stati “infiltrati” se non nelle forze dell’ordine. Credo si tratti di uno “studente” fortemente politicizzato, di quelli “pupari”(che probabilmente ci ritroveremo tra qualche anno in Parlamento) e non “pupi”, che si fanno strumentalizzare stupidamente. La prossima volta se lo scelga con maggior cautela, se non vuol far ridere i polli! Saluti.
Il 16 Dicembre 2010 alle 1:06 pasalaam ha scritto:
Certo che a delle storie come questa, bisogna proprio aver voglia di credere.
Ma quale “giovane pacifista”? Se voleva fare il suo dovere pacificamente, poteva andare in classe.
Secondo mé, si tratta di un altro pisquano rosso che ci prende per i fondelli usando come intermediario un credulo cronista.
Il problema é, come dice “indigesto” che probabilmente, anche grazie alla vostra ingenua pubblicità, ce lo troveremo in parlamento trà qualche anno.
Capanna, Negri e compagnia ne sono l’esempio.
Il 19 Dicembre 2010 alle 18:47 aldo1110 ha scritto:
Giovane pacifista,studente fortemente politicizzato? Ma che discorsi sono?Quelli col caco ed il passamontagna che copriva testa e viso,sono sono dei teppisti ovviamente assoldati da organizzazioni di estrema sinistra.E non veniamo con la favola degli anarchici,i quali ,anche se fuorviati e pericolosi,sono degli idealisti sbagliati,ma sempre idealisti.I devastatori di Roma,fanno parte di quei tipi cari a D’Alema e Bersani,che nell’arco Iris si ubicano tra il rosatello acceso ed il rosso purpureo tipo sangue che ci ricorda tanto le Brigate,ovviamente,Rosse.
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