Gli affari dei colonnelli di Gianfranco Fini: l’impero di carta di Bocchino


Gli affari dei colonnelli di Gianfranco Fini: l’impero di carta di Bocchino

Se i due spadaccini siciliani, Fabio Granata e Carmelo Briguglio, devono ringraziare la sempre munifica Regione Siciliana, il caso del moschettiere più famoso, l’Athos dei futuristi, è più complesso. Italo Bocchino sembra difatti imbrigliato in una specie di sindrome di Stoccolma. Fin da giovanissimo il capogruppo alla Camera di Fli ha dimostrato interesse per i giornali. Per cui all’attività politica da sempre affianca quella di editore. Con quali soldi? Quelli della presidenza del Consiglio soprattutto, che dal 2002 ha concesso più di 27 milioni di euro alla stampa bocchiniana. Denari elargiti, a parte la parentesi al governo di Romano Prodi, da Silvio Berlusconi.

Ecco perché la sindrome di Stoccolma. Il regno di carta di Bocchino è principalmente il Roma: un quotidiano napoletano che ogni anno prende oltre 2 milioni e mezzo di euro di contributi statali. Il capitale della Edizioni del Roma è di 3 milioni 368 mila euro. Bocchino è stato presidente del cda dal 1996 al 2002. Poi è diventato amministratore unico, fino al 2004. Ora il suo nome non risulta più negli atti societari. L’azionista di maggioranza della Edizioni del Roma è però Gabriella Buontempo, moglie di Bocchino. La consorte ha poco più del 37 per cento delle quote, che valgono 1 milione 184 mila euro.

Buontempo è socia anche della cooperativa Edizioni del Roma, costituita a luglio del 2001, a cui la spa ha ceduto la testata. Tra i cui soci, oltre a Buontempo, c’è pure Antonio Schiavone, cognato di Bocchino. La cooperativa è il cavallo di Troia che permetterà a Bocchino e soci di incassare più di 2,5 milioni di euro l’anno. Soldi che sono la loro principale fonte d’entrata.

Sono tanti? No, sono tantissimi. Specie se paragonati a quelli concessi ad altri. Vedi il caso di Libero, che Bocchino attacca continuamente per la sua dipendenza dai pubblici contributi. Il giornale diretto da Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro prende quasi 6 milioni di euro: poco più della metà di quanto concesso al Roma. E vende 93 mila copie: quasi 20 volte quelle del Roma, che non va oltre le 4.500. Il contributo al quotidiano napoletano adesso però è a rischio. L’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) e la Guardia di finanza stanno verificando «presunti legami» tra le Edizioni del Roma e le Edizioni riformiste. La cooperativa, che editava L’Umanità, è infatti amministrata da Francesco Ruscigno, storico commercialista di fiducia del politico. Altri accertamenti riguardano L’Indipendente. Tre società che ricevono contributi, tutte legate in qualche maniera al deputato futurista.

Un cumulo vietato dalla legge. Che non ha però impedito a Bocchino di variegare la sua attività di editore. Per questo, nel 2004, assieme ad altri imprenditori, rileva appunto L’Indipendente. Anche in questo caso riesce ad avere, tramite la srl Edizioni dell’Indipendente, un robustissimo aiuto governativo: 2 milioni 480 mila euro. L’avventura editoriale del quotidiano termina nell’ottobre del 2007, con la vendita a Ferdinando Adornato, deputato dell’Udc. Tre anni in cui la testata riesce solo a vivacchiare. Ma durante i quali ottiene 9 milioni 170 mila euro. Oggi il sostegno pubblico alle Edizioni dell’Indipendente viene usato per mandare in edicola Cronache di Liberal. E tra i soci di Adornato resta Giancarlo Buontempo: cognato di Bocchino.

Qualche mese fa sembrava che anche l’esperienza imprenditoriale del Roma fosse al capolinea. Si era cominciato a parlare dell’interessamento di Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano coinvolto nello scandalo Global service. Lo stesso per cui i pm napoletani, a dicembre del 2008, chiedono (e non ottengono) per Bocchino la richiesta d’arresto per associazione a delinquere e concussione. Ma adesso la trattativa sembra saltata.

Il Roma, dunque, continua a dare giornalmente conto delle imprese politiche del suo editore. E non disdegna sgambetti agli avversari del moschettiere futurista. Come quando, il 6 novembre 2009, ha anticipato la richiesta d’arresto della procura di Napoli per Nicola Cosentino, il coordinatore del Pdl campano accusato di concorso esterno in associazione camorristica.

Una passionaccia, quella per l’editoria. Che causa a Bocchino anche il temporaneo coinvolgimento nell’affare Telekom Serbia. Il suo ruolo viene ricostruito dal tribunale di Torino, nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta depositata il 9 maggio 2005. I giudici scrivono che i 2,4 miliardi di lire chiesti da Bocchino alla Finbroker erano arrivati alla stessa finanziaria sanmarinese come pagamento della mediazione per l’affare. Un prestito che il deputato chiede in veste di editore del Roma. In cambio offre come garanzia «la cessione del credito» del contributo governativo.

A fine luglio del 2001 arrivano i primi versamenti al quotidiano. Una settimana dopo viene votato il primo sì alla commissione d’inchiesta Telekom Serbia, poi istituita a maggio del 2002. Tra i commissari c’è proprio Bocchino, in quota An. E sarà proprio il suo partito a portare avanti la tesi della tangente mascherata da mediazione. Tanto che il tribunale di Torino scrive: «Gli unici soldi dell’affare finiti in mani politiche sono quelli scoperti presso uno degli “investigatori”»: uno di quelli «che addebitava all’altra parte politica la percezione, a titolo di tangente, di una fetta di quel denaro ritenuto sporco». Una coincidenza, ironizzano i giudici, degna dell’Edipo re di Sofocle, in cui «l’inquirente scopre di essere lui stesso l’assassino». Un finale da tragedia greca, quindi. Ben lontano dalle gesta degli eroi di Dumas. (A.R.)
(ha collaborato Simone Di Meo)

  • biker
  • Martedì 8 Febbraio 2011

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 8 Febbraio 2011 alle 23:28 cantastorione ha scritto:

..e l’italiano, pseudoinformato e pseudoavveduto (furbo)….paga!!!!!

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101