Federalismo, Bossi e Berlusconi in coro: Si va avanti

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Claudia Daconto«Non si va ad elezioni». A qualche ora dal pareggio in Bicameralina sul fisco municipale, Umberto Bossi ha emesso la sentenza più attesa: il futuro della legislatura è salvo. Come se fosse l’allenatore di una squadra di calcio che in trasferta evita la sconfitta e porta a casa un punto, il numero uno del Carroccio preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. Sì, ma per quanto?  Oggi, comunque, la pensa così e Silvio Berlusconi, almeno per questa notte, può dormire tranquillo. «Il patto con la Lega è saldo - ha detto il premier al termine del vertice di maggioranza convocato a Palazzo Grazioli - Il governo va avanti».
Come ampiamente previsto, il voto in Commissione bicamerale è finito in parità, 15 a 15.  Un risultato che si traduce con un sostanziale nulla di fatto nel senso che, mancando la maggioranza assoluta, il parere espresso dalla Commissione non è valido. Cosa succede a questo punto? Tecnicamente il federalismo può andare avanti su due strade: o quella del Consiglio dei ministri, che può approvare direttamente il decreto, o quella parlamentare. E politicamente? Che conseguenze avrà questa battuta d’arresto sulla tenuta della maggioranza al di là delle rassicurazioni formulate oggi a caldo dal leader del Carroccio?
La base leghista più arrabbiata, rappresentata al governo dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, accarezza la rottura. I più moderati preferiscono continuare a trattare guidati dal titolare alla Semplificazione Roberto Calderoli che, non a caso, dopo la bocciatura del federalismo fiscale, dialogava sui divanetti di fronte alla commissione Bilancio della Camera con alcuni componenti del Pd. «Che succede - avrebbe chiesto Sergio D’Antoni al ministro, riferendosi alla tenuta del governo - andate avanti?». «Non lo decido io - la replica di Calderoli - lo decidiamo insieme».
Da parte del Pdl è presto detto «Il governo va avanti» ha assicurato anche il coordinatore Denis Verdini presente al vertice di Palazzo Grazioli. «Non vedo nessun problema con la Lega» gli ha fatto eco, in conferenza stampa, il presidente della Commissione bicamerale sul Federalismo, Enrico La Loggia. Se è finita con un pareggio, è il ragionamento degli uomini del premier, non è colpa del Pdl visto che in Commissione erano tutti presenti e hanno votato a favore. Semmai sono state le opposizioni a cambiare idea e a far prevalere pregiudizi politici di fondo. Esplicito in questo senso il giudizio del sindaco di Roma e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci Gianni Alemanno: «Credo che su questo risultato abbia pesato la polemica politica» - ha detto parlando di «scelta ideologica» dettata «più per l’opposizione al governo che non con l’attenzione alla riforma».
Opposizione al governo che il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha subito tradotto in un invito a fermarsi: «Non ci sono le condizioni nè giuridiche, nè politiche per andare avanti - ha detto - Berlusconi e Bossi prendano atto della situazione. Si creino condizioni politiche nuove e si rifletta finalmente sulle proposte di un partito come il Partito democratico, che ha le più forti e vere radici autonomiste». A insistere sulla richiesta di nuove elezioni è anche Antonio di Pietro: «Il voto di oggi certifica l’inesistenza di una maggioranza in Parlamento - sentenzia il capo dell’Idv - Bisogna restituire la parola ai cittadini e tornare alle urne».

Critiche all’impianto della riforma arrivano poi da Fli. Il finiano in Commissione Mario Baldassarri alla fine ha votato contro e il coordinatore Adolfo Urso ha sottolineato come da dicembre ad oggi la maggioranza non si sia allargata: «Il federalismo si è bloccato ha detto Urso - Ne prendano atto». «La maggioranza eviti forzature» la richiesta del Terzo Polo che, sul futuro del federalismo, suggerisce di tornare o all’applicazione del testo originario o di ricominciare tutto l’iter previsto dalla legge delega con l’emanazione di un nuovo provvedimento.
In tutto ciò i più scettici risultano essere proprio gli italiani la metà dei quali, secondo un’indagine del Censis pubblicata oggi, si dice convinta che l’unico vero risultato del federalismo sarà un aumento delle tasse e del divario tra Nord e Sud.

Commenti

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Il 3 Febbraio 2011 alle 20:53 astro ha scritto:

Bravo Berlusconi, bravo Bossi, la perseveranza è la virtù dei forti. Continuare per vincere: Avanti. Astro

Il 4 Febbraio 2011 alle 20:13 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

L’Italia unita sì! ma d’odio per Sorelle d’Italia, forse ha cambiato sesso?
Anche un cane analfabeta ed ignorante di Politica l’hanno capito che, dal 1982 con Msi in testa, per Sinistrorsi e Magistratura, i criminali e Capo dei Capi, erano Bettino Craxi e Andreotti, oggi Craxi, è morto, gobbetta fa il Voltagabbana, arrivati al ‘92 target, è Silvio Berlusconi con Fli, però straniti e SMEmorati questi Magistrati che per parecchi anni il Cav, era “ il signor nessuno”, poi accusato di tutto e di più? Io so che da percepivano uno stipendio misero, dopo lauto stipendio e inta Casta privilegiata a commanders, pronti a tutto a rivoltare come un calzino, surrogando il Parlamento con Anm, Csm e Consulta? Ergo, se Berlusconi e sue Società, sono state controllate centinaia di volte, senza trovare nulla, lo stesso fatto per altre Società, Banche e sue branche Finanziarie, visto che le mafie riciclano centinaia di miliardi?
http://vincenzoaliasilcontadin.....relle.html
http://www.splinder.com/myblog.....iew/659606

Il 5 Febbraio 2011 alle 21:01 pv21 ha scritto:

TTE batte TTB >
Il “Tutto Tranne Berlusconi” non funziona da antidoto quando il Cavaliere intona il suo “Tutto Tranne Elezioni”.
Ne è riprova anche la Lega.

Prima del passaggio in Bicamerale MARONI sanciva che “se il federalismo non passa, tutti a casa” e BOSSI confermava che perfino “il pareggio non basta”. Poi la svolta.
Non si può tornare “a mani vuote” davanti agli elettori.

Pur di stringere l’agognato federalismo padano anche un decreto diventa una “svolta storica” (TREMONTI) talmente urgente da far dimenticare il “bon ton istituzionale” (CALDEROLI).

Tanta “riforma epocale” val bene l’alleanza con i “responsabili” basiti dal Cavaliere.
Si può sempre contare su una casta di PRIMI SUPER CIVES attenta a privilegi, interessi e immunità …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Il 5 Febbraio 2011 alle 22:17 indigesto ha scritto:

La Legislatura va avanti? Lo sapremo solo dopo l’approvazione del federalismo!

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