«Negare l’Olocausto sarà un reato penale»

Un'immagine di una baracca di un campo di concentramento nel film - documentario di Mimmo Calopresti , ''Volevo solo vivere''( ANSA)

Un'immagine di una baracca di un campo di concentramento nel film - documentario di Mimmo Calopresti , ''Volevo solo vivere''( ANSA)

Giovedì si celebra la Giornata della memoria per commemorare le vittime della Shoah. E il Guardasigilli Alfano ieri, durante un incontro, ha annunciato “la costituzione immediata di un gruppo tecnico di lavoro per valutare la scrittura di una norma che affermi il reato di negazionismo”, rilanciando di fatto una proposta sollecitata mesi fa dal presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

Un tema delicato: da una parte, infatti, chi nega lo sterminio messo in atto dai nazisti e dai fascisti (o ne limita le dimensioni) non solo offende la memoria e la sensibilità dei sopravvissuti ai campi di concentramento e dei loro familiari, ma ripugna a tutti coloro che difendono i valori di una democrazia; dall’altra, però, come hanno sottolineato alcuni esperti, introdurre un reato del genere potrebbe porre dei limiti alla libertà di espressione, con possibili ostacoli costituzionali (art.21).

Un dibattito non certo recente, quello sul negazionismo, e che ha diviso in questi anni l’opinione pubblica in Italia. In Europa alcuni paesi hanno già una legge in materia: in Francia, Austria, Germania e Belgio chi nega la Shoah finisce in gattabuia. In Italia, invece, è possibile negarla, persino all’università. Lo ha fatto il professor Claudio Moffa dell’Univeristà di Teramo: a ottobre ha tenuto una lezione per dimostrare che in nessun documento Hitler ha ordinato lo sterminio di massa di ebrei, zingari, omosessuali e disabili. Il caso, neanche a dirlo, è balzato sulle prime pagine dei quotidiani, ma dopo una settimana di polemiche tutto si è risolto in una bolla di sapone.

Ora, sollecitata dalla comunità ebraica, scende in campo anche la giurisprudenza. Ma la domanda resta: può il diritto penale combattere il negazionismo senza violare la Costituzione? Può, insomma, la legge contrastare un’opinione? Secondo il ministro Alfano è possibile, perché il negazionismo non è appunto un’opinione, ma “il risultato di una operazione che si colloca all’opposto dei valori delle nostre democrazie”.

”Negare la verità significa uccidere una seconda volta le vittime”, ha spiegato il Guardasigilli, rimandando a una tesi cara alla giurisprudenza tedesca secondo cui il negazionismo non è un problema in se stesso, ma lo diventa per ”l’offesa inaccettabile che si reca ai sopravvissuti e ai loro discendenti”. Secondo Alfano, insomma, chi nega la Shoah, anche con una parvenza di scientificità e di rigore nel metodo, come accade durante una lezione universitaria (vedi caso Moffa), sarebbe allo stesso livello di chi usa in pubblico slogan neonazisti o istiga alla discriminazione razziale, questi ultimi due in Italia reati (legge Mancino).

Eppure c’è chi pone alcuni dubbi a proposito: non è forse il dibattito nei giornali, negli atenei e nei convegni il luogo più opportuno dove mostrare la falsità di un’opinione, come quella di chi nega la realtà dello sterminio degli ebrei? Lo ha ricordato su La Stampa Sergio Minerbi, docente di relazioni internazionali all’università di Haifa ed ex ambasciatore israeliano a Bruxelles: ”Dubito che la definizione di reato sia la migliore per combattere il fenomeno: lo affiderebbe alla giustizia finendo per eliminare la discussione”. Senza contare che una legge del genere offrirebbe anche un pretesto per i negazionisti: li farebbe passare per vittime a cui è stata tolta la libertà di espressione. Tuttavia non vietiamo già in Italia agli ultras neonazisti di esporre la svastica nelle curve degli stadi, limitando di fatto la loro “libertà” di offendere chi di quel regime è stato vittima?

Proposta del ministro Alfano: “Negare la Shoah in pubblico sarà un reato”. Un limite alla libertà di espressione?

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 25 Gennaio 2011 alle 14:15 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

Vede pagliuzza, ma la trave la rivedi a Genova?
D’accordo, ma come mai un’ideologia come il Comunismo che ha ucciso oltre 150.000.000 d’esseri umani nessuno s’insiste a ricostruire Partiti di questa idiota e funesta ideologia?
Io credo che sia insulto alla vita visto che questi regimi. Con forca fucilazioni li fanno morire di fame tanto di importarli diventando commercio d’esseri umani, né l’Onu, né la Ue si preoccupa, forse perchè quest’ultima, n’è piena d’ex Kompagnuzzi di pane e cicoria, ma con la tessera? Rutelli rimember. Così il Pdl diventa pe’ cchisti omofonico solo perché disciplina gli extracomunitari?

Il 25 Gennaio 2011 alle 14:30 indigesto ha scritto:

A fronte di certe evidenze come documenti, testimonianze, reperti e quant’altro, è da sempre che gli storici formulano teorie nell’intento di ricostruire i fatti. E’ pur vero che la storia la scrivono i vincitori, ma è altrettanto vero che gli sforzi degli studiosi tendono a ristabilire la verità, anche se taluni, in ogni epoca, interpretano gli eventi in modo balzano. C’è perfino chi ha messo in dubbio che Cristo sia mai esistito, e nessuno se ne scandalizza. In ogni caso la ricerca storica, sia pur tendenziosa, non può essere coercita da stupide leggi. Sono già sufficienti le verità inoppugnabili, anche quelle di cui si fa uso eccessivo.

Il 25 Gennaio 2011 alle 16:09 Tweets that mention «Negare l’Olocausto sarà un reato penale» - Italia - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by Igor Kogut, massimo morici. massimo morici said: Negare la Shoah sarà un reato, un limite alla libertà di espressione? http://goo.gl/PgkNm [...]

Il 25 Gennaio 2011 alle 16:57 marcolinguardo ha scritto:

“Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che il disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna”. Galileo Galilei

Lor signori,
cosa sapremmo oggi e cosa saremmo se prima di noi su qualsiasi materia fosse stato impossibile disputare?
Primitivi.
La Terra sarebbe restata piatta e il Sole avrebbe continuato a girar attorno ad essa.
Oppure - per non volare troppo in alto e restare in tema - il massacro di Katyn sarebbe restato opera dei nazisti.
Ogni ramo del sapere è soggetto a investigazione e - se dovuto - a revisione.
Imporre per legge anche un solo argomento sul quale non sia possibile dibattere è un insulto all’intelligenza umana ma soprattutto l’ennesimo tradimento di quei termini autoreferenziali quali democrazia e libertà.
Un saluto a quanti hanno scritto prima di me e quanti lo faranno dopo.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101