I ribelli libici? Garibaldini all’arma bianca

Le migliaia di rifugiati libici al confine tra Libia e Tunisia a Ras Jedir, il 2 marzo 2011. Ansa

Le migliaia di rifugiati libici al confine tra Libia e Tunisia a Ras Jedir, il 2 marzo 2011. Ansa

Claudia DacontoI ribelli libici avanzano vero ovest e presi i poli petroliferi di Brega e Ras Lanuf, al centro del Paese, puntano dritti verso Tripoli. Ma che errore possa rivelarsi ritenere ormai spacciato Gheddafi lo spiega a Panorama.it il generale Fabio Mini.

“Anche se il colonnello fosse davvero finito, di sicuro c’è qualcuno che vuole ancora il suo simulacro”. E questo qualcuno, secondo l’ex comandante della forza internazionale di pace in Kosovo (KFOR), sarebbe più o meno celato tra i 28 Paesi della Nato che da questa settimana assume il comando delle operazioni militari in Libia. “L’avanzata dei ribelli verso ovest potrà continuare se la Nato manterrà lo stesso ritmo e gli stessi impegni assunti dalla coalizione, altrimenti - spiega Mini -  la situazione potrebbe subire l’ennesimo capovolgimento di fronte”.
Generale, come dovrebbe esplicarsi l’intervento delle forze Nato per rivelarsi efficace?
Dal punto di vista diplomatico bisogna cercare senza sosta di arrivare a un negoziato perché bombardare non può certo rappresentare la soluzione migliore; d’altra parte, se la Nato non dovesse mantenere lo stesso livello d’impegno che aveva tenuto la coalizione, detto in parole semplici, se bombarda di meno, cambia obbiettivi o non appoggia con ogni mezzo i ribelli, le milizie di Gheddafi potrebbero avere in breve tempo la meglio.

Reputa necessario un intervento anche via terra?
Be’, anche in passato è successo che ad interventi dal cielo e dal mare, che sono essenzialmente interventi passivi, di controllo, seguisse sempre anche un intervento di terra che è quello che alla fine si rivela necessario perché sul terreno avvenga qualcosa, altrimenti, lo dice la parola stessa, rimane tutto per aria.

Che idea si è fatto di questi ribelli? Chi sono? Chi li guida? Che scopo hanno?
L’idea che mi sono fatto è che si tratti di giovani normali, armati di entusiasmo ma non di molto altro. Ragazzi stanchi del regime di Gheddafi che non credo siano disposti più di tanto a farsi manovrare tanto è vero che basta vedere l’entusiasmo che mostrano verso Sarkozy, prova del fatto che ancora non hanno capito bene cosa c’è dietro. Io credo che si tratti di una rivolta spontanea che proprio per questo ha sorpreso il regime come d’altronde è successo in Tunisia ed Egitto.

Li ritiene interlocutori credibili, a livello internazionale, in un eventuale dopo Gheddafi?
Io non credo che questa massa di giovani un po’ garibaldina sia anche in grado di rappresentare un interlocutore a livello istituzionale e non penso neanche che abbiano i leader pronti a questo compito, tanto è vero che tutti fanno riferimento a questo Mustafa Abdul Jalil, ex ministro della giustizia di Gheddafi, entrato poi in conflitto con lui. Però c’è un fatto, le leadership anche se non ci sono, durante il tempo di queste operazioni, si formano. Si formano o perché qualche leader emerge spontaneamente o perché le nazioni straniere che sono coinvolte in queste operazioni ne prendono uno e lo fanno diventare loro interlocutore.

Nonostante stiano perdendo terreno, tuttavia i miliziani di Gheddafi ancora resistono: secondo lei il colonnello farà in tempo a negoziare una via di salvezza o morirà sul campo?
L’eventualità che Gheddafi muoia sul campo può essere determinata solo da un errore o suo o di qualcun altro. Suo perché magari va in un posto in cui non dovrebbe andare, degli altri perché può succedere che accidentalmente colpiscano il suo riparo.

Perché dice “accidentalmente”?
Perché nessuno vuole ammazzarlo. Anzi, io ho l’impressione che adesso, con la Nato in campo, ci sia qualcuno che mirerà a tenerlo in piedi.

Chi?
Ho letto una dichiarazione di Erdogan che dice che non è da escludere che un uomo come Gheddafi, che non ha incarichi ufficiali, sia l’uomo giusto per gestire la transizione.

