Le rivolte arabe tra intellettuali laici e preti fanatici

Un manifestante a Tripoli issa un cartello con un Gheddafi pitbull tenuto al guinzaglio da un giovane

Un manifestante a Tripoli issa un cartello con un Gheddafi pitbull tenuto al guinzaglio da un giovane

GIOVANNI FASANELLALeggo le analisi di alcuni commentatori italiani sulle rivolte che scuotono il mondo arabo. Francamente, non capisco. Cerco di seguire i loro ragionamenti. Li condivido fino a un certo punto. Poi, però, è come se scattasse una sorta di riflesso condizionato e la loro lucidità si interrompesse di colpo. Sì, è vero, la ribellione ha origine nel malessere sociale che dilaga in quei paesi. E’ alimentata dall’insofferenza nei confronti di dittatori sanguinari e dall’odio verso le loro famiglie corrotte. Si è diffusa attraverso le tecnologie prodotte dall’occidente, telefonini e web. Le sue avanguardie sono i giovani, gli studenti delle università e le élites intellettuali che aspirano alla libertà.

Tutto vero. Fin qui. Da questo punto in poi, però, è come se il cervello di questi commentatori andasse in tilt: proprio quando, per capire più in profondità i fatti, bisognerebbe guardare anche oltre l’evidenza, indagare il «dietro le quinte» domandandosi se le rivolte «spontanee» siano state in qualche modo alimentate e indirizzate, magari con discrezione, da forze esterne. Per esempio, i partiti dell’integralismo islamico, i servizi segreti di un qualche Stato teocratico, la «rete» di Al Qaeda. A questo punto, scatta quella sorta di riflesso condizionato, per cui guardare oltre è un vizio da «inguaribili dietrologi» e da «maniaci del complottismo».

In America, in Inghilterra, in Francia, in Israele, in Russia, in Cina (per citare alcuni paesi dove la cultura dell’intelligence è radicata e i Servizi sono una cosa seria), di fronte a un fatto, dopo averlo ricostruito nei suoi aspetti più evidenti, gli analisti si domandano: c’è qualcuno dietro? e chi? e perché? Domande tutt’altro che oziose o inutili. Sono anzi d’importanza fondamentale. Da noi, invece, è andata sempre più affermandosi l’idea che i grandi fatti della storia nascono esclusivamente per germinazione spontanea. Come se le organizzazioni (politiche, militari o religiose) e l’intelligence (con i suoi uffici di propaganda e guerra psicologica) non avessero alcun peso, e anzi fossero quasi sempre costrette a rincorrere gli avvenimenti. Anzi, secondo questi nostri commentatori, la rivolta «spontanea» che attraversa l’intero Nord Africa dal Maghreb all’Egitto segna proprio la sconfitta dell’integralismo islamico e di Al Qaeda, spauracchi agitati dagli Usa e da Israele per giustificare un eventuale intervento armato…

Sarà. Io però non riesco a non pensare alla storia di Abolhassan Banisadr. Ricordate l’intellettuale laico e democratico uscito dalle aule della Sorbona e diventato immediatamente l’icona della rivolta popolare contro lo Scià di Persia, nel 1979? Ricordate? Venne eletto primo presidente della Repubblica iraniana e, dopo appena un anno, i preti fanatici di Khomeini, che attraverso le loro reti religiose, organizzazioni politiche e milizie paramilitari controllavano le masse, lo costrinsero a fuggire di nuovo in Francia. Con tutte le conseguenze che ne derivarono. Per l’Iran. I paesi islamici. Il Medio Oriente. E il mondo intero. Perciò, dico: all’ottusa cultura dell’anticomplottismo, preferisco un po’ di sana dietrologia. Perché capire più in profondità i fatti, aiuta a prevenirne gli eventuali effetti negativi, se non addirittura catastrofici.

Commenti

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Il 25 Febbraio 2011 alle 20:12 Le rivolte arabe tra intellettuali laici e preti fanatici | Notizie Più ha scritto:

[...] link: Le rivolte arabe tra intellettuali laici e preti fanatici Segnala presso: Articoli CorrelatiGolden Globe 2011, valanga arcobaleno: la rivincita gay passa [...]

Il 25 Febbraio 2011 alle 22:04 indigesto ha scritto:

Da un pò,caro Morici, nel nostro paese impera il “purismo”. Tutti puri, ovvero tutti puri quelli quelli che fino a poco tempo fa erano (?) contigui ai regimi più sanguinari della storia recente; illusi, i più caproni, da chissà quali paradisi sociali, e moralmente corrotti i loro capi, assetati di potere e di sovvenzioni illecite, che proprio da quei paesi intascavano. Oggi sono quelli che danno lezione di morale a tutti, avendo attraversato, indenni, tutti gli eventi storici, per cui ancora dispensano immagini di rivoluzioni sociali, anche lì dove ben poche ne appaiono di premesse. Non importa! importa che vi sia ancora una massa di caproni pronti a crederci, poichè oggi, pensano, tocca ad altri e domani..non si sa mai! Il vento delle rivoluzioni “pure e morali” potrebbe anche spirare da queste parti.

Il 25 Febbraio 2011 alle 22:09 indigesto ha scritto:

Errata corrige. Intendevo rivolgermi a giovanni.fasannella. Me ne scuso.

Il 27 Febbraio 2011 alle 3:59 gratis ha scritto:

Buona analisi di Giovanni Fasanella!

Tuttavia aggiungo che non ci vuole molto per trovare i veri colpevoli, gli integralisti islamici.

Troppe rivolte e tutte assieme, mi sembra evidente che dietro c’è qualcuno.

Gli unici che hanno tutto da guadagnare sono solo gli integralisti, i vari Al Qaeda, i Fratelli Mussulmani e sopra a tutti l’Iran che, guarda caso, ha trovato subito il modo d’inviare nel Mediterraneo due sue navi da guerra tramite canale di Suez.

In quanto allo sperare che tali rivolte portino la democrazia in quelle nazioni, come alcuni politici fingono di credere, significa illudersi da veri sognatori e fuori dalla realtà.

La democrazia non appartiene a quella cultura, non sanno nemmeno cosa sia.

L’unica cosa che comprendono è l’applicazione alla società del Corano, quindi gli integralisti andranno al potere con il pieno dell’unanimità popolare.

Se l’occidente, con i suoi capi politici, scambia ciò per democrazia allora vuol dire che hanno le pigne in testa.

Il 27 Febbraio 2011 alle 14:42 Sta per arrivare il momento della verita’ - Pagina 67 - I Forum di Investireoggi ha scritto:

[...] incassa cedole per 127 milioni Berlusconi incassa cedole per 127 milioni - Il Sole 24 ORE Le rivolte arabe tra intellettuali laici e preti fanatici Le rivolte arabe tra intellettuali laici e preti fanatici - Italia - Panorama.it Manifesto [...]

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