
Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a palazzo Chigi il 9 febbraio 2011 a Roma. ANSA
Nonostante il no della Lega ai bombardamenti italiani sulla Libia, c’è chi, nel partito di Umberto Bossi, osserva, con una buona dose di realismo, che a questo punto è ormai impossibile, anche per chi non ha mai nascosto scetticismo e perplessità, tirarsi indietro. Così la pensa Rossana Boldi, presidente leghista della Commissione per le politiche europee del Senato, interpellata da Panorama.it proprio nel giorno dell’attesissimo faccia a faccia tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy dopo le scintille sulla questione immigrazione e i treni italiani bloccati a Ventimiglia.
Presidente Boldi, iniziamo dalla Libia: l’Italia dice sì alla Nato e si prepara a bombardare su richiesta. Il ministro Calderoli però ha detto che non darà mai il suo voto. Perché la Lega dice di no?
Sull’intervento in Libia noi della Lega siamo stati fin da subito piuttosto scettici. Anche senza mettere in dubbio la necessità di difendere i civili dalle aggressioni, noi abbiamo sempre avuto l’impressione di essere stati un po’ trascinati in questa situazione e che a spingere per un intervento siano stati soprattutto interessi economici legati al mercato energetico, altrimenti non si spiega perché in Libia sì e in altri paesi no. Per non parlare del fatto che alla luce dei nostri passati rapporti coloniali con quel Paese, la richiesta di bombardamenti, anche cosiddetti chirurgici, ci suscita più di una perplessità.
Secondo lei era possibile rimanere nel mezzo: né con la Francia e la Gran Bretagna interventiste, né con la Germania? E potevamo continuare a sottrarci alle richieste della Nato di cui siamo, a tutti gli effetti, Stato membro?
E’ evidente che non avremmo mai potuto fare come la Germania vista la nostra posizione geografica: se avessimo negato le nostri basi, semplicemente la missione non sarebbe esistita. Detto questo, se la Nato ha riscontrato la necessità di intensificare i bombardamenti, io credo che alla fine non ci sarà possibile sottrarci. Per cui, pur esprimendo la nostra contrarietà, io credo che a questo punto si sia imboccata una strada obbligata.
Se ne convincerà anche Umberto Bossi? Il premier Berlusconi riuscirà, come ha detto, ad ammorbidirlo? E ha ragione l’opposizione a parlare di spaccatura nella maggioranza soprattutto in vista di un eventuale voto in Parlamento?
Separerei i due problemi, nel senso che non credo che sarà necessario un voto in Parlamento visto che le Camere hanno già votato 15 giorni fa la missione. So che i due ministri di Esteri e Difesa si presenteranno di fronte alle due commissioni riunite per spiegare la situazione, dopodiché la linea del partito sarà, come sempre, quella che detterà Umberto Bossi dopo parlato con Silvio Berlusconi. Se il premier lo riuscirà a convincere che ormai non è più possibile fare distinguo troppo forti, noi in Parlamento eseguiremo ciò che ci dirà Bossi. Ma sono convinta che ci sarà sicuramente una ricomposizione delle posizioni.
Parliamo dell’incontro di oggi Italia-Francia sulla questione immigrazione. Quanto sono lontane, ad ora, le posizioni dei due paesi?
Guardi, dopo averlo invitato in tempi non sospetti, la settimana scorsa ho incontrato in Senato il presidente della Commissione politiche dell’Unione europea del Senato francese e devo dirle che alla fine le posizioni sono molto meno lontane di quanto sembri.
E’ vero, dunque, che ci sarebbe un accordo, già messo a punto a livello tecnico, per una richiesta congiunta all’Europa di modifiche del trattato di Shengen per ripristinare i controlli alle frontiere di fronte a situazioni eccezionali?
Esatto, c’è il riconoscimento da parte della Francia che i confini di alcuni paesi - Italia, Grecia, Spagna, Malta – sono anche gli stessi dell’Europa e mi pare che Parigi e Roma si trovino d’accordo, a questo punto, nel dire che l’Europa deve avere confini sicuri.
La prossima settimana, 4-5 maggio è in programma il primo appuntamento per la revisione del trattato: potrebbe arrivare già allora una risposta positiva in questo senso?
Purtroppo l’esperienza insegna che quando si tratta di decisioni da prendere a livello europeo il “subito” è sempre più lento di quanto ci aspetteremmo. Tuttavia, dal momento che la Commissione ha già iniziato a esaminare la questione prima di Pasqua, è possibile che si arrivi a una decisione molto in fretta.
Ma se si decidesse di sospendere ora Shengen che ne sarebbe dei barconi carichi di migranti verso le nostre coste: sarebbero respinti in mare?
Nonostante la necessità di distinguere tra profughi e migranti economici, è ovvio che i pattugliamenti causino respingimenti non particolarmente selettivi, da qui la necessità, sempre più forte, di stringere accordi con i paesi africani a livello non più solo bilaterale bensì europeo.
