Sono donna e dico no all’ipocrisia


A cura di Romana Liuzzo

Non hanno mai fatto politica, non appartengono a mondi patinati. Sono donne comuni quelle che «Panorama» ha scelto a campione tra Roma e Milano. Donne che hanno deciso di non scendere nelle piazze italiane (qualcuno dice più di 100) dove il Pd e il «popolo rosa» domenica 13 febbraio manifestano contro il governo e per la «dignità femminile». Anni fa le femministe urlavano: «Nè puttane, né madonne, siamo solo donne» sventolando reggiseni come simbolo della libertà sessuale conquistata. Oggi un nuovo movimento traccia una riga netta sulla lavagna: di qua le madonne, di là le altre. E anche se le neomoraliste dicono di farlo in difesa di tutte le donne, è come se il comportamento di alcune avesse macchiato, se di macchia si tratta, l’identità etica dell’universo femminile. Dunque: o madonne o peccatrici? Ma davvero il mondo femminile può essere diviso in forma così manichea? Molte esponenti femministe hanno già espresso il loro parere contrario a tale classificazione. «Panorama» è andato a cercare le risposte tra la gente che, a quanto pare, rifiuta questa ondata di puritanesimo e non parteciperà alle manifestazioni di domenica.

Continuate a inviarci le vostre testimonianze: scrivete a nonvadoinpiazza@mondadori.it

Alessandra AloisiAlessandra Aloisi, 47 anni, Libera professionista, Milano

Milano Io le rispetto le donne che andranno in manifestazione, ma non mi convincono. L’altro giorno un’amica mi ha mandato una email dicendomi «dai, facciamo questa cosa», ma l’idea di andare a intrupparmi, tutte con la sciarpa bianca, gli stessi slogan… no. La dignità di noi donne va rivendicata nella vita quotidiana, magari dicendo chiaro al proprio capo o collega di non allungare le mani. Le donne sanno benissimo come comportarsi, non c’è bisogno di andare in piazza.

Vittoria Bettaglio

Vittoria Bettaglio Pollini, 33 anni, avvocato, Milano

Come donna non mi sento offesa dalle scelte di vita altrui. La mia immagine è il risultato di quello che sono, di come mi comporto. Così come non mi sento una ladra per ogni donna che ruba, non credo di meritare il Nobel per le ricerche di Marie Curie. Non mi interessa partecipare a generiche campagne a tutela dell’onorabilità della donna. Io rispondo della mia dignità personale. Non amo questa classificazione tra sante e puttane. E non accetto l’invito a scendere in piazza su  questi temi.

Eleonora Bonaldi
Eleonora Bonaldi, 31 anni, analista relazioni internazionali, Milano
La manifestazione contro Silvio Berlusconi non è a favore di qualcosa, e al mio Paese servono cose positive. Ecco perché ho scelto di non aderire. Si è parlato di biancheria intima sventolata, e questo non è denigratorio dell’immagine della donna? Io andrei aprotestare contro le donne che si prestano a simili compromessi e che contribuiscono a un modus operandi non basato sul merito. Quando si manifesterà contro la morte della meritocrazia, allora sì, quel giorno aderirò.

Carla Bruni

Carla Bruni, 35 anni, giornalista, Milano

Non scenderò in piazza ad alzare cartelli con ripetitivi slogan. Le trovo inutili pagliacciate, non è così che si risolve il problema. Come donna, laureata, precaria e anche mamma mi sento più umiliata da tutte queste arrampicatrici di dubbio gusto che dall’uomo di potere che le compra con soldi, visibilità e poltrone politiche.

Simona Caletti

Simona Caletti, 36 anni, insegnante di ginnastica, Milano

Ridicolo che le donne partecipino a manifestazioni del genere. È ora che l’Italia cominci a pensare all’uomo Berlusconi come politico ed eventualmente a criticarlo per il suo operato di governo, non per le sue feste. E poi, diciamocelo, la colpa di tutto è sua davvero? Queste ragazze hanno fatto una scelta chiara: favori in cambio di soldi.Chi sfrutta chi?

Antonella CarliAntonella Carli, impiegata, Milano, 39 anni

Trovo che tutto questo bailamme intorno alle vicende private di Berlusconi sia vergognoso. È la mossa di una sinistra senza valori, che ha creato una telenovela che scredita l’Italia nel mondo. Non è che io condivida quello che Berlusconi ha fatto, se lo ha fatto. Ma il punto è proprio questo questo: lo stanno processando i media. Anche se potrà, alla fine, dimostrare la propria innocenza, nella mente di molti resterà sempre colpevole. Se potessi parlargli, gli direi di chiarire al più presto la propria posizione davanti ai magistrati e di stare più attento alle persone di cui si circonda.

