La battaglia giudiziaria, dunque, è appena cominciata. Dietro consiglio dei suoi avvocati, che gli hanno suggerito di prendere tempo per articolare una linea difensiva più efficace, il Cavaliere non sembrerebbe intenzionato a presentarsi dai Pm di Milano che l’hanno convocato per il prossimo fine settimana accusandolo di reati quali concussione e prostituzione minorile.
Comunque la si voglia guardare, questa vicenda ha tutto il sapore della resa dei conti finale. Una guerra, quella tra alcune procure e Berlusconi, che continua dal 1994 ma che oggi sembra trovare il suo esito naturale in un’inchiesta tutto sommato minore, come quella legata alle visite ad Arcore di un’avvenente e scafata ex diciasettenne marocchina. Il perché di questa drammatizzazione dei toni è chiaro: chi vince questa battaglia prende tutto il piatto. I toni del presidente del Consiglio da un lato e l’eccezionale e per alcuni sproporzionato dispiegamento di forze messo in campo dalla procura dall’altro ne sono la conseguenza. Né il premier né i magistrati, del resto, possono permettersi di fare passi palsi. E questo perché il risultato finale è a somma zero. Il vincitore, insomma, può essere uno solo dei due contendenti, come risulta chiaro anche da una lettura smaliziata dell’ultimo messaggio tv del premier, quando avverte che è giunta l’ora di una improrogabile riforma della giustizia che, di fatto, blocchi quello che ritiene lo strapotere dei giudici.
Certo, fa specie che un Paese in crisi come l’Italia rimanga emotivamente inchiodato per anni, o decenni, su questioni secondarie, come quelle legate alle abitudini private o sentimentali del presidente del Consiglio, del quale tutto si può dire, persino, provocatoriamente, che sia un vecchio sporcaccione come ha scritto Maurizio Belpietro nel suo editoriale su Libero, ma non, senza suscitare ilarità, che gestisca un giro di prostituzione minorile i cui sfruttatori si chiamerebbero Lele Mora, Nicole Minetti, Emilio Fede. Sulla soap Berlusconi, insomma, non è ancora calato il sipario. E il popolo italiano, alle soap, è affezionato. Ma i problemi del Paese, lo sanno tutti, anche i magistrati, sono e rimangono altri che non quanto avvenuto ad Arcore, il 25 aprile scorso.
- Lunedì 17 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 17 Gennaio 2011 alle 21:17 Battaglia finale sul caso Ruby | Notizie Più ha scritto:
[...] the rest here: Battaglia finale sul caso Ruby Segnala presso: Articoli CorrelatiBerlusconi in tv: «Mai pagato donne, ho una relazione [...]
Il 18 Gennaio 2011 alle 17:11 popolano ha scritto:
Non c’è nessuna battaglia. La magistratura sta serenamente indagando un fatto scabroso - va ricordato- nato dall’arresto di Ruby e dal conseguente agire del presidente del consiglio a suo favore. La magistratura deve accertare i fatti nell’interesse e a tutela dei cittadini inclusi elettori, eletti e signorine. Se nulla vi è da nascondere nulla emergerà, se non vi è ricattabilità nulla vi sarà da obiettare. E’ di certo interesse del paese sapere se il presidente del consiglio rispetta le leggi, ancor prima di volerle cambiare e se può serenamente e responsabilmente guidare il paese.
Il 18 Gennaio 2011 alle 17:50 nhico ha scritto:
“La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. I voti sono più forti delle pallottole.” L’aforisma di Abraham Lincoln è di un’attualità sconfolgente. Ci trafigge il cuore e la mente e ci lascia senza fiato. Eppure gli echi che lascia nel nostro animo sono incommensurabilmente più sconvolgenti. Perché ci mettono davanti alle nostre indergogabili responsabilità di cittadini. Mentre tutt’intorno i politici e la stampa continuano a fare il teatrino di sempre. Compreso il Quirinale. Non è vero che il Paese è turbato. Il Paese è doppiamente turbato. E’ turbato al pensiero che a Palazzo Chighi possa esserci un magnaccia, ma è altrettanto turbato al pensiero che la magistratura, mettendosi sotto i piedi la legge, sia passata dalle intecettazioni a strascico alle intercettazioni a reticolato. Intercettando le telefonate, e quindi indagando, indistintamente tutte le persone che, per un motivo o per un altro, si erano messe in contatto con S.B. E di conseguenza indagando SB senza la prevista, costituzionale autorizzazione. Neppure nella Germania hitleriana le toghe erano arrivate a tanto. Possibile che il giudiche che ha firmato tutte queste autorizzazioni non sia stato sfiorato mai dal dubbio che stava commenttendo un abuso d’ufficio? Possibile che non si è reso conto che, senza la pur minima ipotesi di reato, non poteva concedere quelle autorizzazioni? Possibile che il CSM resta insensebile a fatti di questa gravità e alla corsa frenetica inziata dalle nostre procure per potere arrivare prima a ghigliottinare il tiranno? Possibile che da Napolitano in giù a nessuno viene in testa che c’è concreto il rischio di una guerra civile? E’ vero che l’Italia non è la Grecia o la Tunisia. Ma quando la gente scende in piazza, si sa come comincia e non si sa come va a finire. E di certo negli italiani c’è tanta voglia di scendre in piazza.
Il 18 Gennaio 2011 alle 18:15 dinmau ha scritto:
“La magistratura sta serenamente indagando”?. Che coraggio, sta “serenamente” facendo disastri da 17 anni! Il guaio è che fa solo quello. Si dimentica, la nostra magistratura di depositare le sentenze; lascia liberi i criminali per decorrenza dei termini, assassini che falciano, in stato di ebrezza, intere famiglie. Non indaga su chi sta dalla loro parte politica, spreca un sacco di quattrini e si lamenta per le scarse risorse; lo fa metodicamente, con deliberata supponenza e non paga MAI. Malgrado i tanti “sinistroidi”, in astinenza da governo, dalle pagine dei giornali gridino la loro voglia di “far fuori” finalmente Berlusconi, non è ancora detto che ci riescano. Se ancora una volta, come spero, l’assalto alla baionetta delle procure dovesse fallire, allora finalmente avremo la RIFORMA DELLA GIUSTIZIA!
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