Che cosa successe davvero il 7 aprile 1979

Antonio Negri, ai tempi del carcere seguito agli arresti del 7 aprile 1979

Antonio Negri, ai tempi del carcere seguito agli arresti del 7 aprile 1979

«Evocare un nuovo 7 aprile è una sciocchezza. Per il momento non vedo nessun piano preordinato di ribaltamento del sistema  come c’era allora». Non ha dubbi Pietro Calogero,  nel 1979 grande accusatore dei vertici della cosiddetta Autonomia operaia organizzata e oggi procuratore generale di Venezia presso la Corte d’Appello. La boutade di Maurizio Gasparri sull’arresto preventivo dei manifestanti  in vista del voto decisivo della riforma Gelmini a Palazzo Madama non tiene conto, secondo Calogero, né del clima politico né dell’effettiva pericolosità  del movimento di contestazione sceso in piazza  a Roma.

Alla fine degli anni 70, secondo questo magistrato padovano considerato allora vicino all’ala dura del Pci (Ugo Pecchioli e Luciano Violante), c’era un «filo rosso»  che teneva insieme il «partito armato» e il gruppo dirigente dell’Autonomia. Oggi non c’è né il terrorismo diffuso, né un movimento così capillare e organizzato come quello che incendiò le città italiane dopo la famosa cacciata di Luciano Lama dalla Sapienza.  «Non servono nuove misure emergenziali», dice Calogero. Il punto di vista di questo magistrato padovano che, nel 1979, ordinò l’arresto di tutto il gruppo dirigente di Potere Operaio (Toni Negri, Oreste Scazone, Franco Piperno) è condiviso anche da Virginio Rognoni, 86 anni, nel 1979 ministro degli Interni democristiano del primo governo di unità nazionale che vedeva l’appoggio esterno (in chiave antiterroristica) del Pci di Enrico Berlinguer. «Quello di oggi è un problema di ordine pubblico - dichiara -  quello dei miei tempi era terrorismo».

Certo, fa specie che a evocare una delle inchieste più controverse della storia italiana sia stato un esponente di primo piano di un governo che ha fatto una bandiera del «garantismo» per gli imputati.  Allora, trentun anni fa, quando all’alba scattò la  maxiretata ordinata da Calogero, finirono in carcere decine e decine di persone in tutta l’Italia molte delle quali si rivelarono innocenti dopo pochi mesi, molte delle quali furono accusate non di fatti specifici, come ci si attende in un’aula di tribunale, ma di indimostrabili reati associativi mutuati dal codice  Rocco.  Toni Negri, il professore padovano che con i suoi scritti aveva ispirato l’ala dura del movimento del 77 dando una copertura culturale alla guerriglia di piazza,  fu accusato di essere persino il telefonista  delle Brigate Rosse ai tempi del sequestro Moro. Al di là delle indubbie responsabilità dei cattivi maestri dell’epoca, il teorema Calogero citato da Gasparri, insomma, si rivelò privo di fondatezza. Perché l’idea che vi fosse un grande vecchio o un’unica centrale eversiva che muoveva tutte le violenze extraparlamentari non aveva alcuna corrispondenza con il clima dell’epoca.

Quell’inchiesta - che oggi sembra tornare d’attualità - fu considerata anche da molti avvocati garantisti  come la madre di tutte le indagini emergenzialiste che fecero strame del diritto degli imputati. Non è un caso che, tra coloro che si batterono contro il teorema Calogero, spiccavano   i nomi di avvocati garantisti non a corrente alternata come Giuliano SpazzaliGaetano Pecorella. Uomini che qualche anno più tardi avrebbero difeso imputati eccellenti di Tangentopoli o lo stesso presidente del consiglio in alcuni processi basati spesso non su contestazioni puntuali ma su teoremi giudiziari. Interessante sugli scontri di Roma anche un commento di Oreste Scalzone, un altro leader dell’Autonomia finito in carcere il 7 aprile 1979. Non solo contro la provocazione di Gasparri ma anche contro Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: «La signora Finocchiaro – ha osservato – aveva sfoderato la solita abbietta dietrologia straparlando di poliziotti infiltrati tra quei manifestanti». «Siamo al punto – ha  sottolineato Scalzone – che è il capo della polizia Manganelli che deve farsi carico di parlare della rabbia sociale che muove soprattutto i giovanissimi, per lamentare che una ‘voragine di vuotò affida alla polizia ed esclusivamente ad essa la gestione del problema».

Pino Nicotri, giornalista de L’Espresso arrestato il 7 aprile 1979,  ricorda quegli anni. Oreste Scalzone, ex leader dell’Autonomia, risponde a Maurizio Gasparri

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 20 Dicembre 2010 alle 22:05 indigesto ha scritto:

Troppa “sapienza” in quelle menti, mi par di capire, a quei tempi, per paragonarla al teppismo di oggi. Meglio sarebbe stato se avessimo potuto fare a meno di quella “sapienza”! A maggior ragione, si potrebbe dunque dire, se privi di quel supporto “ideologico” di allora, i teppisti dovrebbero essere trattati da teppisti, giusto come quelli che imperversano negli stadi. Il fatto è che gli ideologhi di oggi, che aizzano le folle di giovani, si esibiscono sulla stampa e sulla TV e siedono in Parlamento. Garantisti quando si parla di teppisti e forcaioli quando si parla di Istituzioni. Il tutto per un pugno di voti!

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101