Federica CattoliFederica Cattoli, 29 anni, pubblica amministrazione, Milano

Non vado, è una perdita di tempo. Non sono una fan di Silvio e trovo discutibile il suo atteggiamento. Ma quelle che ha attorno non sono vittime, hanno fatto una scelta di vita. Sono stanca di sentire parlare di sexgate. Ci resto male a vedere Corriere e Repubblica che sprecano pagine sui gusti sessuali di un uomo che potrebbe essere mio nonno, mentre il New York Times ci spiega ciò che succede nel Medio Oriente. Posso anche essere critica verso il governo, ma scendere in piazza per queste storie mi sembra pura demagogia.

Eleonora CosiEleonora Cosi, 45 anni, organizzatrice di catering, Roma
Sono storico dell’arte contemporanea, da più di 10 anni mi occupo di eventi, e tempo ed energie per la politica ne rimangono poche. Non parteciperò perché secondo me lo svilimento pubblico delle donne non è stato realizzato tanto da Berlusconi, quanto da chi ha fatto rumore intorno alla vicenda. Le donne non hanno più bisogno di scendere in piazza per dimostrare quanto valgono dal punto di vista culturale, morale e professionale.

Eleonora Di Leo

Eleonora Di Leo, 30 anni, commessa, Roma
Non sono mai andata in vita mia a manifestazioni politiche e non comincerò oggi. Quello del 13 è un corteo che non mi convince per niente. Io sono giovane e mi guadagno lo stipendio onestamente da sempre. La nostra dignità cominciamo a difenderla comportandoci bene ogni giorno e non conducendo battaglie moraliste e bigotte. Domenica? Andrò con un gruppo di fan di Michael Jackson a ricordare questo grande artista.

Chiara FidoraChiara Fidora, 38 anni, bancaria, Roma
Non sono una donna di destra. Ma mi chiedo con quale coerenza s’indignino certe presunte neofemministe. Prendiamo Isabella Ferrari, miss Teenager a 15 anni e a 16 fidanzatina di Gianni Boncompagni. Dove comincia e dove finisce la mercificazione del corpo? Forse da chi ha certe esperienze alle spalle ci si aspetterebbe più tolleranza nei confronti dei comportamenti degli altri.

Deborah GranatieriDeborah Granatieri, 27 anni, insegnante, Milano
Non andrò, le proteste contro Berlusconi mi sembrano strumentali. Il vero problema è che molte giovani non hanno ricevuto una giusta educazione all’affettività e usano il sesso come scorciatoia verso il successo. Per decenni i mezzi di comunicazione hanno propagandato un’immagine avvilente della donna e negato l’idea della sacralità del corpo. Ora ci si accorge che è sbagliato solo perché serve ad attaccare il premier. Ma lui non è il diavolo.

Franca MalagoFranca Malagò, 48 anni, imprenditrice, Milano
Chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe avere un comportamento tale da non dare adito a sospetti. Ma non partecipo alle proteste perchétrovo che siano strumentalizzate, manipolate da chi vuole orientare l’opinione pubblica e non ha argomentazioni politiche da controbattere. E perché spostano l’attenzione dai problemi veri del Paese.

Roberta e Francesca Mencucci

Roberta e Francesca Mencucci, 30 e 32 anni, ristoratrici, Roma
Non andiamo a questa manifestazione perché sarebbe ipocrita. Se davvero tutte queste vip avessero a cuore la dignità delle donne, avrebbero dovuto scendere in piazza da un bel un pezzo, a difesa di coloro che, da sole, non possono difendere né la propria dignità né la propria incolumità: quelle migliaia di albanesi, ucraine, romene che si trovano in strada, in balia degli sfruttatori. Ci hanno mai pensato le belle anime indignate?

Monica MerliniMonica Merlini, 46 anni, educatrice, Milano
Mi verrebbero almeno un centinaio di risposte sul perché non andare in piazza. Dal fatto che la trovo una assoluta perdita di tempo a quello che viviamo in un paese di ipocriti: ormai non si sente parlare d’altro che di escort. Le persone ti trattano come tu gli permetti di essere trattata. Non esiste la vittima senza il carnefice. Si mostra indignazione generale, però le cose importanti non se le fila nessuno. Diciamoci la verità: se i media, per distruggere una figura politica, non avessero montato lo scandalo di Ruby e delle altre dando loro un sacco di spazio, qualcuno sarebbe davvero andato in piazza per le donne?

