La Corte costituzionale ha respinto parzialmente (12 sì, 3 no) la legge sul legittimo impedimento (qui il testo della legge), bocciandone alcune parti della legge e fornendo un’interpretazione restrittiva di altre. In particolare, per i processi a carico del presidente del Consiglio (Mediatrade, Mills, Mediaset), saranno i giudici a valutare, caso per caso, l’indifferibilità della concomitanza dell’impegno istituzionale con l’udienza cui sarà chiamato il premier, nell’ottica - anticipa l’Ansa - di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.
BOCCIATI DUE COMMI
Non si tratta di una bocciatura tout court, semmai di un’interpretazione restrittiva della legge che conferirà al potere giudiziario la valutazione sull’effettivo impedimento. La bocciatura piena - che non riguarda il comma 1, di cui è stata fornita solo un’interpretazione restrittiva - riguarda due commi della legge 51 del 7 aprile 2010:
1) il comma 4, quello che prevede che «ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi». L’illegittimità in questo caso, secondo la Consulta, nascerebbe dalla violazione dell’articolo 3 («tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…») e dell’articolo 138 («le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione..) della Costituzione.
2) Il comma 3 («il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza») nella parte in cui non prevede espressamente che il giudice valuti in concreto l’impedimento indicato, come già stabilisce l’articolo 420-ter del codice di procedura penale.
REAZIONI POLITICHE
Le reazioni politiche non sino fatte attendere. Sandro Bondi: «La Consulta ha stabilito la superiorità dell’ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all’esercizio della responsabilità politica e istituzionale. Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra Costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico». Anna Finocchiaro: «La Consulta ha bocciato l’automatismo disposto dalla legge e la certificazione di Palazzo Chigi e ha rimesso ai giudici la valutazione relativa al rinvio dell’udienza per contemperare le esigenze della giurisdizione con quelle dell’esercizio del diritto di difesa e della tutela della funzione di governo». Adolfo Urso (Fli): «Le sentenze della Corte Costituzionale vanno sempre e comunque rispettate. Nessuno colga l’occasione per farne strumento di parte». Quanto al premier aveva detto quello che pensava ieri, al termine del vertice bilaterale italo-tedesco con la cancelliera Angela Merkel: «Non c’è nessun pericolo per la stabilità di governo qualunque sia l’esito della decisione della Corte costituzionale».
- Giovedì 13 Gennaio 2011
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Commenti
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Il 13 Gennaio 2011 alle 19:57 pv21 ha scritto:
GHEDINI non perde occasione.
Non c’è leale collaborazione istituzionale - commenta - quando una autorità giudiziaria non riconosce legittimità di impedimento ad un Consiglio dei Ministri.
Ghedini non sa (o dimentica) che a fissare la data del Consiglio è proprio il Presidente?
Nel teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO non cambia mai il copione …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
Il 13 Gennaio 2011 alle 20:44 indigesto ha scritto:
Che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla Legge (si badi bene: solo cittadini e non soggetti giuridici) è solo un disposto della Costituzione. Giusto finchè si vuole, ma milioni di cittadini sanno perfettamente quanto, in pratica, questo disposto venga osservato, soprattutto in sede di controversie tra cittadini ed altri “soggetti giudici”.
Il 13 Gennaio 2011 alle 21:22 La Consulta respinge in parte la legge sul legittimo impedimento | Notizie Più ha scritto:
[...] La Consulta respinge in parte la legge sul legittimo impedimento Segnala presso: Articoli CorrelatiLegittimo impedimento: cinque ipotesi per la Corte [...]
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