

Barcone con a bordo circa 120 profughi provenienti dalla Tunisia recuperato dalla motovedetta della Guardia costiera a circa dieci miglia dalla costa di Lampedusa, 7 Marzo 2011 (ANSA / SERENA CREMASCHI)
In mezzo al chiasso in Parlamento e ai continui rimpalli tra Stato e Regioni nella gestione degli sbarchi dal Nord Africa, una cosa risulta chiara agli italiani: l’intera faccenda è diventata una patata bollente, che rischia di scottare chi se la trova in mano a poche settimane dalle elezioni amministrative.
Perché i tunisini fuggiti a Manduria non li rivuole indietro anzitutto la Tunisia: nel Sud del paese nordafricano la situazione economica è particolarmente drammatica e la fuga di migliaia di giovani alleggerisce il mercato del lavoro; tanto che l’Italia ha promesso 150 milioni di euro a Tunisi per sostenere l’economia ed evitare migrazioni di massa.
E i tunisini, ormai giunti in Italia, non li vogliono neanche i governatori delle regioni, sia di destra sia di sinistra: hanno detto di no alle tendopoli, preferendo il rilascio di permessi temporanei per poi ridistribuire gli immigrati in modo capillare su tutto il territorio (magari con la speranza che vadano fuori confine, dove spesso risiedono i parenti). E infatti, se il governo rilasciasse i permessi, come ha spiegato il ministro degli Esteri Frattini, «l’Italia diventerebbe il corridoio per Parigi, Londra, Berlino. Di 20.000 immigrati tunisini 18.000 finirebbero in Francia».
Ma così scontenteremmo l’Eliseo che non vuole altri tunisini in casa. Anzi. La Francia - dove sulla questione immigrazione Sarkozy si gioca parte dell’elettorato con la ben più intransigente Marine Le Pen - puntualmente li rispedisce a Ventimiglia, se pizzicati in clandestinità, in base a un accordo siglato dai governi Prodi nel 1997 e rafforzato nel 2006. Senza contare le aperture all’Italia di Fillon nei giorni scorsi sul versante dell’immigrazione, dopo le recenti frizioni sugli attacchi in Libia.
Riguardo il tema degli sbarchi, infatti, Parigi e Roma ora sono in perfetta sintonia: bisogna investire l’Ue del problema e chiudere i rubinetti dei flussi. Per questo Sarkozy e Berlusconi hanno deciso un summit a breve. Il premier, inoltre, oggi è volato a Tunisi per accertare se il nuovo governo tunisino sia in grado di «imporsi e di evitare che ci siano nuove partenze». Ma i dubbi sono più delle certezze nell’esecutivo.
Con lui poi c’è anche Maroni, che non solo è il ministro dell’Interno, ma anche un esponente di punta del Carroccio, il partito della maggioranza che sta facendo dei respingimenti di massa la bandiera per la sua campagna elettorale alle amministrative; strategia riassunta dall’ennesima espressione bossiana, destinata agli annali della politica: «Fora di ball». La presenza di Maroni, secondo i bene informati, dovrebbe servire infatti a ricomporre le due visioni della maggioranza: quella di Berlusconi che, forte dell’appoggio dell’elettorato cattolico, punta all’integrazione di una parte di essi e ai permessi di soggiorno temporanei per smistarli negli altri paesi Ue; e quella del ministro dell’Interno che, per non scontentare la base leghista nelle regioni del Nord Italia, punta maggiormente sui rimpatri.
Eppure potrebbe non bastare: a Lampedusa non ci sono solo tunisini, ormai scappati o destinati in altri centri di identificazione, ma anche centinaia di eritrei, etiopi e somali. In Libia il tappo che fermava le rotte della speranza verso l’Europa è saltato da diverse settimane. E così di immigrati se ne parlerà ancora per molto. Anche passata la sbornia delle amministrative.
LA DICHIARAZIONE DI BOSSI SULLA QUESTIONE IMMIGRATI
- Lunedì 4 Aprile 2011
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.