Marina NestaMarina Nesta, imprenditrice, 53 anni, Milano
Una manifestazione anacronistica: nel 2011 non ha più senso. Se abolissero le leggi fatte per le donne, allora tornerei in piazza. Ma oggi io mi sento una persona e scendo in piazza per diritti di entrambi i sessi. Credo che nessuno venga sfruttato se non si lascia sfruttare. Se io una cosa non voglio farla, non la faccio. Lo scandalo Ruby non cambia nulla dei miei atti, della mia vita, non mi danneggia come donna. Ho una figlia di 16 anni e ho riflettuto sul cattivo esempio. Ma una madre educa la propria figlia prima della terza media. E non è che una ragazza diventa «zoccola» perché vede Ruby in tv.

Elisabetta PataniElisabetta Patani, 55 anni, consulente, Milano
Non vado in piazza perché non c’è nessuna voglia di cambiare. E mi sembra riduttivo organizzare una manifestazione a tutela dell’orgoglio delle donne, per una storia di escort. Non mi piace la politica di questo governo, ma non accetto queste contestazioni. Come madre sono preoccupata per il futuro dei miei figli, ci sono argomenti più seri sui quali fondare una contestazione.

Ana PedroniAna Pedroni, 51 anni, stilista, Milano
In questo Paese stiamo perdendo i valori, a destra come a sinistra. Berlusconi, da politico e capo del governo, ovrebbe dare l’esempio come un genitore. Ma si può scendere in piazza solo se c’è un’alternativa valida. Qui, se ti guardi attorno nella politica e gratti nella vita dei suoi protagonisti, non sai mai cosa vai a scoprire. Da liceale, in Portogallo ho vissuto la fine della dittatura, mio padre era monarchico, io di sinistra: c’erano feroci discussioni, ma tutti avevamo un profondo desiderio di cambiamento. Qui mi sembra sia solo una guerra personale. C’è grande povertà di pensiero nella politica italiana, mentre l’Italia, dove vivo da 27 anni, è un paese ricco di cultura e di persone di valore. Mi dà fastidio questa politica di sputtanamento del premier che coinvolge l’immagine del Paese.

Irene RussoIrene Russo, 29 anni, ricercatrice, Milano
La stupida sono io, che ho scelto di studiare. Avrei forse fatto meglio a rifarmi il seno e accalappiare e simpatie di qualche potente. Ma questo stato di cose non si combatte dando addosso a chi si vende o agli «utilizzatori finali». Anche a sinistra si trovano deputate giovani e carine che hanno lo stesso ruolo delle deputate di destra: buttare una mano di vernice fresca su un potere di uomini vecchi. Per chi dovrei parteggiare? Per una generazione di veterofemministe che ha smesso di combattere quando ha ottenuto il diritto all’aborto? È dalle attuali macerie che bisogna ricostruire, uomini e donne.

Valentina PieriValentina Pieri, 25 anni, parrucchiera, Roma
Di questa manifestazione non capisco il senso. In difesa di quale dignità? Non certo di quella della maggioranza delle donne che ogni giorno va al lavoro e si occupa di casa e figli: queste donne la dignità sanno difenderla egregiamente da sole. Per le altre, la dignità è come il coraggio: se uno non ce l’ha, nessun comizio potrà dargliela. Per quanto riguarda le ragazze che frequentavano Arcore, io farei una manifestazione contro di loro per sfruttamento del premier.

Carla PietroniCarla Pietroni, 28 anni, cassiera, Roma
Alla manifestazione di domenica non vado nemmeno se mi pagano. Non vado perché mi troverei in compagnia di gente che, con il pretesto della dignità femminile, ce l’ha con il governo. C’è stata addirittura una nota cantante accusata di avere mandato 7 milioni all’estero che ha insultato il presidente del Consiglio e il sottosegretario Gianni Letta. E io dovrei scendere in piazza con lei? E non ci vado, perché, pur capendo poco di politica, non mi piace il clima di violenza che si respira in questi ultimi mesi.

maria-luisa-rocchiMaria Luisa Rocchi, 42 anni, stilista di fiori, Roma
Sono mamma di tre figli, lavoro come flower designer. A parte il fatto che non avrei il tempo per andare a gridare slogan, non credo che la nostra dignità si conquisti per la strada. Sto insegnando ai miei figli, due sono femmine, il dialogo pacato. Educazione tramandata da mamma e nonna, a cui certo non mancava la dignità. Pur senza andare ad alcuna manifestazione.

Paola SpagnolelloPaola Spagnolello, 52 anni, psicologa, Milano
La manifestazione di piazza non mi appartiene come strumento di protesta, preferisco modalità meno strumentalizzabili. La dignità delle donne non mi sembra ben rappresentata da questa iniziativa. Vorrei che gli italiani avessero maggiore consapevolezza di cosa aspettarsi dalla classe politica, facendo valere i propri diritti con argomenti meno frivoli. Penso altresì che un premier dovrebbe essere giudicato per il suo operato e non per la vita privata, sebbene la sua visibilità richiederebbe maggiore coerenza con l’etica e la morale del Paese.

