Altro che netto vantaggio della Moratti. Interpellato sul dato riferito da Alessandra Ghisleri a Panorama.it, Nando Pagnoncelli (Ipsos) delinea un quadro ben diverso di quello descritto da Euromedia Research. Se la sondaggista preferita del premier prevede, infatti, nella sfida per Milano una probabile vittoria dell’attuale sindaco già al primo turno, secondo Pagnoncelli si andrà, quasi certamente, al ballottaggio con un esito, a quel punto, niente affatto scontato.
Moratti in netto vantaggio come dice Ghisleri?
A noi non risulta, piuttosto ci troviamo di fronte a una situazione decisamente atipica dal momento che a Milano c’è un centrodestra che prevale in quanto a liste ma senza che ciò si traduca in un vantaggio anche per il candidato sindaco.
Perché si andrà al ballottaggio?
Da una parte perché c’è una larga insoddisfazione per l’operato svolto in questi 5 anni, dall’altra perché c’è un terzo incomodo, cioè questo polo di centro che pur non avendo chance di andare al ballottaggio, erode voti prevalentemente al centrodestra rendendo più competitivo Pisapia.
Che vincerebbe al secondo turno?
Questo non è prevedibile ad oggi. Bisognerà infatti sondare al momento le intenzioni di voto degli elettori di centro.
In quanti diserteranno le urne?
Meno rispetto al dato nazionale. Parliamo di poco più di un terzo dell’elettorato milanese, mentre su scala nazionale la dichiarata volontà di astenersi, o la forte indecisione, tocca il 40%.
Quanto potrebbero pesare, nella sfida per Milano, proprio gli indecisi?
Molto, e soprattutto per chi ha amministrato finora la città sarà necessario mobilitare l’elettorato per riportare questi indecisi al voto e al bacino elettorale di appartenenza.
L’identikit dell’elettore tipo della Moratti e quello di Pisapia?
Non è chiarissimo, però posso dire che in questo momento la manifestazione di volontà ad astenersi riguarda soprattutto i ceti più colpiti dalla crisi, mentre per quanto concerne Pisapia, il dato a mio avviso più sorprendente è che il suo elettorato non risulta coincidere, in termini socio demografici, con quello della cosiddetta sinistra radicale. Pisapia riesce ad avere un appeal anche presso il ceto medio moderato, fatto di elettori centristi, o di centrodestra, non tifosi.
Quanto pesa in questa sfida il ruolo assunto da Silvio Berlusconi di capolista per il Pdl e la scelta di Bersani di non esserlo per il Pd?
Sono due scelte, a mio parere, entrambe corrette. Berlusconi ha bisogno di mobilitare il suo elettorato, facendo appello all’identità stessa di questo suo elettorato che non sembra in questo momento molto soddisfatto, almeno in alcune sue componenti, dell’operato della Moratti e quindi Berlusconi può essere un fattore di mobilitazione per gli elettori di centrodestra più tiepidi, un po’ meno convinti. Analogamente, se Pisapia ha capacità di penetrare in segmenti di elettorato non così vicini alla sinistra e al centrosinistra, è meglio che il Pd non radicalizzi la sfida.
Ritiene che il caso dei manifesti del candidato del Pdl Lassini, “Via le Br dalle procure”, danneggerà molto la Moratti?
La Moratti ha preso in merito una posizione molto forte, pertanto mi sembra che abbia cercato di reagire quantomeno al rischio.
Da un punto di vista della comunicazione, funziona di più il libro con i risultati ottenuti durante la sua sindacatura inviato da Letizia Moratti, o gli slogan scelti da Pisapia come “La forza gentile” o “Il vento del cambiamento”?
La vera domanda è quanta parte dell’elettorato avversario queste strategie comunicative riusciranno a mobilitare. Per quanto riguarda Pisapia, mi sembra che i suoi messaggi siano efficaci rispetto a questo obbiettivo perché mirati proprio a riposizionarsi rispetto ai partiti da cui proviene; la Moratti ha bisogno in qualche modo di riaffermare le cose fatte, di dire che ha mantenuto le promesse a dispetto però del fatto che c’è una buona parte di cittadini che si dichiara insoddisfatta.
