

Una veduta di Montecitorio (Brambatti/Ansa)
Rassegnatevi: le spese per la politica in Italia, stando all’ultimo studio della Uil ricavato da fonti ufficiali del ministero di Renato Brunetta, sono cresciute negli ultimi dieci anni del 40%, arrivando a impiegare come numero di persone che vivono, direttamente o indirettamente, di politica la ragguardevole cifra (ineguagliata in tutti i Paesi europei) di un milione e trecento mila persone. Propaganda sindacale? Nient’affatto: i dati sono ufficiali, forniti per lo più dal ministero della Pubblica Amministrazione.
Cifre da capogiro, dunque. Di fronte alle quali sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Perché uno dei temi ricorrenti di questi anni è stato (a parole) il taglio alle spese della politica, tanto che la Casta, il fortunato libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, è diventato subito un best seller. Ma si tratta di un libro uscito nel 2007, con dati degli anni precedenti. E, dunque, che cosa è cambiato in questi anni? Nulla, se non in peggio. Sentite cosa dicono gli esperti della Uil:
La politica ha un peso sulle casse dello Stato di 24,7 miliardi, pari al 2% del Pil e al 12,6% del gettito Irpef. Di questi, i costi diretti e indiretti ammonterebbero a 18,3 miliardi, a cui aggiungere 6,4 miliardi per i costi derivanti da un sovrabbondante sistema istituzionale. Un tesoretto, pari a una corposa manovra finanziaria, che serve a mantenere un esercito formato da almeno un milione e 300mila persone. Di queste oltre 145 mila sono parlamentari, ministri, amministratori locali, di cui 1.032 in Parlamento e a Bruxelles (tra parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari), 1.366 nelle Regioni (presidenti, assessori e consiglieri regionali), 4.258 nelle Province (presidenti, assessori e consiglieri provinciali) e 138.619 nei comuni (sindaci, assessori e consiglieri comunali). Non solo: 12.000 i consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24.000 le persone nei consigli di amministrazione delle 7 mila società (enti, consorzi, autorità di ambito partecipati dalle pubbliche amministrazioni); 318.000 le persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla pubblica amministrazione. E ancora: la massa dei porta borse, ovvero il personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, Provincia, sindaci, assessori regionali, provinciali e comunali; i direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli Ater e degli enti pubblici.
Secondo il sindacato, con una riforma delle istituzioni e tagli agli sprechi (come la riduzione, per esempio, del 25% degli assessori, dei consiglieri e soprattutto delle consulenze, spesso sdoppiate per finalità clientelari tra i vari livelli amministrativi) si potrebbe ridurre la spesa - dice la Uil - di almeno 10 miliardi, cifra che equivarrebbe all’azzeramento delle addizionali regionali e comunali Irpef. Ma è difficile che qualcuno metta mano alle forbici nei prossimi mesi: vi ricordate cosa accadde lo scorso anno, quando in agenda c’era un piano per la riduzione del numero delle province? Si parlò solo di quelle sotto i 220 mila abitanti: 10 province in tutto; e poi, addirittura, non se ne fece più nulla. Ecco perché, la campagna della Uil sembra una battaglia contro i mulini a vento.
- Lunedì 28 Febbraio 2011
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Commenti
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Il 28 Febbraio 2011 alle 19:30 indigesto ha scritto:
Caro massimo.morici, è questo il modo di intendere la “democrazia” nel Bel paese.
Questo esercito di parassiti ci porterà alla rovina!
Tenuto conto, poi, di tutte le clientele, familiari e mafiose, necessarie a queste persone per la “formazione del consenso” e di tutto ciò che viene dalla corruzione in aumento, vedrà che la cifra complessiva del danno si impenna. In particolare, la penetrazione mafiosa, che ormai esprime essa stessa politici a tutti i livelli, non è da pensare che sia una piaga riservata al Sud: le mafie corrono dove c’è danaro. Inoltre la pressione fiscale ed i barbari metodi posti in atto soprattutto per i piccoli recuperi, a fronte dei quali per qualche migliaia di euro si iscrivono ipoteche, dimostra che la voracità della classe politica non conosce limiti. Anche nei piccoli Comuni l’industria delle multe automobilistiche, in nome di una ridicola “moralità” e prevenzione, diventa neccessaria ai bilanci per distribuire lauti stipendi e prebende alla schiera di amministratori, ed accoliti. Se non si trova il modo di rifondarla, questa nostra disastrata “democrazia” prima o poi ci toccherà di peggio, di molto peggio!
Il 28 Febbraio 2011 alle 20:08 pv21 ha scritto:
Dal “ghe pensi mi” a premier “imbrigliato” >
Nel 2001 Berlusconi, leader del “ghe pensi mi”, sottoscriveva impegni tipo ridurre le tasse e dimezzare la disoccupazione. Ancora un anno fa il Governo approvava quel Decreto anti-corruzione di cui si sono perse le tracce.
Ora la Corte dei Conti constata che la corruzione, nel 2010, è cresciuta del 30%. Evasione fiscale, corruzione e sprechi di denaro pubblico fanno un “malloppo” da 290 miliardi all’anno.
Ma oggi Berlusconi, da premier “imbrigliato”, vede un’unica priorità: tagliare le unghie a quel potere Giudiziario che attacca e mortifica libertà e democrazia.
Prioritario è per lui riformare la Giustizia (divisione carriere, prescrizione “breve”, taglio intercettazioni) e la Corte Costituzionale.
Per lui è essenziale impedire che i “nominati”, votati dal popolo, siano sottoposti a processo penale (immunità).
Intanto la crisi, la ex-ripresa passata a “semi-crescita”, continua a pesare su imprese e famiglie come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 1 Marzo 2011 alle 0:16 mimmomalagnino ha scritto:
Ogni commento è superfluo,meglio à inutile!! Tanto , chi li smuove?
Il 26 Aprile 2011 alle 22:17 dellacosta ha scritto:
se poi aggiungiamo anche i funzionari pubblici a quanto arriviamo??? basta pensare che dalle nostre parti il segretario comunale di una cittadina di 10,000 (diecimila) anime si porta a casa 180,000 (centoottantamila) euro piu’ i bonus…questo paese tra mafiosi ,politicanti, pubblici ufficiali amministratori pensionati d’oro si portera’ via piu’ del 40% del valore del lavoro onesto della gente…
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