Gaia TornoneGaia Tornone, 40 anni, correttrice di bozze, Milano
Il 13 febbraio non andrò perché non mi sento rappresentata in questa iniziativa, non ho voglia di farmi dire cosa devo pensare, né voglio farmi strumentalizzare. Il valore delle donne va conquistato sul campo, tutti i giorni. Le donne vittime di un sistema? Forse, ma esiste anche la responsabilità individuale, sono ragazze che decidono, consapevolmente, di vendersi per ricavarne soldi, visibilità, carriera.

Laura VentoLaura Vento, 48 anni, psichiatra, Roma
La violenza genera altra violenza. È successo fuori da Arcore, accadrà alla manifestazione del 13, ennesima prova di una richiesta di dialogo non pacata. Volete combattere il presidente del Consiglio? Fatelo confrontandovi sui temi veri, che interessano la gente. Fatelo politicamente sulle questioni reali e non su patetici gossip. Per la mia dignità io manifesto ogni giorno senza dover scendere in piazza.

Commenti

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Il 11 Febbraio 2011 alle 20:28 astro ha scritto:

Le donne se gestissero veramente il loro utero senza pensare alla politica od ai soldi, forse ritornerebbero ad essere l’angelo della famiglia. Astro

Il 11 Febbraio 2011 alle 22:21 sgarikka68 ha scritto:

simili manifestazioni non fanno altro che denigrare le donne che vi partecipano. essere donna o uomo non è una scelta è destino. la scelta che si fa nella vita è: essere una donna seria oppure no, così come lo sono gli uomini. quindi chi partecipa è chi si sente offeso perchè non è seria

Il 12 Febbraio 2011 alle 1:35 Tweets that mention Sono donna e dico no all’ipocrisia - Italia - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by Susanna Petraccini, Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Sono donna e dico no all’ipocrisia - Lavorano a Roma e Milano e non andranno a manifestare. Perchè, spiegan… http://ow.ly/1bhT7Z [...]

Il 13 Febbraio 2011 alle 14:41 Zione ha scritto:

“La farfalletta” (La vispa Teresa di Luigi Sailer 1825 ? 1885)
La vispa Teresa, avea tra l’erbetta a volo sorpresa gentil Farfalletta e tutta giuliva,stringendola viva gridava a distesa: “L’ho presa! ‘ho presa!”.
A lei supplicando, l’afflitta gridò: “Vivendo, volando, che male ti fò? Tu sì mi fai male stringendomi l’ale! Deh, lasciami! Anch’io son figlia di Dio!”.
Teresa pentita, allenta le dita : “Va’, torna all’erbetta, gentil Farfalletta”. Confusa, pentita, Teresa arrossì; dischiuse le dita e quella fuggì.

“A Palummella” (col permesso della buonanima dell’Autore)
Va’ ! Vola felice, soave Noemi; ignora i cialtroni ed il Sudiciume, la stampa nefasta; i compagni carogna e la crema del Canagliume, che tanto dissacra la povera gente; andando a braccetto col Giudiciume!
Va ! Librati in volo, bianca Colomba e non ti scordare del vecchio Zione, che ben ti conosce e molto ti stima; per specchiate virtù ed Educazione e tanto soffre a sentir le calunnie dei tanti infingardi e di qualche Fellone!

Noemi; leggiadra farfalla, vola in alto, vanamente aggredita dai figli delle Tope di fogna e riportando alla luce passati fasti Partenopei, riveste di nuovo splendore il “Ballo delle Debuttanti”; che grazie a lei è ritornato in auge.

I Miserabili Vermi, grazie anche alla stupidità di tanti pusillanimi e infingardi, continuano superbi, imperterriti ed impuniti ad impestare le Sacre Istituzioni.

Il togato (malato ?) sorpreso a fare sesso orale nei cessi di un cinema di Roma (con un ragazzo), è stato molto benevolmente considerato, a causa di una disgrazia che gli era capitata e pertanto non e’ stato neanche biasimato dai Sommi Giudicioni della superba Giudiceria organizzata, perché il poverino, soffriva ancora dei postumi di un incidente capitatogli : “Tre anni prima era caduto e aveva battuto la testa”.

In seguito, al fine di alleviarne i problemi, i suoi Eccellentissimi Compari, lo hanno anche premiato per chiari meriti, assegnandolo al CSM, dove non gli sarà mancata la degna compagnia di un altro fortunato e Scellerato, come e più di lui; a cominciare dal sommo ignorante, il famigerato Brigante “Torinese”, che è ancora nell’ombra a tramare da folle visionario, per i suoi laidi interessi di Truogolo e della sua Mafiosa Confraternita.

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