Perché la vera responsabilità civile dei magistrati non passerà mai

Perchè i magistrati protestano se sonono i veri privilegiati?MAURIZIO TORTORELLA Questa settimana la Camera dei deputati tornerà a occuparsi dell’emendamento leghista approvato in commissione Giustizia, quello che vorrebbe modificare sostanzialmente la legge che dal 1988 disciplina la responsabilità civile dei magistrati. Fino a oggi, in 23 anni, i magistrati condannati per «dolo o colpa grave» sono stati 4 (sì, sì, avete letto bene: quattro!). La nuova norma prova a ampliare i limiti della responsabilità, allargandola alla «violazione manifesta del diritto». E lo fa in base a una sentenza della Corte europea di giustizia, che cinque anni fa ha condannato l’Italia proprio perché la nostra legge sulla responsabilità civile dei magistrati non contempla questa fattispecie.Un anno fa la Commissione europea ha avviato una provedura d’infrazione e da allora minaccia sanzioni.

C’è chi ripone grandi speranze in questo provvedimento, sostenendo che la responsabilità civile dei magistrati diventerà più facile da provare. Io, invece, sono molto scettico. Perché è un altro il vero problema della mancata applicazione di quella legge del 1988, che di fatto tradì il referendum votato un anno prima dall’80,2 per cento degli italiani, in stragrande maggioranza favorevoli a che i magistrati pagassero per i loro errori.

Il problema è che la norma frappone tanti e tali ostacoli all’individuazione del magistrato «responsabile» di un errore, che di fatto la rende impossibile. Dice Giuseppe Di Federico, grande giurista ed ex membro laico del Consiglio superiore della magistratura: «È l’unico procedimento che preveda nove gradi di giudizio». E ha ragione: tre gradi riguardano la «ammissibilità» del procedimento contro un magistrato; altri tre riguardano l’individuazione della sua colpa; altri tre, infine, servono perché lo Stato possa rivalersi sul colpevole.

È chiaro che questo tipo di labirinto giudiziario serve soprattutto a scoraggiare ogni ipotesi di denuncia. Lasciate ogni speranza, voi che tentate…

Commenti

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Il 2 Aprile 2011 alle 8:35 boghero ha scritto:

In Italia regna il Gattopardo. Non si ha il coraggio di rivedere fermamente l’architettura funzionale del paese.. (la parola costituzione è abusata, ormai mi provoca nausea).

Il problema è che non esisterà comunque un’entità veramente terza in grado di garantire un rapido giudizio.

Anche i nuovi CSM sono concepiti male. Metà laici e metà togati.. l’origine è sempre quella.. con in più “infiltrati della magistratura” in parlamento in grado di condizionare pesantemente il tutto.

L’unica vera soluzione è avere un’organo eletto direttamente.. Un’organo composto da due “camere” totalmente svincolato dal parlamento e dalla magistratura.
Questo permetterebbe di rispettare veramente l’articolo n°1 della costituzione.
Al momento, il popolo Italiano non ha nessun controllo sulla magistratura.

La situazione corrente è poi che difficilmente la “gente normale” farà una causa per danni ad un giudice, difficilmente un avvocato rischierà di inimicarsi la magistratura… dobbiamo trovare un meccanismo ecquo e sicuro.

Il 4 Aprile 2011 alle 12:16 indigesto ha scritto:

Si, la Costituzione è inoppugnabile per certi ambienti, che hanno costruito le loro strategie su di Essa pilotandone le modifiche lì dove norme fondamentali erano da impedimento a queste strategie. E’ evidente un disegno, portato ormai, nel Parlamento e nelle piazze da chi sa di poter godere di una illimitata impunità, con arroganza irriguardosa verso Istituzioni legittimate dal consenso del popolo, a cui appartiene la sovranità secondo l’Art 1. Articolo troppo spesso ignorato da questi ambienti e dai loro insolenti giullari, che non rappresentano il popolo ma solo i loro fetidi interessi.

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