C’è solo la Turchia a vederla così?
Be’, Erdogan l’ha detto, tutti gli altri negano, come massimo della concessione ipotizzano l’esilio, ma io credo che la tentazione appartenga a più Paesi oltre la Turchia.

A proposito di esilio, non è che alla fine ci tocca a noi?
Se mai Gheddafi dovesse essere esiliato in Italia verrebbe  sotto falso nome, magari in Sardegna, ma ci sono una sacco di paesi che gli sono debitori e che potrebbero ospitarlo.

Per esempio?
Quasi tutti quelli del Sud-Sahara, dal Niger allo Zimbabwe alla Costa d’Avorio al Ciad. Lo vorrebbe addirittura Chavez! Non è da escludere nemmeno che sia la stessa Cina  a offrirgli una protezione, o che tra i 28 ambasciatori della Nato, che adesso diventano i direttori politici e strategici delle sue operazioni, ci possa essere qualcuno che verrà fuori con l’idea di salvare Gheddafi anche solo per tenerlo buono al fine di evitare che dica qualcosa di sconveniente per qualcuno dei 28 Stati membri.

Insomma, ad oggi non si può affatto dire che il rais sia finito.
Si potrebbe dire così: lui è finito, ma c’è qualcuno che vuole ancora il suo simulacro.

Commenti

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Il 28 Marzo 2011 alle 19:19 I ribelli libici? Garibaldini all’arma bianca | Editori online ha scritto:

[...] reading here: I ribelli libici? Garibaldini all’arma bianca This entry was posted in News and tagged a-con-ogni, a-parola-stessa, a-sia-anche, chavez, libia, [...]

Il 29 Marzo 2011 alle 10:12 yahuwah ha scritto:

Il generale Mini, dovrebbe essere una persona piu seria a dirci chi sono i ribelli, a meno che questa sua intervista abbia come target gli imbranati mentali, gli ignoranti o i mongoloidi, praticamente la stragrande maggioranza dei lettori.
Chi sono quei “ribelli” dell’opposizione libica
Storicamente:
Dai monarchici, Mossad israeliani, sicurezza Saudita, fronte nazionale per la salvezza della Libia (NFSL), la conferenza nazionale per l’opposizione libica (NCLO), British intelligence, Stati Uniti, nel 1995, la più grave di tutti, simile ad Al Qaeda il gruppo islamico combattente libico, noto come Al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libia.
-Fronte nazionale per la salvezza della Libia (NFSL)

“Con l’obiettivo di rovesciare strongman libico Muammar Khadafy, Israele e gli Stati Uniti addestrati anti-Libyan ribelli in un certo numero di paesi dell’Occidente e centrale africana. La newsletter con sede a Parigi africana confidenziale ha riferito il 5 gennaio 1989, che l’US e Israele avevamo istituito una serie di basi in Ciad e altri paesi vicini per addestrare 2000 ribelli libica conquistati dall’esercito Ciad. Il gruppo, chiamato il fronte nazionale per la salvezza della Libia, era basato in Ciad.”4

“I record ufficiali U.S. indicano che anche fondi per la guerra segreta basati su Ciad contro la Libia è venuto dall’Arabia Saudita, Egitto, Marocco, Israele e l’Iraq. I sauditi, per esempio, ha donato $7 m ad un gruppo di opposizione, il fronte nazionale per la salvezza della Libia (sostenuta anche da intelligence francese e la CIA). Ma è stato schiacciato un piano per assassinare Gadafi e prendere in consegna il governo su 8 maggio 1984. L’anno seguente, gli Stati Uniti ha chiesto in Egitto per invadere la Libia e rovesciare il Gadafi ma presidente Mubarak ha rifiutato. Alla fine del 1985, il Washington Post aveva esposto il piano dopo che i leader del Congresso opposizione ha scritto in segno di protesta al presidente Reagan.”5

“La FNSL [fronte nazionale per la salvezza della Libia] era parte della conferenza nazionale per l’opposizione libica tenutasi a Londra nel 2005 e British risorse vengono utilizzate per sostenere il FNSL e altri ‘opposizione’ in Libia…. Il FNSL ha tenuto il suo Congresso nazionale negli Stati Uniti nel luglio 2007. Rapporti di ‘atrocità’ e morti civili sono essere incanalate in stampa occidentale da operazioni di Washington DC e l’opposizione FNSL riferito sta organizzando resistenza e attacchi militari sia da interno ed esterno Libia.”6

