Battisti: spiragli per l’estradizione

Battisti: prevale la realpolitik«Come ha detto lo stesso presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, questa è una questione giudiziaria e riservare un trattamento giudiziario alla questione è un segnale molto positivo da parte del governo italiano». Risponde così il nuovo ministro degli Esteri brasiliano Antonio Patriota al più importante settimanale brasiliano, Veja. Un modo diplomatico per confermare senza esporsi troppo che su Battisti non è ancora detta l’ultima parola, nonostante il “no” all’estradizione dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC) espresso dall’ex presidente Lula nelle ultime ore del suo mandato, il 31 dicembre scorso.

L’Italia – chiede  Veja a Patriota - ha annunciato che intende denunciare il Brasile presso la corte Internazionale dell’Aja per il rifiuto di estradare il terrorista Cesare Battisti. Lei crede ci siano le condizioni per il Brasile di difendere la permanenza di Battisti qui la motivazione che lui soffrirebbe una “persecuzione politica” in Italia? «Questa è una decisione dell’amministrazione che ha chiuso il suo mandato il 31 dicembre 2010», risponde ancora il Frattini brasiliano, «e io me ne interesserò nella misura in cui creerà qualche frizione diplomatica tra Brasile e Italia. Al momento si tratta di un caso giuridico di cui si occupa il STF». Insomma, la politica brasiliana che conta per le relazioni internazionali, delega con un sospiro di sollievo al massimo organo giuridico del suo paese, il Supremo Tribunal Federal, il destino di Battisti.

Andiamo allora al giudiziario, che oramai deciderà la sorte di Battisti. Sempre ieri ha parlato alla stampa verde-oro anche uno degli 11 giudici che compongono il STF, quel Gilmar Mendes che si occuperà direttamente del caso Battisti a partire dal prossimo 2 febbraio, quando riprenderanno i lavori dopo il periodo di gennaio, in cui tutto il Brasile è praticamente “chiuso per ferie”.

Intervistato dal quotidiano Gazeta mentre si trovava a Diamantino, la sua città natale, Mendes ha detto alcune cose molto importanti per cercare di trovare il bandolo della matassa di questa intricata vicenda che mischia i nostri anni di piombo con gli anni della dittatura verde-oro e che, forse proprio per questo, ha creato più di una incomprensione tra due paesi tradizionalmente amici come Brasile ed Italia come ha sottolineato ieri Napolitano. Soprattutto perché essendo relatore del caso – ovvero sarà lui a presentarlo agli altri giudici del STF –Mendes avrà un’influenza notevole sulle decisioni degli altri membri, solitamente inclini a seguire le direttive del relatore. La prima notizia importante è che, pur potendo decidere già dalla prossima settimana «da solo secondo la legge», Mendes aspetterà la ripresa dei lavori.

«Questa è una mia decisione che posso già confermare. Anche perché se decidessi da solo nei prossimi giorni, qualcuno dei giudici farebbe subito ricorso. Per questo ho scelto di portare di fronte alla seduta plenaria dell’organo la questione Battisti». Un altro punto da segnalare che va a favore delle richieste italiane è che, assieme al presidente del STF Cesar Peluso, nel novembre 2009 fu lo stesso Mendes il più convinto sponsor dell’estradizione dell’ex terrorista dei PAC.

Resta da segnalare che manca un giudice al STF perché il giudice Eros Grau ha lasciato il massimo organo giuridico brasiliano per raggiunti limiti di età e che fu decisivo per far ritornare l’ultima parola sul caso Battisti a Lula con un parere contestatissimo che poi, pochi giorni dopo, fu costretto a cambiare. Secondo fonti raccolte da Panorama.it il posto di Eros Grau potrebbe essere preso da Luis Inácio Adams, l’Avvocato Generale dell’Unione che ha dato il parere giuridico su cui si è basato il “no” di Lula ma, anche se dovesse essere lui il prescelto, sarà costretto ad astenersi dalla votazione non avendo seguito il caso dall’inizio.

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Il 11 Gennaio 2011 alle 14:06 Battisti: spiragli per l’estradizione | Notizie Più ha scritto:

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