

L'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari
Avete la più pallida idea di cosa voglia dire ogni mattina vedere il proprio ufficio invaso da cittadini arrabbiati perché hanno la prostituta in un viale o il casino del bar sotto casa, o perchè c’è il mendicante o la strada è dissestata? Beh, i sindaci italiani lo sanno. Eccome. Parola di Massimo Cacciari, professore di Estetica, ex parlamentare Pci e soprattutto per 15 anni sindaco di Venezia per il centrosinistra.
Un’esperienza da cui ha imparato soprattutto una cosa: l’impossibilità per i sindaci di realizzare alcunché di significativo a causa delle lamentele cittadini. Che portano via il tempo necessario a seguire progetti destinati, loro sì, alla storia. «Guardi dopo aver fatto 15 anni il sindaco, a tutti getto la croce addosso fuorché ai poverini che si trovano nella situazione in cui mi sono trovato io. Non si ha la più pallida idea di cosa voglia dire, ogni mattina che ti alzi, avere la cosiddetta nostra società civile che ti invade», ha confessato ieri a Radio24 audio.
Perché per Cacciari i cittadini (di Venezia, ma il discorso vale per tutte le città italiane) sono sostanzialmente «un esercito di infanti incapaci di arrangiarsi su qualsiasi vicenda umana, terrena. E a un certo momento gli dici “vabbé ti faccio un’ordinanza, ma smettila di rompermi le palle”, cioè non è mica possibile. Non si ha mica idea di cosa significhi fare questo mestiere», ha aggiunto.
Ma fare il sindaco non è un obbligo, lo ha incalzato il conduttore. «Uno pensa posso fare delle cose importanti per questa città, poi metà del tuo tempo lo passi a trattare queste cose», ha risposto piuttosto scocciato il professore. E quindi, filosoficamente parlando, quali sarebbero le «cose importanti per un sindaco» e quali per i cittadini? Forse la realizzazione di un progetto che permetterà al nome del primo cittadino di essere ricordato? Oppure il suo incarico, secondo i cittadini, non sarebbe quello di amministrare una città, che significa appunto occuparsi anche di buche sull’asfalto, marciapiedi rotti, viandanti, prostitute in strada, volume dei decibel nei bar, sensi unici e altro ancora?
Chi si pone domande del genere è in malafede: alcuni colleghi di Cacciari, infatti, anni fa hanno creato una figura utile a smaltire quelle richieste dei cittadini che, come lui dice, toglierebbero tempo prezioso a compiti più onerosi. Si chiama assessore alle piccole cose e vi sono ricorse le giunte di Firenze, di Riccione e di Chiaverano, nel Torinese. Tre sindaci che hanno escogitato un rimedio contro le scocciature. Cacciari, purtroppo, no. Non ci ha mai pensato. Chissà se era troppo occupato a ricevere la società civile…
- Venerdì 11 Marzo 2011
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Commenti
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Il 11 Marzo 2011 alle 12:10 pforti75 ha scritto:
L’osservazione di Massimo Morici mi sembra assolutamente corretta: anche un top manager di una grossa industria al quale un sindaco di Venezia può essere paragonato, delega la soluzione di molte “piccole” incombenze ai suoi collaboratori più stretti (personale, finanze, produzione ecc. ecc.) senza che se ne occupi lui personalemente che invece ha compiti di natura prettamente strategica. E’ anche vero che gli italiani in genere stanno sempre a lamentarsi aspettando che il frutto cada dalla pianta ma ciò non toglie che una diversa e più efficiente organizzazione avrebbe concesso al Sindaco maggior tempo per dedicarsi a “grossi” problemi di Venezia
Il 12 Marzo 2011 alle 11:59 pasalaam ha scritto:
A mé sembra che questi argomenti avrebbe dovuto tirarli fuori prima o’ durante le sue campagne elettorali. Non é mica che l’abbiano eletto contro il suo volere. Probabilmente ha fatto carte false per farsi eleggere e dopo 15 anni ci viene a dire che i pistola siamo noi.
Se ne vada e lasci il posto ad un altro.
Il 12 Marzo 2011 alle 21:11 pv21 ha scritto:
Solo cose importanti >
Un Capo di Governo impiega oltre 7 ore per convincere un Funzionario di Questura ad evitare un “incidente diplomatico internazionale”. La Questura di una città da 1,5 milioni di abitanti non riesce a trovare un solo Istituto-Associazione disponibile ad accogliere, con il dovuto riguardo, l’altolocata nipote di un Capo di Stato.
Unica soluzione praticabile: l’affidamento, con successiva consegna a prostituta brasiliana.
Nel Parlamento italiano ci sono almeno 300 Deputati disposti ad attestare, con tanto di voto, che tutto questo può accadere nel nostro paese.
Può accadere a Berlusconi, nello svolgimento della sua “funzione” di Presidente del Consiglio.
PS: Dicono che non è l’ultimo capitolo di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 12 Marzo 2011 alle 23:57 gudo2000it ha scritto:
Ma chi glielo ha fatto fare ? non ti piace? Fallo fare ad uno che fa delle cose pratiche la propria filosofia di vita!
Il 13 Marzo 2011 alle 13:09 giampit ha scritto:
cacciari non sà quello che dice, un sindaco è tale per essere a disposizione dei cittadini e
i cittadini lo votano per questo
Il 13 Marzo 2011 alle 18:06 pasalaam ha scritto:
pv21, e ti pareva che non si tirasse in ballo Berlusconi?
Ma porca miseria, che cavolo c’entra: Berlusconi é stato eletto, felice di esserlo e si guarda bene dall’insultare i propri elettori. Cacciari si é fatto eleggere e piange trattando gli elettori da imbecilli.
Meno male che per il terremoto in Giappone ha un alibi di ferro, altrimenti vedevi che processo gli allentava il TPI
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