3) Conferenza nazionale per l’opposizione libica (NCLO),

“Il principale gruppo portando l’insurrezione è la conferenza nazionale per l’opposizione libica che comprende il fronte nazionale per la salvezza della Libia (NFSL). NFSL, che sta conducendo la violenza, è una milizie armate U.S. sponsorizzato soprattutto libici espatriati e tribù che si oppose al-Qaddafi.”7

4) Al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libia (gruppo islamico libico combattimenti, LIFG)

“La LIFG è stata fondata nel 1995 da un gruppo di veterani di mujaheddin che aveva combattuto contro l’occupazione sovietica dell’Afghanistan. Al loro ritorno in Libia sono cresciuti arrabbiati per ciò che hanno visto come la corruzione e l’empietà del regime libico e formò il LIFG di creare uno stato che avrebbe mostrato quello che credevano di essere il vero carattere del popolo libico.

L’attacco più significativo di LIFG fu un tentativo di 1996 di assassinare Gheddafi; Membri LIFG guidati da Wadi al-Shateh ha gettato una bomba sotto il suo corteo. Il gruppo organizza anche attacchi di tipo guerriglia contro le forze di sicurezza governative dalle sue basi di montagna. Anche se la maggior parte dei membri LIFG sono rigorosamente dedicato a ribaltamento Gheddafi, intelligenza indica riferito che alcuni hanno unito le forze con al-Qaeda a salario jihad contro libico e Western interessi in tutto il mondo. ….
Come recentemente, nel febbraio 2004, allora direttore della Central Intelligence George Tenet ha testimoniato dinanzi alla Commissione Intelligence del Senato che “una delle minacce più immediate [alla sicurezza degli Stati Uniti] è da piccoli internazionale sunnite gruppi estremisti che hanno beneficiato di al-Qaeda links. Essi comprendono… il gruppo di combattimento islamico libico.”8

“Negli ultimi giorni i funzionari libici sono distribuite documenti di sicurezza tutti i particolari di Sufiyan al-Koumi, ha detto di essere un driver per Osama bin Laden e di un altro militante presumibilmente coinvolti in un”Emirato islamico”in Derna, in Libia orientale ha liberato oggi. Koumi, la mostra di documenti, è stato liberato nel settembre 2010, come parte di una “riforma e pentirsi” iniziativa organizzata da Sayf al-Islam, figlio di Gheddafi….

LIFG, stabilito in Afghanistan negli anni novanta, ha assassinato decine di libiche soldati e poliziotti. Nel 2009, per celebrare i 40 anni di Gheddafi al potere, si è scusato per aver tentato di ucciderlo e concordato a deporre le armi. MI6 [British Intelligence] è stato accusato in passato di sostenerlo. Sei dirigenti LIFG, ancora in carcere, disconobbe i loro vecchi modi e spiegato perché lotta contro Gheddafi non più costituito jihad “legittimo”. Abdul Hakim al-Hasadi, un altro liberato membro LIFG, ha negato le attestazioni ufficiale. “Gheddafi sta cercando di dividere le persone”, ha detto al-Jazeera. “Afferma che c’è un Emirato islamico in Derna e che io sono il suo Emiro. Egli è approfittando del fatto che io sono un ex prigioniero politico.”

Derna è famosa come la casa di un gran numero di attentatori suicidi in Iraq. È anche profondamente ostile a Gheddafi. “Residenti in Libia orientale in generale e Derna in particolare, vista la Gaddadfa (tribù di Gheddafi) come intrusi incolta, rozzo da una parte insignificante del paese che hanno ‘rubato’ il diritto di governare in Libia,” noi diplomatici è stato detto nel 2008, in un cavo da quando rilasciato da WikiLeaks.

L’ultima 110 membri della LIFG sono stati liberati il 16 febbraio, il giorno dopo la rivolta libica ha cominciato. Uno di quelli rilasciati, Abdulwahab Mohammed Kayed, è il fratello di Abu Yahya Al Libi, uno dei migliori propagandisti di al Qaida. Koumi fuggì Libia e si dice che hanno finito in Afghanistan lavorando per Bin Laden. Catturato in Pakistan, fu consegnato agli Stati Uniti e inviato a Guantánamo Bay nel 2002. Nel 2009 fu inviato indietro verso la Libia.9 Noi esperti antiterrorismo abbiamo espresso la preoccupazione che al-Qaeda potrebbe trarre vantaggio da un vuoto politico se Gheddafi sono rovesciato. Ma molti analisti dicono che, sebbene ideologia degli islamisti ha forte risonanza in Libia orientale, non non c’è alcun segno che le proteste stanno per essere dirottato da loro.10

