

Uno degli immigrati naufragati questa notte sorretto da un poliziotto scende dal peschereccio di Mazara del Vallo (Tp) nel porto di Lampedusa il 6 aprile 2011 (ANSA / ETTORE FERRARI)
Spesso dall’Europa sono piovute critiche all’attuale governo quando ha cercato di chiudere le porte ai migranti diretti verso il nostro paese. Su tutte la bagarre della scorsa estate sulla questione dei rom provenienti dalla Romania. Ma negli ultimi giorni, dopo la decisione dell’Italia di concedere un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi a circa 21 mila tunisini, sembra che la musica a Bruxelles e nelle capitali europee sia cambiata. E di molto.
Soprattutto a Parigi, dove è diretta la maggior parte dei tunisini sbarcati, in questi giorni particolarmente impegnata ad accogliere i nuovi arrivati. Anzi, ad escogitare i modi per respingerli di nuovo in Italia, come del resto ha fatto nei giorni scorsi con i clandestini, in base a un accordo bilaterale firmato dal governo Prodi nel 1997.
Ma stavolta l’Eliseo ha trovato un solido alleato: Bruxelles. Che in questo caso chiede maggior rigore nell’applicazione delle regole comunitarie in materia di immigrazione; ma non la scorsa estate, quando a chiedere che fossero rispettate era proprio l’Italia: allora eravamo bollati come xenofobi. Perché secondo il portavoce della commissaria Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, il permesso concesso dall’Italia non sarebbe sufficiente per la libera circolazione negli altri paesi: le persone interessate, infatti, dovranno comunque rispettare alcune condizioni stabilite dalla Convenzione di Schengen, come possedere un titolo di viaggio, avere mezzi di sussistenza e non costituire un rischio per la sicurezza pubblica del paese in cui si recano.
Direttive che il ministero dell’Interno francese ha immediatamente interpretato in questo modo:
i nuovi arrivati devono essere in possesso di un titolo di soggiorno valido, emesso da uno Stato membro della convenzione di Schengen, devono avere un passaporto nazionale valido, devono giustificare lo scopo e le condizioni del loro soggiorno in terra francese, non costituire una minaccia per l’ordine pubblico e non essere entrati in Francia da più tre mesi. Ma soprattutto devono certificare di disporre di risorse sufficienti (62 euro al giorno a persona, 31 euro se dispongono di un alloggio).
Capite bene che, se applicate alla lettera, saranno ben pochi i tunisini in grado di raggiungere i loro connazionali Oltralpe. E così rimarranno in Italia. Che nelle prossime settimane dovrà accogliere anche i migranti in partenza dai porti libici. Finora, infatti, si sono registrati ben 390 sbarchi, che hanno portato nel nostro paese oltre 25.000 persone, di cui circa 21 mila tunisini; di meno i migranti dalla Libia, circa 2.300, soprattutto somali, etiopi o eritrei, il cui numero però è destinato a salire.
Lampedusa è stata sgombrata e ora rimangono solo 72 migranti, dopo che la nave Flaminia ne ha imbarcato un migliaio. Ma non è escluso che nelle prossime settimane torni ad essere affollata. Senza contare che, alla fine, la Ue non vuole affatto darci una mano: la stragrande maggioranza dei paesi membri è contraria all’attivazione del meccanismo di protezione temporanea dei rifugiati, che prevede l’accoglienza di chi necessita di protezione internazionale, come i libici, chiesta da Malta e Italia.
- Venerdì 8 Aprile 2011
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Commenti
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Il 8 Aprile 2011 alle 14:33 indigesto ha scritto:
Caro massimo.morici, il suo articolo titola: “L’europa è più leghista dei leghisti”. Come dire che è più stupida degli stupidi. Non si può che concordare! Saluti.
Il 8 Aprile 2011 alle 15:05 gek ha scritto:
L’U.E. è sempre stata quello che è, purtroppo noi lo diciamo solo quando ci fa comodo, ci siamo riempiti la bocca, e la testa per anni con la menata dell’Europa Unita, dell’Euro, e dei vantaggi(Peraltro solo ipotetici) che ne potevano venire, sottacendo che, ne economicamente, ne politicamente, ne culturalmente, eravamo preparati a questa pseudo-unione, voluta sopratutto dai governi di centro-sinistra. Meglio sarebbe stato fare come l’Inghilterra, associarsi ma non partecipare al “nodo scorsoio dell’euro”, e meglio ancora sarebbe stato un bel referendum nazionale per chiedere agli Italiani se volevano, o no, entrare in questa Europa, naturalmente sbiegando bene i “costi” e i “benefici”, cosa che tutti i nostri politici si son ben guardati dal fare.
Ora ci si accorge che forse i nostri “Leghisti” sono meno intransigenti dei burocrati europei… bella scoperta, i leghisti forse sono i soli(magari spesso in maniera maldestra) ad avere a cuore in primis l’interesse dei cittadini “italiani”, certo la lega è radicata al nord,(Loro la chiamano la Padania) ed ovviamente cercano di tutelare l’interessi degli abitanti del nord, ma sarei quasi sicuro che se la Lega fosse presente politicamente in tutta Italia, alla fine la Lega vorrebbe in primis l’interesse di tutti gli italiani, ne più e ne meno di quello che fanno ogni giorno i governanti di tutti gli stati della cosidetta Europa, sopratutto di quella dell’Euro.
Il 11 Aprile 2011 alle 12:34 Europa divisa sull’immigrazione: colpa dei governi di destra? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] premier Massimo D’Alema ha un’idea piuttosto chiara: l’ostacolo è l’egoismo degli Stati membri. Ma questo l’ha fatto notare anche un commissario Ue di centrodestra, Antonio Tajani. [...]
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