Quanto è ancora forte, all’interno della Lega, la tentazione di Maroni del “meglio da soli”?
Io credo che il ministro Maroni, alla fine di una giornata molto pesante in cui si è dimostrato che alla fine ognuno pensa per sé, abbia semplicemente fatto una valutazione legittima. Per cui, nonostante io creda fermamente che in un mondo ormai globalizzato sia per noi indispensabile essere in Europa, ritengo che sia sbagliato essere europeisti a prescindere e molto più utile discutere per trovare motivazioni sempre forti per rimanerci.
- Martedì 26 Aprile 2011
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Commenti
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Il 27 Aprile 2011 alle 18:00 ermes1 ha scritto:
Appello alla Lega:
Ogni giorno siamo costretti ad assistere al teatrino televisivo con politici che si occupano delle vicende personali del Cav. compresa la sua comparsa con Sarközy e bombardamenti, ed ignora completamente lo stato di salute di un’Italia che a malapena respira.
Oggi è stato pubblicato il rapporto OCSE sulla condizione dell’Italia:
Stato sociale pari a zero, nessuna riduzione dei costi della politica, famiglie ridotte al lumicino, giovani che avendo sposato la precarietà, non riescono a spiccare il volo, gente sempre più povera e indebitata, calo dei consumi alimentari, insostenibile pressione fiscale sui i lavoratori dipendenti e i pensionati, che ricordo, sono i soli a contribuire per oltre l’80% al gettito fiscale dello Stato.
Possiamo uscire da questo pantano?
A quando quell’ora basta e si vada al voto subito!!
Il 27 Aprile 2011 alle 19:37 gek ha scritto:
La lega può pensare quello che vuole, ma io credo proprio che alle prossime amministrative si dovrà accontentare di andare, forse, un pò meglio del PDL, ma non abbastanza da vincerle.
E da elettore(da sempre) del centro destra, che dico questo proprio perchè il bilancio attuale di questa legislatura, pur gravato da pesanti condizionamenti esterni, è fin’ora negativo. Oddio, non che il centro sinistra avrebbe fatto meglio, anzi, ma ora i politici hanno proprio “rotto” su tutti i fronti, per me e per tanti, l’intera classe politica è a fine corsa, e ne avranno un preavviso con le prossime amministrative, dove io penso, si verificherà un fortissimo astensionismo, ne abbiamo tutti le scatole piene di questa classe politica, e non essendoci alternativa, non ci rimane che….. non votare nessuno…!
Il 29 Aprile 2011 alle 19:07 pv21 ha scritto:
Cuore padano >
“Il 150mo è solo una grossa pagliacciata carnevalesca”, dice BORGHEZIO. Sono stati i francesi ed i piemontesi a conquistare la Lombardia.
“Il 25 Aprile è festa da cancellare”, sentenzia. Sono stati i partigiani a sparare sui tedeschi alleati della Repubblica di Salò.
BORGHEZIO, cavalcando il “fora d’i ball”, ha caldeggiato i “respingimenti” in alto mare ed il “boicottaggio” della Francia che osa ritornarci i tunisini da noi “dirottati” per ragioni “umanitarie”.
Ora, all’idea di andare a “bombardare dei poveracci in Libia”, Borghezio condanna una decisione che, “Dio non voglia”, potrebbe causare delle vittime civili e diventare “un dramma umanitario con conseguenze inimmaginabili”. Specie se “Gheddafi ci riempirà di clandestini”.
Anche la Corte UE sa tenere distinte le voci che fanno la “SAGA” dei CLANDESTINI …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 1 Maggio 2011 alle 12:50 pv21 ha scritto:
Mozione e missione >
Secondo la mozione della Lega “le azioni mirate” da svolgere in Libia contro obiettivi militari “selezionati” devono essere “esclusivamente a difesa” dei nostri velivoli o della popolazione civile da “azioni ostili, reali, concrete ed attuali”.
Devono inoltre essere attuate “in condizioni di assoluta sicurezza” per gli stessi civili e per i nostri operatori.
Un qualsiasi Comando militare dichiarerebbe tanto “irrealistico” quanto “inattuabile” un mandato vincolato alla “piena garanzia” di siffatti prerequisiti operativi.
E’ di fatto impossibile escludere, a priori, la presenza di civili in aree presidiate da mezzi e postazioni militari.
Come è assodato che sia i civili, sia i militari possono talvolta essere vittime di “fuoco amico”.
Inoltre la mozione impegna il governo “a fissare un termine temporale certo” che segni la conclusione della missione in essere.
Non viene tuttavia mai citata la Nato e non si fa alcun cenno alle “motivazioni” con cui “notificare” il repentino ulteriore cambio di direzione.
Le missioni militari non sono un terreno di “caccia” per il CONSENSO SURROGATO di chi …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
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