Afghanistan: la guerra di un soldato italiano »
L’uccisione del maiale è sempre una data fondamentale. Una volta era proprio una festa, con i parenti e i vicini che venivano e tenevano fermo l’animale mentre il capofamiglia lo sgozzava. Dopo, tutti a tavola per ringraziare. Oggi è tutto diverso: a uccidere il maiale pensa il macellaio e al posto del coltello c’è una speciale pistola. Ma è sempre un evento: salsicce, prosciutti, bistecche, braciole, filetto, cotiche, nervetti… non si butta niente, come dice il proverbio, e si fanno provviste per l’inverno grazie a un bel freezer. Per Franco, dopo la parentesi afghana, significa il ritorno a casa, alla sua campagna, alla vita contadina che ha nel sangue e di cui va orgoglioso. Tra poco tocca a un altro maiale: è femmina e bisogna aspettare la luna calante. L’evento è fissato per il 21 gennaio.
- Martedì 4 Gennaio 2011

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