

Il senatore Pd, Alberto Tedesco
Il destino di Alberto Tedesco, senatore del Pd ed ex assessore della giunta Vendola coinvolto nella sanitopoli pugliese, sarà quello di vittima sacrificale da immolare sull’altare dell’antiberlusconismo? Una domanda a cui i democratici saranno chiamati a dare una risposta nei prossimi giorni, quando l’aula voterà l’autorizzazione all’arresto richiesta dai pm di Bari.
Una bella gatta da pelare per il Pd, che in questi giorni ha optato per la linea giustizialista, alla Di Pietro. Per capirci: il Cavaliere è finito sulla graticola pronto a essere cucinato dalla procura di Milano, che da anni mostra «particolari attenzioni» alle sue vicende finanziarie e non. E in questo mese Berlusconi, che col governo sta cercando di portare avanti la riforma della giustizia (tra cui il processo breve che riduce i tempi di prescrizione per gli incensurati), è chiamato in aula a difendersi in diversi processi, dal caso Mills all’affaire Ruby. Così le parole d’ordine dell’opposizione (e del suo maggior partito) sono due: ostruzionismo alla Camera e proteste di piazza in difesa delle toghe.
Ma il rischio, come ha sottolineato un dirigente del PdL, è quello di fare i duri e puri alla Camera sul processo breve e poi cercare l’inciucio sottobanco per salvare il loro uomo dai magistrati. Che sarebbe inaccettabile per la base Democrats. E così il dilemma resta: concedere uno scudo al proprio senatore, lanciando indirettamente un assist a Berlusconi, oppure farlo arrestare mettendolo nelle mani dei pm, per salvare la faccia davanti agli elettori?
Questione delicata. Basti pensare che la riunione della giunta per le autorizzazioni a procedere al Senato, che doveva esprimere un parere in merito, ieri è andata avanti fino a tarda sera. E’ finita così: bocciata, con 10 no e 9 sì (due leghisti e Follini del Pd si sono astenuti), la proposta del relatore PdL Alboni di negare la richiesta di arresto per il senatore pugliese. Ma il no al no, non significa un sì.
Perché il Pd, manco a dirlo, sperava in un rinvio per evitare una probabile spaccatura in aula. E una decisione rimandata a dopo il 14 aprile, il giorno in cui il Tribunale del riesame dovrà pronunciarsi sul ricorso di Tedesco, avrebbe senz’alto facilitato il voto. E di molto: sarebbe bastato, a quel punto, allineare tutto il partito sulla decisione presa dal tribunale.
Che, del resto, è la linea ufficiale del Pd, espressa ieri dal capogruppo Anna Finocchiaro: «Non intendiamo sostituirci ai giudici e abbiamo rispetto per il loro lavoro». Ma la questione si complica. Il PdL, che aveva teso la mano, ora la ritrae: in aula farà uscire gran parte dei senatori, ma manterrà un numero sufficiente per raggiungere il numero legale. Così il Pd dovrà uscire allo scoperto.
- Giovedì 7 Aprile 2011
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Commenti
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Il 7 Aprile 2011 alle 13:36 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
PD o Comunismo puro,partiti per Transilvania?
Io credo e ne sono sicuro visto che il sottoscritto porta ancora i segni, da, quando si chiamavano,Partito Comunista“Italiano”purtroppo l’asino,si lega dove vuole il“Padrone”che da 60a,ha beneficiato dalla Carta,se non il Pci che la dettò?Oggi si vuole legittimare il Fascismo?Vale a dire; ricostruire il Comunismo sì,mentre il fascismo no?Eppure,quest’ideologia ha ucciso 150mln d’esseri umani,negando tuttora la Libertà a Popolo che deve subire l’umiliazione si scappare dalla loro terra nativa,poi i kompagnuzzi si dilettano con gusto a girare letame su altri,come oggi la bravata del“Onorevole”dell’Idv P.Zazzera, incolpare Maroni?Evidente,quest’IDV non è utile al Paese,ma bravi solo ad incassare miliardi dal Finanziamento Elettorale.Ergo,ovunque c’è Comunismo,esiste un Popolo schiavizzato e la Legge Turco-Napolitano,oggi mostra i segni:lezione di Valori e Democrazia?http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/
Il 7 Aprile 2011 alle 15:00 Caso Tedesco: un dilemma per il PD | Editori online ha scritto:
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Il 7 Aprile 2011 alle 15:15 nicksergio ha scritto:
Come si evince leggendo con orrore crescente il bel libro di Stella “la Casta”in Italia riguardo ai privilegi dei politici vi è perfetta assonanza tra destra ed opposizione,ed entrambe difendono con le unghie ed i denti gli assurdi privilegi che si sono costruiti;non mi stupirei quindi di una difesa da parte del PD di un loro pari(che tra l’altro ha dichiarato ai giornali”anche se la giunta negasse l’arresto,mi costituirei lo stesso”.Un atteggiamento uguale a quello di B,vero?
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