Il fatto che in caso di sconfitta della Moratti, la Lega possa decidersi a staccare la spina alla maggioranza e riportarci tutti al voto, può avere qualche influenza sui milanesi?
Sicuramente una parte di elettorato è più sensibile a questi temi e si muoverà anche in relazione a queste dinamiche, però non ci dimentichiamo che l’ambito territoriale cui il cittadino è più vicino è il proprio comune, per cui molte scelte dipenderanno dai grandi temi che riguardano la città stessa: traffico, ambiente, rifiuti, sicurezza, asili nidi, anziani.
- Martedì 19 Aprile 2011

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Il 20 Aprile 2011 alle 1:02 Moratti vs Pisapia: partita apertissima | Notizie Più ha scritto:
[...] here to see the original: Moratti vs Pisapia: partita apertissima Segnala presso: Articoli CorrelatiElezioni amministrative: quanto conta il fattore BPisapia e [...]
Il 20 Aprile 2011 alle 12:06 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Battaglio e tromboni ma tutti volatili capponi.
Quello che manca al Pdl è un maestro battaglio come Berlusconi con network e ricchissimo, ma non ha media a controllo sul territorio del seggio. In poche parole, se le mafie attecchiscono, come il Comunismo, nei fatti, la colpa proviene da quei Dirigenti e candidati sul territorio che non sanno nemmeno approntare un bus per una manifestazione a Roma: infatti, volevo aderire all’invito Pdl e con varie telefonate a Dirigenti Lucani ma nespole: come la campana al mio cancello non stonata, ma proprio fregata, da chi mi stava vicino. Sveglia! Questo la testata scritta su librettini di testimoni di Geova: gente tosta e tenace che, li vedi ovunque! Ma chi abita nella campagna, mai visto uno del Pdl o Cattolico pretino, poichè indaffarati a sparatorie di mortaletti per feste pagane, mentre, l’uomo è lasciato solo, come le migliaia di post, inviati al Server di questa testata, abortiti lungo il cammino! Scusate, ma così si fa Politica, senza battaglio e senza voglia di fare venire a chi ti circonda? La Politica o meglio il Politico è malato, capisco che Mani Pulite ha fatto perdere la voglia a tanti, ma molti c**ni, che si spacciano per Politici: insomma, come quelli del Psi che gli offrivi un garofano in pubblico, ma li vedevi contorcersi, quasi a vergognarsi, diventando nel momento del bisogno: Voltagabbana, Iscariota e Bruto per sbiancarsi con Pirlana e Dash ed incollati con Saratoga che, come quel Topo, senza fare nomi, Giuliano Amato, ma mi chiedo da chi, pur essendo consigliore del mio amico Statista Bettino Craxi, ma come ovvio, “ non poteva non sapere ” od altri, senza fare nomi: Di Pietro e Giustizialisti: nulla a che vedere dell’essere umano, chiamato UOMO! Cchisti, lavarono solo i Comunisti e, per questo gli regalarono uno scranno blindato al Mugello, ove i Kompagnuzzi, si tapparono la bocca, orecchie e forse qualcos’altro, così lo trasformarono in “ Onorevole ” e da quel momento che questa Politica, dal ‘92 andò a pu**ne! Mentre gli orfani Cristianucci del Caf, si rifugiarono nel Centro di discussioni permanente, con Maxime di solonerie, niente preghiere, ma amalgamandosi nel 3° Polo, poi associati ai soliti vecchi tromboni Catto-Comunisti-Fascisti che sono, come gli incantatori di serpenti a sonagli: per questo, se li vedi o li senti li eviti: la Democrazia in cchisti non alberga!
https://profiles.google.com/vincenzoaliasilcontadino/posts/Krjt8kG7eeR#vincenzoaliasilcontadino/posts/Krjt8kG7eeR
http://vincenzoaliasilcontadin.....tutti.html
http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/
Il 14 Maggio 2011 alle 18:34 alex_incanto ha scritto:
…chissà perché, il centrodestra a Milano trema: forse andava scelto un candidato più credibile - l’alternativa femminile alla signora Moratti? La Santanché! - e magari se il premier non avesse deciso di scendere in campo in prima persona (il povero Coppola a Torino è ancora lì che lo aspetta), forse i conservatori meneghini avrebbero avuto vita più semplice…http://bit.ly/jLej7L
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