Libica Islamic Fighting membri del gruppo rilasciato
“Feroci scontri tra le forze di sicurezza e i guerriglieri islamici di Gheddafi scoppiarono a Bengasi nel settembre 1995, lasciando decine di uccisi su entrambi i lati. Dopo settimane di intensi combattimenti, il libico islamico Fighting Group (LIFG) dichiarata formalmente la sua esistenza in un comunicato chiamando il governo di Gheddafi “un regime apostato che ha bestemmiato contro la fede di Dio Onnipotente” e che dichiara il suo rovesciamento di essere “il più importante dovere dopo la fede in Dio”. [3] Questo e futuri LIFG communiqués furono emesse da libica afgani che era stato concesso asilo politico in Gran Bretagna…. Il coinvolgimento del governo britannico nella campagna LIFG contro Gheddafi rimane oggetto di controversia immenso. Successiva operazione grande di LIFG, di un fallito tentativo di assassinare Gheddafi nel febbraio del 1996 che ha ucciso molte delle sue guardie del corpo, fu più tardi detto sono stati finanziati dall’intelligence inglese per la somma di $160000, secondo ufficiale di ex-MI5 David Shayler. [4] Mentre le accuse di Shayler non sono state confermate in modo indipendente, è chiaro che la Gran Bretagna consentito LIFG sviluppare una base di supporto logistico e di raccolta di fondi sul suo territorio. In ogni caso, finanziamento da bin Laden sembra essere stato molto più importante. Secondo una relazione, LIFG ricevuto fino a $50000 da mastermind terrorista Saudita per ciascuno dei suoi militanti uccisi sul campo di battaglia.” [2005]11

“Gli americani, britannici e francesi sono trovare se stessi come compagni braccia con il ribelle gruppo islamico di combattimenti, l’elemento più radicale della rete di Al Qaeda [di abbattere Gaddhafi]. Segretario di Stato Hillary Clinton ha ammesso che i rischi di diabolica Alleanza in un’audizione del Congresso, dicendo che l’opposizione libica è probabilmente più antiamericano di Muammar Gaddhafi. Un decennio fa, questa stessa illusione di un partenariato di Western-islamista in Kosovo, Bosnia e Cecenia finì bruscamente in 9/11 attacchi.”12

“In un’intervista con il quotidiano italiano Il Sole 24 Ore, signor al-Hasidi ammesso che egli aveva reclutato ‘intorno al 25′ uomini dalla zona Derna in Libia orientale per combattere contro le truppe della coalizione in Iraq. Alcuni di loro, ha detto, sono ‘ oggi sono in prima linea nel Adjabiya.

Signor al-Hasidi ha insistito suoi combattenti ’sono patrioti e buoni musulmani, non terroristi,’ ma ha aggiunto che «i membri di al-Qaeda sono anche buoni musulmani e stanno combattendo contro l’invasore».

Sue rivelazioni è venuto anche come Idriss Deby Itno, Presidente del Ciad, detto al-Qaeda era riuscito a saccheggiare arsenali militari nella zona ribelle libico e acquisito le braccia, “compresi i missili terra-aria, che poi sono stati contrabbandati in loro santuari”.

Signor al-Hasidi ha ammesso che all’inizio aveva combattuto contro «l’invasione straniera’ in Afghanistan, prima catturato nel 2002 in Peshwar, in Pakistan. Fu poi consegnato agli Stati Uniti e poi tenuto in Libia, prima di essere rilasciato nel 2008.

Fonti governative statunitensi e britannici detto signor al-Hasidi è stato un membro del gruppo islamico libico combattimenti, o LIFG, che ha ucciso decine di truppe libiche in attacchi di guerriglia intorno Derna e Bengasi nel 1995 e 1996.” (”Comandante ribelle libico ammette suoi combattenti hanno collegamenti di al-Qaeda,” Daily Telegraph [Londra], 25 marzo 2011)

Tratto da:
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23947
Peter Dale Scott, a former Canadian diplomat and English Professor at the University of California, Berkeley, is the author of Drugs Oil and War, The Road to 9/11, The War Conspiracy: JFK, 9/11, and the Deep Politics of War. His most recent book is American War Machine: Deep Politics, the CIA Global Drug Connection and the Road to Afghanistan.

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