Espulsioni: la Bossi - Fini è carta straccia

Gli sbarchi a Lampedusa sono proseguiti per tutta la notte

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Inconciliabili. Le difformità tra le norme italiane e quelle europee in tema di clandestinità rischiano di creare ulteriore caos di fronte allo spauracchio dell’esodo dal Nord Africa. Un problema da non sottovalutare, considerando le stime del Viminale che parlano di almeno 50.000 arrivi a breve (e dieci barconi starebbero per sbarcare in queste ore).

Dallo scorso 24 dicembre, infatti, l’Italia avrebbe dovuto recepire la direttiva Ue (115 del 2008) che disciplina nei paesi dell’Unione la legislazione in materia di espulsioni. E non lo ha fatto, con il rischio per il nostro paese che venga aperta dalla Ue una procedura di infrazione. Non solo. Il provvedimento di Bruxelles, come previsto dalla giurisprudenza, scaduto il termine per la recezione dallo Stato membro è entrato a tutti gli effetti in vigore.

«La Bossi - Fini sull’espulsione degli immigrati clandestini è carta straccia: non più applicabile perché in contrasto con la normativa europea», ha scritto l’Unione delle camere penali. In caso di conflitto tra una norma di diritto interno e una disposizione contenuta in una direttiva comunitaria direttamente applicabile, infatti, «le disposizioni nazionali devono essere annullate», spiegano i penalisti.

E dalla scorsa vigilia di Natale gli irregolari presenti nel nostro paese possono essere assolti dalle procure (e in alcuni casi lo sono stati), perché il fatto «non è previsto dalla legge come reato». Un problema non da poco per l’Italia che dovrà affrontare lo sbarco di migliaia di immigrati dalla Tunisia e dalla Libia nelle prossime settimane: le norme Ue, infatti, andranno a complicare il meccanismo delle espulsioni, cancellando dieci anni di legislazione italiana in materia, dalla Bossi - Fini in poi.

Così per l’Italia sarà difficile, se non impossibile, contenere i flussi migratori. Confermando, ancora una volta, l’inadeguatezza della Ue, unita sulle regole che disciplinano i respingimenti e separata nei piani di accoglienza: la  richiesta del governo italiano di ridistribuire tra gli Stati membri gli immigrati in arrivo dal Nord Africa è stata subito respinta al mittente dagli altri esecutivi nelle scorse settimane. Ma come riuscire a cavarsela da soli, quando Bruxelles ci elimina gli strumenti normativi per farlo?

Commenti

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Il 7 Marzo 2011 alle 18:12 cantastorione ha scritto:

non gliene va bene una: l’unica legge che porta il suo nome, anche se condiviso, in trent’anni di attività politica e non vale più niente…..una vera disdetta..un vero accanimento…… povero gianfango!!!!!!!

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